Il cane? Migliore amico ma anche un toccasana per la salute dei bimbi

Secondo studi recenti potenzia il loro sistema immunitario e li fa crescere più equilibrati

La battaglia sui vaccini (umani) è più rovente dell'insolito clima torrido e siccitoso di questa primavera e nei talk show le voci dei contendenti si alterano e si scambiano parole da trivio. Fatto sta che il governo ha deciso per l'obbligo di 12 vaccinazioni nei bambini, pena segnalazioni alle varie autorità con megasanzioni ai genitori, esclusione dalle scuole e financo la messa in discussione della patria potestà. Lo scopo è nobile: immunizzare la maggior parte dei giovani contro malattie potenzialmente molto pericolose preservando la salute di tutti, tanto più che si tratta di una prevenzione interamente pagata dal sistema sanitario nazionale, disposto a sborsare non pochi soldi pur di avere una popolazione potenzialmente più sana e non dovere sborsare più quattrini domani, qualora si ammali. Manifestazioni di piazza, petizioni, ma anche impugnazioni da parte di regioni virtuose si sprecano e sicuramente qualcosa sarà da rivedere, perché è il modo che «offende» non lo scopo. Vista la generosità del governo nell'aprire i cordoni della borsa per la prevenzione sanitaria sarebbe opportuno prendere in considerazione anche i recenti studi che riguardano la convivenza tra animali d'affezione (i cosiddetti pet) i bambini e gli anziani e gli enormi benefici in termini di buona salute che questa frequentazione comporta. Varrebbe la pena spendere due soldini anche qui e non caricare le prestazioni medico veterinarie del 22 per cento di Iva, come si trattasse di aragoste e Champagne, facendo recuperare un ridicolo 19 per cento fino a 380 euro con una robusta franchigia entro la quale non si recupera un bel niente.

Secondo un articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine, i cani sono in grado di potenziare il sistema immunitario dei bambini se sono messi a contatto con loro nei primi mesi di vita, preservandoli in età adulta da forme allergiche e asmatiche. Il fenomeno è ancora più evidente nei bambini che vivono in campagna rispetto a quelli che vivono in città, probabilmente per i contatti con altri animali che vivono nelle aie. I cani, frequentando molto gli ambienti esterni alla casa, portano nelle abitazioni una serie di microorganismi benefici capaci di stimolare la crescita di ben 56 categorie di batteri «buoni», mentre i gatti si limitano a 24 categorie (risultato comunque non disprezzabile).

Questo non vuol dire che si deve seminare la cacca del cane e tutto quello che «raspa» su all'esterno in casa, lasciandolo in balia di mani e lingua dei bimbi. Le norme d'igiene personale vanno rispettate, ma, se ci pensate bene, il bambino che un tempo giocava per strada senza ossessivi controlli dei genitori, si ammalava molto meno rispetto ai bambini tenuti sotto una campana di vetro da papà e mamme cui viene un coccolone se si mettono una manina in bocca senza averla lavata e disinfettata. Peraltro studi rigorosi e ormai validati da tempo dimostrano che i bambini che sono cresciuti in un corretto rapporto con i pet saranno molto più equilibrati (e meno aggressivi) dal punto di vista psichico in età adulta, così come è acclarato il beneficio di un cane o un gatto per la salute degli anziani. Caro ministro Lorenzin (e caro governo), se la scienza ufficiale è certa che vaccinare faccia bene lo è altrettanto sulla convivenza tra cani e bambini. Ovvio che non si chiede l'obbligo di un cane in casa, ma perché in questo caso di virtuosa ed economica medicina preventiva non si trovano due soldini pubblici da spendere, ma solo salate tassazioni?