Caos migranti, infrazioni Ue ai Paesi dell'Est che li respingono

L'ira dell'Ungheria: "Un puro ricatto"

La Commissione Europea «ha deciso di lanciare procedure di infrazione» contro Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca per la mancata attuazione del piano di ricollocamenti di persone bisognose di protezione internazionale da Italia e Grecia. «Nel corso degli ultimi mesi - scrivono i funzionari - la Commissione ha ripetutamente chiesto agli Stati membri che non hanno ancora ricollocato una sola persona, o che non si impegnano a ricollocare, di farlo». «Purtroppo - nota la Commissione - malgrado questi ripetuti appelli, la Repubblica Ceca, l'Ungheria e la Polonia, in violazione dei loro obblighi derivanti dalle decisioni del Consiglio e degli impegni assunti nei confronti di Italia, Grecia e di altri Stati membri, non hanno ancora intrapreso le azioni necessarie». «A fronte di questo scenario, e come indicato nel precedente rapporto su ricollocamenti e reinsediamenti, la Commissione ha deciso di lanciare procedure di infrazione contro questi tre Stati membri», aggiunge l'esecutivo comunitario.

«Quando si tratta di ricollocamenti, vorrei essere molto chiaro: l'implementazione delle decisioni del Consiglio è un obbligo giuridico, non una scelta», commenta il commissario europeo alle Migrazioni e Affari interni Dimitris Avramopoulos. Per il primo vicepresidente Frans Timmermans, «possiamo gestire con efficienza le migrazioni in Europa se lavoriamo tutti insieme, in uno spirito di solidarietà e responsabilità».

Finora i ricollocamenti son stati 20.869 in tutto, dei quali 13.973 dalla Grecia e 6.896 dall'Italia. Per la Commissione, ora che «quasi tutti gli Stati stanno ricollocando» rifugiati da Italia e Grecia, «è fattibile il ricollocamento di tutti gli eligibili, attualmente circa 11mila registrati in Grecia e 2mila in Italia, con arrivi del 2016 e del 2017 che ancora devono essere registrati, entro settembre 2017». Va meglio dei ricollocamenti il piano dei reinsediamenti (il ricollocamento è il trasferimento dei richiedenti asilo da uno Stato Ue ad un altro Paese Ue, mentre il reinsediamento è il trasferimento degli stessi da uno Stato extra Ue in uno Stato Ue), arrivato a tre quarti circa del totale (16.419 su 22.054). È un «puro ricatto e un atto antieuropeo» da parte della Commissione europea voler sanzionare i Paesi che non hanno rispettato gli impegni sulla ricollocazione dei migranti. Ha detto ieri il ministro degli esteri ungherese Peter Szijjarto.

Commenti
Ritratto di BM1883

BM1883

Mer, 14/06/2017 - 09:42

"persone bisognose di protezione internazionale!". Detta così sembra che tutti provengano da paesi in guerra, quando invece tutti sanno che saranno il 15%...esagerando. Comunque mandate a me il conto per l'Ungheria, che i soldi dei turisti che vengono e che sentono la "sicurezza" nelle strade, sono più buoni. Perché non li prende il Lussemburgo un po' ?

Michele Calò

Mer, 14/06/2017 - 10:23

Qui a Praga aumenta la richiesta di un referendum per uscire dalla UE. Idem a Bratislava, Varsavia e Budapest. Vienna sta sulla stessa direzione come pure Lubiana e Zagabria. Il sentimento anti UE nell'Est Europa cresce esponenzialmente. Non solo Brexit.