Il caos di Ryanair finisce nel mirino dell'Antitrust

Anche l'Enac minaccia sanzioni. Ma i piloti non cedono. Calenda: «A rischio offerta per Alitalia»

Paolo Stefanato

La vicenda dei voli cancellati da Ryanair fino alla fine di ottobre è finita sul tavolo dell'autorità Antitrust, che ha aperto un procedimento per verificare eventuali «pratiche commerciali scorrette». Il governo, che già si era espresso duramente per bocca del ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, ha ulteriormente rafforzato la propria posizione con le dichiarazioni del ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda; anch'egli molto critico.

L'Antitrust ha aperto ieri un procedimento nei confronti del vettore irlandese per verificare se nei suoi comportamenti ci siano state violazioni del Codice del consumo. L'Antitrust contesta che «le numerose cancellazioni dei voli effettuate o da effettuarsi nelle prossime settimane potrebbero configurare una violazione dei doveri di diligenza» perché «riconducibili a ragioni organizzative e gestionali già note» alla compagnia «quindi non a cause al di fuori del suo controllo». «A ciò si aggiunge - prosegue la nota dell'Antitrust - un secondo profilo di contestazione, riguardante il tenore e le modalità delle informazioni con le quali Ryanair ha informato della cancellazione dei voli», rischiando di «indurre in errore i consumatori circa l'esistenza e quindi l'esercizio del loro diritto alla compensazione pecuniaria».

Il vettore irlandese oggi non parteciperà alla riunione convocata dall'Enac (che intendeva verificare il rispetto della normativa comunitaria) a causa degli impegni «correlati alla gestione delle recenti cancellazioni e alla tutela dei diritti dei passeggeri». L'ente per l'aviazione civile ha replicato richiamando la compagnia «a operare per ridurre al massimo i disservizi e i disagi» e ribadendo che «ogni mancata osservanza del regolamento sarà rigorosamente sanzionata».

«Quello che e successo è molto grave perché i disservizisono stati molto rilevanti. Il ministro Delrio ha già detto che è sulla linea della tolleranza zero che io personalmente condivido», ha dichiarato il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, che ha aggiunto: «Per quanto riguarda le proposte relative ad Alitalia vedremo. C'è un nodo che è quello che concerne le condizioni del lavoro, per quanto riguarda Ryanair, che in fondo le si stanno anche ritorcendo contro, e da cui il governo non potrà prescindere».

Ryanair è al lavoro per risolvere il problema delle ferie del proprio personale, anche con offerte economiche. I rappresentanti dei piloti di 17 basi europee del vettore hanno, però, rinunciato a bonus tra 6mila e i 12mila euro a testa in cambio della rinuncia di 10 giorni di ferie, chiedendo entro le 10 di venerdì mattina un formale impegno al rispetto dei contratti dei Paesi in cui lavorano. Ryanair ha intanto contattato tutti i 315mila passeggeri interessati dalla cancellazione di 2.100 voli. Lunedì, riferisce la compagnia, ciascuno ha ricevuto via e-mail informazioni relative al cambio del volo, all'offerta di voli alternativi e alla possibilità di richiedere un rimborso. Quello di 315mila, precisa Ryanair, è un dato inferiore alla stima iniziale di 390mila in quanto i voli a settembre erano prenotati al 90%, mentre in ottobre al 70%. Va poi osservato che il passeggero in genere acquista andata e ritorno, quindi il numero delle perone fisiche coinvolte dovrebbe essere all'incirca la metà. Già avviata la procedura anche per 63mila richieste di risarcimento.