Capitali all'estero, no al rinvio: devono rientrare per fine mese

Il ministero dell'Economia stoppa le voci di una possibile proroga: avrebbe creato malumori nella maggioranza. Presentate finora 10mila domande

I l termine per aderire alla voluntary disclosure è perentoriamente fissato al 30 settembre prossimo. È quanto fanno sapere fonti del ministero dell'Economia precisando che una proroga sarebbe molto difficile «per motivi tecnici e, in ogni caso, contribuenti e professionisti hanno avuto a disposizione un tempo adeguato per prepararsi». La decisione ha anche una spiegazione politica: un'estensione del provvedimento, indigesto alla parte sinistra della maggioranza, potrebbe creare ulteriori malumori nella coalizione di governo.

Eppure, occorre ricordarlo, la voluntary disclosure non è né un condono né una sanatoria, ma - come dice la parola stessa - un processo di «collaborazione volontaria» con il Fisco tramite il quale il contribuente regolarizza le attività detenute all'estero e non denunciate nel quadro RW del modello Unico (e in alcuni casi del 730). Si pagano le tasse per intero, mentre c'è uno sconto sulle sanzioni che va dal 25 al 50 per cento. Il vero jolly è la non punibilità penale in base al nuovo reato di autoriciclaggio.

Se la scadenza è il 30 settembre, si fa ancora in tempo ad aderire? «Comincia a diventare tardi - spiega Paolo Duranti, fiscalista dello Studio Mazzocchi & Associati - perché gli studi professionali sono oberati di lavoro in quanto molte pratiche sono state avviate nelle ultime settimane dopo gli ultimi chiarimenti forniti dall'Agenzia delle Entrate e, soprattutto, dopo l'emanazione del decreto sulla “certezza del diritto”». In estrema sintesi, la norma assicura che, in caso di assenza di denuncia penale al 31 dicembre 2014 (cioè se Fisco e Guardia di Finanza non hanno notificato alcunché al magistrato), non vi è raddoppio dei termini di accertamento. L'Agenzia delle Entrate, in tali situazioni, non può indagare su periodi di imposta anteriori al 2009-2010 risalendo fino al 2004 e, pertanto, anche il pagamento delle sanzioni risulta dimezzato.

«In caso di omissioni nella presentazione delle istanze - aggiunge Duranti - varrebbe il principio della buona fede del contribuente, ma in realtà si lascia spazio di manovra agli uffici territoriali dell'Agenzia delle Entrate». È il caso dei gioielli e delle cassette di sicurezza: la voluntary prevedrebbe il rimpatrio fisico, ma le indicazioni non sono precisissime e i vecchi scudi fiscali non obbligavano a riportare in Italia questo tipo di beni. La possibilità di andare in contenzioso con il Fisco è sempre dietro l'angolo.

Poiché la maggior parte della platea è composta da contribuenti che hanno esportato capitali in Svizzera (con cui è da qualche mese in vigore l'accordo di collaborazione), è utile perciò segnalare che su 50mila euro detenuti su un conto corrente da 5 anni si pagano 3.700 euro tra imposte e sanzioni con il metodo forfettario (3.400 euro con quello analitico) più l'onorario professionale. Vale la pena evitare di correre rischi: dal primo ottobre, come detto, il tutto potrebbe ricadere in ambito penale poiché si presumerà la commissione di un reato.

Come segnalato dal direttore dell'Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, le domande presentate sono circa 10mila e il tempo sta per scadere. Per lo Stato le ricadute saranno comunque positive. Alla fine dovrebbero essere garantiti quei 2-3 miliardi di entrate straordinarie con cui, da una parte, alleggerire la componente fiscale della manovra per il 2016 e, dall'altra, garantire la copertura finanziaria ad alcuni sgravi fiscali. Difficile, invece, stabilire se si raggiungerà l'obiettivo iniziale di oltre 100 miliardi di euro rimpatriati.