Il capo dei Mossos rischia 15 anni E Madrid si scusa

Alle 8:30 di ieri mattina, camicia celeste impiegatizio d'ordinanza, mostrine, cravatta nera e cappello nero con nastro fucsia, il capo dei Mossos d'Esquadra, Josep Lluis Trapero, è entrato nell'Alta Corte di Madrid. L'accusa di sedizione che gli è stata mossa è relativa al comportamento che la polizia catalana ha tenuto il 20 settembre quando i Mossos non sarebbero intervenuti per contenere le proteste degli indipendentisti dopo gli arresti di alcuni loro leader. Trapero era accompagnato da un altro ufficiale e da due indipendentisti, Jordi Sànchez, capo dell'Assemblea Nazionale Catalana, uno dei più importanti partiti indipendentisti e Jordi Cuixart, presidente dell'associazione Òmnium Cultural, promotrice delle istanze separatiste della Catalogna. Trapero e gli altri accusati, che non sono stati sottoposti a misure cautelari e che all'uscita dall'Alta Corte sono stati accolti da applausi e fischi, rischiano fino a 15 anni di reclusione. Secondo quanto riporta El Pais, le attuali accuse saranno estese fino a includere i fatti del 1 ottobre, giorno del voto, durante i quali i Mossos non avrebbero seguito gli ordini ricevuti di impedire la votazione.

Sui fatti di domenica scorsa è tornato oggi anche Enric Millo, il rappresentante più alto in grado del governo spagnolo in Catalogna, chiedendo scusa per le violenze commesse dalla polizia spagnola: «Dopo aver visto quelle immagini, sapendo che persone sono state colpite, spinte, una addirittura portata in ospedale, tutto ciò che posso fare è scusarmi in nome degli ufficiali di polizia che sono intervenuti», ha dichiarato in un'intervista rilasciata alla televisione catalana TV3. Durante le cariche, gli sgombri, gli scontri di cui si sono costellate le concitate ore del voto catalano di domenica scorsa, sono state ferite più di 700 persone. Le scuse di Millo sono le prime a giungere dal governo centrale di Madrid dopo il voto e fanno seguito al silenzio mantenuto sul tema sia dal premier Rajoy e che dallo stesso re durante i loro discorsi. Pur non mancando di ricordare le responsabilità del presidente catalano Carles Puigdemont e del governo di Barcellona per l'escalation politica in corso, l'apertura di Millo potrebbe essere il primo tentativo di mano tesa verso gli indipendentisti, forse un modo per poter riaprire il dialogo e la trattativa.