Amministrative, trionfo del centrodestra nell'hinterland milanese

Il centrodestra unito vince nell'hinterland: oltre a Lodi, Monza e Sesto, si aggiudica anche Magenta, Senago, Melegnano, Legnano e Abbiategrasso

Magenta: Calati trionfa, Invernizzi ko Capolavoro di Del Gobbo

L'operazione è riuscita in pieno. Chiara Calati ha battuto nettamente il primo cittadino Marco Invernizzi uscente ed è il nuovo sindaco di Magenta. Troppe riserve ha suscitato l'operato dell'amministrazione uscente, troppo vicino e forte era, al contrario, il segno lasciato dall'era di Luca Del Gobbo. L'ex sindaco, e attuale assessore regionale, ha messo a punto un'operazione politicamente intelligente, ottenendo il via libera di tutti gli alleati, Lega compresa, e soprattutto mettendo in pista una candidata perfetta, quella di Chiara Calati, una donna unanimemente stimata in città e capace di interpretare la campagna elettorale con i toni e gli argomenti giusti. Magenta torna al centrodestra ed è uno dei successi più chiari e significativi di queste amministrative.

Senago: la giovane leghista Beretta surclassa l'uscente Fois

Un sindaco donna per il Comune di Senago. Giovane, leghista e convincente. Con la sua «forza tranquilla», la ventottenne Magda Beretta ha sbaragliato (63%) la concorrenza del sindaco uscente Lucio Fois, portando a casa il Comune (21mila abitanti alle porte di Milano). La partita, praticamente, non c`è mai stata. Il (ri)candidato del centrosinistra, Fois, si è presentato all'appuntamento col voto indebolito da una diatriba scoppiata sul tema delle vasche di laminazione, i «laghetti artificiali» che dovrebbero salvare Milano dalle piene del Seveso. Ma al primo turno Beretta ha staccato Fois di 20 punti. E ieri ha stravinto: la concorrenza interna dei «ribelli» spiega solo in parte il flop della sinistra, che a Senago subisce una delle sconfitte più scottanti di tutto il Milanese.

Melegnano: con Bertoli l'unica vittoria, il Pd strappa un Comune

Una delle pochissime noti dolenti di questa tornata amministrativa, per il centrodestra, arriva da Melegnano, Comune di 17mila abitanti della cintura sud. Il centrodestra è arrivato alle urne con la fascia tricolore idealmente sulla spalle, le solide spalle dell'azzurro Vito Bellomo. Sindaco uscente, Bellomo ha dovuto farsi da parte in ossequio al limite dei due mandati, si è candidato come capogruppo nella lista di Forza Italia e ha puntato su Raffaella Caputo, popolarissima vicesindaco. Dopo un buon risultato al primo turno, Caputo ha incassato l'accordo con il candidato leghista Giuseppe Di Bono. Purtroppo per il centrodestra non è bastato. E Rodolfo Bertoli, candidato di Partito democratico e Rinascimento Melegnanese, è il nuovo sindaco di Melegnano.

Legnano: vince il leghista Fratus e la giunta cambia verso

Il leghista Gianbattista Fratus prepara il rientro da sindaco nel palazzo del Comune di Legnano. É stato già assessore per dieci anni e anche vicesindaco, oltre che consigliere provinciale ma quando lo spoglio delle schede è quasi ultimato il risultato per lui è in vantaggio sul sindaco uscente del Pd, Alberto Centinaio. Fratus ha coalizzato Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia e due liste civiche, «Legnano futura» e «Proteggiamo Legnano» guidate da esponenti di centrosinistra fuoriusciti durante i cinque anni di amministrazione dem. Centinaio era sostenuto da Pd, Progressisti e Socialisti e da tre liste civiche. L'affluenza definitiva a Legnano è stata del 42,6%. «Sono contento e ringrazio tutti, non è un successo solo mio ma di una bella sqìuadra» il primo commento di Fratus.

Abbiategrasso: nella partita senza i dem è Nai che segna il gol

Il centrodestra si riprende Abbiategrasso. Cesare Nai è arrivato al ballottaggio con un distacco di undici punti sul candidato civico Domenico Finiguerra ed è riuscito a chiudere una partita sofferta fino all'ultima scheda, solo 120 voti di distacco. «Siamo contenti che l'affluenza sia stata più alta del previsto» commenta Nai. Presidente della Fondazione per Leggere, ha compattato tutto il centrodestra (Forza Italia, Lega e Fratelli d`Italia) e allargato la coalizione a due liste civiche. A sorpresa Finiguerra si era piazzato secondo l'11 giugno, lasciando fuori dal match il Pd. Ma il nome di Emanuele «Lele» Granziero, assessore uscente alla Sicurezza su cui il centrosinistra ha dovuto puntare dopo la rinuncia del sindaco uscente Pierluigi Arrara, non aveva scaldato la coalizione.

Melzo: Camerlengo non ce la fa, battuto dal civico Fusé

Il civico Antonio Fusé si era imposto al primo turno con un netto vantaggio di quasi venti punti sul candidato del centrodestra Antonio Camerlengo, sostenuto da Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega Nord e Alternativa Popolare e non sono bastate le due settimane di campagna per il ballottaggio ad invertire le previsioni. Fusè, appoggiato dalle liste civiche «Insieme per Melzo», «Patto civico per Melzo», «Futuro e Solidarietà» e «Civiltà Melzese» è diventato sindaco con il 64% dei voti. Nel Comune arrivato alle urne commissariato da quasi un anno dopo le dimissioni del sindaco Pd Antonio Bruschi (si era dimissione a causa delle continue liti con la sua maggioranza) il centrosinistra con il candidato Giorgio Sommariva era rimasto fuori dai giochi già due settimane fa.