Carlo e Niva, così gentili e disponibili. Per il figlio disabile hanno dato tutto

La coppia e l'impegno per i portatori di handicap: «Persone speciali»

Di bene ne ha fatto tanto. A Lanciano lo amano tutti, per la disponibilità verso i pazienti, per la gentilezza con gli operatori, i volontari e i pedagogisti. E nessuno in paese vuole credere all'efferatezza con cui il commando di rapinatori sabato all'alba si è scagliato contro lui e la moglie. Carlo Martelli, il chirurgo cardiovascolare svegliato nel cuore della notte e pestato a sangue dai rapinatori con sua moglie Niva, laureato a Bologna, non è solo un papà di tre figli, ma un professionista che ha messo davanti alla sua carriera di chirurgo i bisogni dei portatori di disabilità. Lui, papà di due femmine e di Stefano, anche lui disabile, da qualche anno è in pensione, ma prima ha lavorato anche come medico di base a Lanciano. Proprio qui nel 2002 ha fondato a Lanciano una sezione dell'Anffas e da allora ne è il presidente, dedicandovisi anima e corpo, anche sua moglie Niva, che fa parte del collegio dei probiviri.

«Quello che è capitato a lui e Niva è vergognoso - dice la dottoressa Simona Mutti, responsabile del Coordinamento Anffas - sono due persone che nella vita hanno fatto sempre del bene ed hanno fondato questa sezione locale perché, avendo un figlio con disabilità, conoscono bene le esigenze e i problemi di tante famiglie. A Lanciano ha portato una cultura della disabilità che prima non c'era».

Nel centro diurno «L'Aquilone» i ragazzi e i giovani adulti hanno imparato a lavorare la ceramica, a coltivare le piante, a usare il computer, sono diventati attori provetti e abili intarsiatori. All'associazione Onlus (organizzazione non lucrativa di utilità sociale), presieduta da Martelli, collaborano pedagogisti, psicologici, operatori e volontari che mettono la loro professionalità, ma soprattutto il loro entusiasmo, al servizio di questi ragazzi, per sviluppare e valorizzare le loro capacità fisiche e intellettive.

«Tra le nostre iniziative - precisa Simona Mutti, responsabile dell'Anffas - particolarmente significativo è il progetto Con noi, dopo di noi. Noi dobbiamo pensare non soltanto alla vita attuale dei ragazzi, ma anche a quella futura, quando probabilmente non ci sarà più una famiglia che si occupa della loro educazione e cura. Per questo stiamo realizzando case famiglia capaci di ospitare i ragazzi».

Il professor Martelli si è battuto per ottenere finanziamenti pubblici e il sostegno della Provincia di Chieti proprio per sostenere questi progetti per i ragazzi diversamente abili. E questo sogno è stato realizzato grazie a lui, che invece due giorni fa, proprio mentre dormiva, è stato pestato da quattro belve.