Carne scaduta e pesce senza tracciabilità Multa al resort di super lusso sul mare

Sequestrati otto chili di controfiletto giapponese e 69 chili di prodotti ittici

La location, a strapiombo sul mare in una cavità naturale, è davvero esclusiva. E anche il conto non è proprio alla portata di tutti, con menù degustazione che vanno dai 180 ai 220 euro a persona. Per Tripadvisor è «uno dei posti migliori dove mangiare carne a Polignano a Mare». Eppure il ristorante Grotta Palazzese, uno dei più rinomati della Puglia, conosciuto anche all'estero, è «inciampato» in un controllo a tappetto dei locali della zona da parte della Guardia Costiera. E non ha fatto una grande figura.

La brutta sorpresa è arrivata dai congelatori posti in un deposito, dove i militari hanno trovato carne scaduta e pesce di dubbia provenienza. I responsabili del ristorante, riconosciuto l'errore, si sono scusati attribuendo il fattaccio a una disattenzione sulle etichette. Comunque una macchia difficile da cancellare per un ristorante da sempre frequentato da clienti facoltosi, attori, stranieri e imprenditori. Risultato: sono stati sequestrati otto chili di «wagyu», un controfiletto di bovino giapponese per palati fini e portafogli gonfi, scaduti a maggio, e 69 chili di pesce, tra cui filetti di spigola, zampe di granchio reale, e altri tagli di carne e pasta congelati, privi della necessaria documentazione che ne attestasse la tracciabilità.

Il titolare del ristorante ora dovrà pagare una multa salata, di 5.500 euro, ma che è comunque niente in confronto al contraccolpo economico che questo incidente di percorso potrebbe comportare per le casse del locale. I responsabili, nell'estremo tentativo di salvare la faccia, hanno voluto rassicurare i clienti che nessuno mai ha corso alcun rischio per la salute, perché la carne trovata nella cella frigo era stata regolarmente sottoposta ad abbattimento, un processo che ne garantisce la conservazione e la salubrità, prima che scadesse. E comunque quei tagli non erano più presenti nei menù estivi, quindi non sarebbero mai finiti in tavola. Quanto al pesce era in una cella frigo diversa da quella in cui erano depositati gli altri prodotti ittici con etichetta di tracciabilità, ma tutti facevano parte dello stesso lotto di produzione.

Ma non è stato soltanto il Grotta Palazzese a finire nella lista nera. Sorte simile è toccata alla Tana Marina di Cala Paura, altro ristorante molto conosciuto nella zona. Anche qui i controlli nelle cucine, nei frigoriferi e nei magazzini hanno portato al ritrovamento di una grande quantità di prodotti ittici di «provenienza sconosciuta». In particolare in un deposito sotterraneo sono stati sequestrati 95 chili di pesce di vario genere privi delle necessarie etichettature. «Qui da noi non hanno trovato prodotti scaduti - ha commentato con BariToday Mimmo Ficarella, figlio del titolare - siamo caduti in un errore amministrativo: ci hanno contestato la mancata tracciabilità. Purtroppo spesso noi compriamo dai piccoli pescatori, dai quali è difficile ricevere la documentazione richiesta».