«Caro Matteo, siamo bestie anche noi»

«Bestie». Ha fatto arrabbiare mezza Milano l'espressione che ieri il presidente del Consiglio ha usato nel discorso conclusivo della festa del Pd. Il passaggio più forte dell'intervento politico del premier, nell'ambito di un ragionamento sul tema migranti, è stato quello sulle «bestie»: «Non c'è il Pd contro la destra - ha detto - ci sono gli umani contro le bestie». E il suo discrimine è piaciuto molto, per esempio, a Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza del partito e candidato sindaco: «Ha ragione Renzi - ha scritto - il punto è questo: la libertà contro la paura, l'incontro contro la chiusura, il fine comune contro l'egoismo. E per riuscirci - ha aggiunto Fiano - occorre la politica, la buona politica e non la tecnocrazia, come ha ribadito il nostro segretario. E sentire tutto ciò a Milano che lui giustamente individua come capitale non solo economica ma anche culturale e dell'impegno sociale, ci fa sentire tre volte orgogliosi, come italiani, come democratici e come milanesi».

Di tutt'altro segno i commenti di chi si è sentito chiamato in causa, discriminato o addirittura insultato. Eppure, nel centrodestra, hanno usato soprattutto l'arma dell'ironia per stigmatizzare le parole del segretario Pd. «Renzi ha detto che secondo lui quelli di destra sono delle bestie - ha scritto Viviana Beccalossi, assessore regionale al Territorio ed esponente di Fratelli d'Italia - Ebbene sì: io mi sento tale, anche perché oltre ad amarle molto, ritengo che spesso siano meglio degli uomini. W le bestie». Beccalossi ha pubblicato questa sua dichiarazione su facebook insieme a una fotografia che la ritrae insieme al suo cane Camilla. «Molti amici e conoscenti - ha aggiunto l'assessore - hanno replicato al mio post con messaggi e inviandomi immagini dei loro animali domestici. Una risposta decisa ma ironica a un Premier che, toccando il fondo, si è permesso di insultare milioni di italiani che, fortunatamente, non la pensano come lui».

Ironico anche il capogruppo del Carroccio, Alessandro Morelli, direttore di «Radio Padania». «Sono una bestia? - chiede retoricamente - allora scelgo il cavallo ma quando penso a Renzi ricordo quante volte gli animali si dimostrano meglio di tanti uomini».

Arrabbiato anche il leader di «Noi per Milano», il consigliere di zona Nicolò Mardegan, fino a pochi mesi fa coordinatore comunale del Nuovo centrodestra poi uscito dal movimento centrista su posizioni critiche con il governo. «Il democratico mai eletto dal popolo, Matteo Renzi dichiara: "...O seguite me e il Pd oppure siete bestie" - così Mardegan sintetizza il senso delle parole del premier - meglio bestia che tuo suddito! iosonounabestia», conclude.

Commenti
Ritratto di barbara ferrari

barbara ferrari

Mar, 08/09/2015 - 13:31

e queste bestie permettono al sig Renzi di stare a palazzo Ghigi, anche se non eletto, invece di cacciarlo a calci nel sedere..barbara

eureka

Mar, 08/09/2015 - 14:40

È' da tempo che Renzi non ha più la 'verve' di un tempo. Chiaro imitava il modo di fare di Berlusconi ma.....siccome il proprio carattere prima o poi esce fuori ecco che si vede il vero Renzi che sbraita e offende come prassi nel suo partito. Signori si nasce, non lo si diventa imitando gli altri