Caso Abu Omar, fermata e rilasciata a Lisbona l'ex agente De Sousa

Fu condannata per il rapimento dell'imam radicale. A confermare i fatti Spataro, che guidò le indagini

Il fermo è avvenuto nella giornata di lunedì 5 ed è durato quarantott'ore, poi Sabrina De Sousa è stata rilasciata. La 59enne, ex agente della Cia condannata in via definitiva per il rapimento di Osama Mustapha Hassan Nasr, meglio conosciuto come Abu Omar, è stata bloccata dalle autorità aeroportuali a Lisbona.

Tra gli agenti statunitensi responsabili per la "rendition" dell'imam radicale egiziano, la donna è stata lasciata andare, ma le sarebbe stato trattenuto il passaporto. A dirlo è il procuratore capo di Torino Armando Spataro, che allora condusse le indagini.

All'Associated Press, Spataro spiega che il documento le sarebbe stato preso probabilmente per il mandato d'arresto emesso in automatico dopo la condanna, in attesa di una possibile estradizione.

La De Sousa è ora sottoposta all'obbligo di firma. In rotta con la sua ex agenzia, in interviste rilasciate ai media statunitensi aveva parlato di un'operazione "approvata a Washington", sostenendo di essere stata "abbandonata" dai superiori.

Inizialmente assolta per via dell'immunità diplomatica, l'ex agente era poi stata trovata colpevole. Sorte diversa per le persone coinvolte nel "filone italiano" della vicenda. In quel caso aveva prevalso il segreto di Stato.

Commenti

epc

Gio, 08/10/2015 - 16:51

Si accettano scommesse: la tipa in questione e' una cittadina americana, giusto? Scommettiamo che la lasciano andare con tante scuse?

RMusneci

Gio, 08/10/2015 - 18:01

beh, le scuse sarebbero dovute sinceramente a tutti quegli operativi Italiani e non che hanno condotto una operazione propria del loro servizio vedendosi poi incriminare. Peraltro, e questo per gli Italiani in particolare, vedendo clamorosamente ignorato il segreto di stato per oltre dieci anni. Qualcuno potrebbe spiegare se questi fatti abbiano impatto sulle collaborazioni future tra servizi di paesi alleati.