Caso Cuffaro, Orlando indaga sulla visita negata alla madre

Dopo la mobilitazione, il Guardasigilli ha disposto accertamenti sul mancato permesso al politico detenuto

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando

Il permesso di visita alla mamma malata negato all'ex governatore di Sicilia detenuto Salvatore Cuffaro approda in via Arenula. Il ministro di Giustizia Andrea Orlando ha disposto accertamenti sul «no» del giudice di sorveglianza di Roma Valeria Tomassini, motivato tra l'altro dal fatto che la signora, novantenne, è affetta da demenza senile con deficit cognitivo e quindi non lo riconoscerebbe. Un «no» confermato dal tribunale di Sorveglianza di Roma a maggio, due mesi dopo il primo, e firmato da altre due giudici donna, Maria Gabriella Gasparri (estensore) e Albertina Carpitella (presidente). A sollecitare l'intervento del Guardasigilli sul caso, aprendo la mobilitazione, è stata l'ex ministro e deputata di Forza Italia Stefania Prestigiacomo, indignata per la visita vietata. «Il ministro – dice soddisfatta – mi aveva assicurato che sarebbe intervenuto».

Orlando ha incaricato degli accertamenti l'Ispettorato generale del dicastero di via Arenula. A scatenare l'indignazione generale, oltre al divieto di permesso per un detenuto modello che ha già scontato oltre metà della pena (sette anni per favoreggiamento aggravato alla mafia) erano state le motivazioni. Il giudice infatti a marzo, nel sottolineare che non sussistevano i requisiti di eccezionalità visto che la signora non era moribonda, ha anche aggiunto che «il deterioramento cognitivo evidenziato svuota senz'altro di significato il richiesto colloquio poiché sarebbe comunque pregiudicato un soddisfacente momento di condivisione», che tradotto significa che la mamma, che ha la demenza senile, tanto non capirebbe. Un concetto ripreso a pie' pari in sede collegiale, dopo il reclamo dei difensori di Cuffaro. Il «no» bis è stato depositato lo scorso 27 maggio. Stesso riferimento nel provvedimento al «deterioramento cognitivo» che renderebbe a parere delle toghe inutile la visita. Stesso riferimento al fatto che Cuffaro aveva incontrato la madre in occasione della morte del padre il 31 dicembre del 2012. Dunque oltre un anno prima. Quando - ma questo nel provvedimento non c'è - per il permesso firmato in ritardo non arrivò nemmeno ai funerali di papà Raffaele, solo alla tumulazione. Dettagli. Come dettaglio è evidentemente per le toghe il fatto che la mamma del detenuto sia affetta «da numerose patologie fisiche – si legge nel diniego bis – e da una grave sindrome depressiva insorta con la morte del marito e acuita dalla lontananza del figlio». Nulla da fare, però. «Reclamo infondato». E un ultimo bacio negato, visto che Cuffaro uscirà solo tra un anno, troppo per una novantenne gravemente malata.

«C'è sempre stato – dice l'avvocato dell'ex governatore, Maria Brucale – un atteggiamento di chiusura rispetto al detenuto, in contrasto con l'atteggiamento di rispetto di tutte le decisioni che Cuffaro ha avuto». Rispetto, massimo rispetto. Come quello che Cuffaro ha dimostrato anche lo scorso 5 dicembre, quando lui e la giudice Tomassini, che gli ha negato di rivedere mamma Ida, si sono ritrovati insieme come relatori a un dibattito ripreso da Radio Radicale , alla presentazione del libro di coordinato da Mario Ruotolo Il senso della pena. A un anno dalla sentenza Torreggiani della Corte Edu di cui Cuffaro è uno dei co-autori. Nessun accenno alla vicenda personale. Nessuno sfogo. Detenuto modello di fronte a tutto. Anche a una palese ingiustizia.

Commenti
Ritratto di Roberto53

Roberto53

Mar, 16/12/2014 - 09:20

La presa della Magistratura da parte del PCI è stata una delle manovre più azzeccate della storia di questo partito.

Ritratto di semovente

semovente

Mar, 16/12/2014 - 09:43

L'importante è dare i permessi agli omicidi se non graziarli. Gli altri marcire.

Ritratto di alasnairgi

alasnairgi

Mar, 16/12/2014 - 09:49

Questi giudici hanno il codice penale al posto del cervello e del cuore.

Alessio2012

Mar, 16/12/2014 - 10:00

E' incredibile! Quest'uomo innocente trattato peggio del peggior delinquente... E tutto questo solo per rendere più credibile la "serietà" della magistratura...

precisino54

Mar, 16/12/2014 - 11:00

X Alessio2012 - 10:00: Attenzione, il fatto che sia innocente e che il concorso esterno in associazione mafiosa una aborto giuridico frutto della forzatura del codice, ma non effettivamente previsto, poco importa: è stato condannato con sentenza definitiva, sentenza che notoriamente Cuffaro ha accettato rispettosamente. A questo punto la vicenda è altra: sono infiniti i casi di pluriomicidi a cui sono stati concessi permessi più illogici senza alcuna valutazione effettiva sul grado di pericolosità, ma Cuffaro è detenuto “politico” e quindi per lui le regole sono diverse! e questo nonostante prima, durante e dopo abbia tenuto sempre un comportamento esemplare di rispetto della magistratura. Altro non occorre dire!

Alessio2012

Mar, 16/12/2014 - 11:17

Beh... qualcosa da dire ci sarebbe: quelli del centrodestra non hanno gli attributi!

scipione

Mar, 16/12/2014 - 11:43

Puro odio ideologico stalinista.

precisino54

Mar, 16/12/2014 - 11:45

X Alessio2012 - 11:17; non si tratta di avere o meno certi attributi, ma di avere le armi giuste: non si possono combattere i carri armati con l'arma bianca! Ricorda pure a chi sono in mano che tutte le istituzioni ed in particolare i vertici della magistratura, per non parlare dei media schierati integralmente a sx, ricorda pure che le voci fuori dal coro sono state spesso imbavagliate dal “sanzioni” da parte dei vertici sindacali FINSI.

squalotigre

Mar, 16/12/2014 - 12:29

precisino54- il concorso esterno in associazione mafiosa come dice lei è un aborto giuridico. Ma c'è di più. Il fatto che il reato non sia delimitato da specifici comportamenti permette a qualsiasi magistrato di condannare qualunque cittadino senza prove e senza addebitargli reati specifici. Basta teoricamente avere un amico mafioso, magari compagno di scuola, con il quale ci si intrattiene per prendere un caffè al bar per essere accusati di concorso esterno. E' un oltraggio alla civiltà giuridica di un paese. Ed i magistrati ci marciano, soprattutto se l'imputato è di cdx. Cuffaro è come la donna incinta ma solo poco poco. Lui è mafioso ma poco poco.

Ritratto di 02121940

02121940

Mar, 16/12/2014 - 12:51

Anche il detenuto ha i suoi diritti. Certamente, anche il detenuto politico. Però Cuffaro ha incassato 7 di galera per concorso esterno in associazione mafiosa, reato gravissimo per un personaggio di alto rilievo politico, certamente non meritevole di alcuna simpatia. Triste sentire che non possa visitare la madre novantenne e malata, ma non facciamone una vittima. Se poi è vero che analoga inflessibilità non trova applicazione nei confronti di altre categorie di detenuti, specie se provenienti dalla sinistra politica, significa che come al solito nel bel paese vale il criterio dei “due forni” e certamente, ancora una volta, la magistratura non ci fa una bella figura, certamente non per l'inflessibilità nei confronti di Cuffaro, ma per la diversità di criteri adottati a seconda del colore politico del detenuto. Se ciò accade realmente sarebbe un altro inammissibile scandalo del sistema paese.

buri

Mar, 16/12/2014 - 14:57

che la signora fosse molto anziana ed affetta di demenza senile e deficit cognitivo mi sembra una motivazione valida per impedire ad un fihlio di visitare la madre riccoverata in pessime condizioni, quello che mi sorprende è il fatto che i magistrati che hanno preso quella decisione sono donne, ma mi sono sbagliato, "dura lex sed lex" neanche un po' di cuore

precisino54

Mar, 16/12/2014 - 15:05

Innanzitutto una correzione: nel mio delle 11:45 FNSI non FINSI. X squalotigre - 12:29; il mio dire “aborto giuridico” implica il fatto che non essendo formulato correttamente, tutto può essere forzato; altro aspetto non da poco: ogni fattispecie di reato prevede una pena edittale con minimo e massimo, in questo caso ......??? A proposito poi di amici dubbi, ti confesso che a lungo sono andato al bar insieme al figlio del boss del mio paese d’origine per il caffè pomeridiano, ma sfido chiunque mi conosca anche solo lontanamente a dirmi meno che “specchiatamente anti mafioso”! Ribadisco comunque il succo della questione: sono infiniti i casi di veri mafiosi, ergastolani e pluriomicidi a cui sono stati concessi permessi vari, delle volte ignorando pure le motivazioni della carcerazione, che non di rado li ha poi visti uccel di bosco.

precisino54

Mar, 16/12/2014 - 16:43

X buri - 14:57; sono spiacente ma non condivido la tua posizione: il giudice non è né uomo né donna, è giudice e deve applicare la norma; che prevede appunto la possibilità di concessione di permessi, specie a detenuti che sono definiti modello!!! L’umanità è un di più, e di certo non va considerata come prerogativa femminile. L’umanità si deve apprezzare nel trattare con il dovuto rispetto e senza spocchia, anche il condannato, specie se questi viene poi definito dallo stesso giudice Esposito, aver tenuto un comportamento processuale corretto. In questo caso siamo invece in presenza di un giudice che mostra tutto il suo limite lasciandosi chiaramente influenzare dalla sua idea politica: insisto con il dire che permessi vengono concessi impunemente anche a pluriomicidi spesso senza neanche valutare il percorso della detenzione, e spesso senza neanche conoscerne le motivazioni della stessa.

Alessio2012

Mar, 16/12/2014 - 21:04

Infatti Cuffaro si è comportato da detenuto modello... Il fatto è che lo vogliono portare al suicidio... Una cosa orribile, mostruosa... peggiore dei crimini del peggior mafioso. Eppure, gli italiani sono felici. Anzi, attaccano Cuffaro!