Caso Vespa-Riina, Verdelli tiene duro in Parlamento «Puntata riparatrice? Vi sbagliate»

Roma «Il cda non mi ha dato il compito di censore, chi conosce la mia storia sa che non può essere così».

Carlo Verdelli, l'uomo chiamato dal dg Antonio Campo Dall'Orto a prendere le redini dell'informazione Rai, difende la scelta di mandare in onda l'intervista a Salvo Riina a Porta a Porta. Le sue parole, come quelle del direttore di RaiUno Andrea Fabiano, che annuncia nuove regole sulle liberatorie, non convincono però i parlamentari della Commissione di Vigilanza, in particolare quelli del Pd. Il direttore dell'offerta informativa non si mostra pentito del via libera concesso. «Non posso censurare un programma perché ci sono cinque-dieci-venti politici che mi chiedono di farlo perché questo costituirebbe un vulnus» per l'autonomia della Rai. Verdelli stigmatizza i toni usati, le accuse di negazionismo, e difende Bruno Vespa, perché «le domande alla fine le fa». Il sì del giornalista, al quale Campo Dall'Orto ha spiegato di essersi totalmente affidato, non ha convinto tutti in Rai. I vertici hanno deciso che d'ora in poi le procedure saranno gestite diversamente. I responsabili dei programmi dovranno condividere le scelte con Verdelli che avrà la supervisione sui contenuti. A spiegare una decisione dalle implicazioni così rischiose questa volta è Fabiano. «L'autonomia editoriale dovrà essere praticata in un perimetro di valori e codici più esplicito, al fine di disporre di una più efficace bussola per ogni singola scelta». Anche sulle liberatorie le regole cambieranno: a Riina era stato consentito di firmarla dopo l'intervista. «Dal 6 aprile il rilascio delle liberatorie dovrà avvenire sempre prima, senza discussioni». Verdelli, poi, se la prende anche con chi parla di «scandalo della puntata riparatrice». «Vi sbagliate. L'abbiamo fatta perché temevamo che l'intervista non fosse capita. Sapevamo che si stava toccando un nervo sensibile».

FdF