Cassonetti d'oro a Roma, la procura indaga

Roma C'è anche «Monnezza capitale» tra i capitoli del grande libro degli scandali di Roma. All'Ama, l'azienda comunale per i rifiuti, dopo la parentopoli e il commissariamento di due appalti da parte dell'Anac di Raffaele Cantone, arriva anche l'inchiesta sui «cassonetti d'oro». L'appalto su cui indaga la Procura di Roma, come ha rivelato ieri Tg La7, risale al 2011, era Alemanno, quando l'Ama bandisce la gara per noleggiare oltre sedicimila cassonetti, metà carta e multimateriale, metà per i rifiuti indifferenziati. La prima vale 13,5 milioni, la seconda 15,5 milioni, 29 in tutto. «Doveva durare 5 anni - ha spiegato lo stesso ad dell'Ama Daniele Fortini- con un contratto che prevedeva anche la manutenzione degli stessi e la sostituzione di quelli rotti». L'appalto negli anni però lievita fino al valore di 50 milioni, perché l'azienda ne noleggia altri 12mila. Una cifra che avrebbe permesso di comprare il doppio dei bidoni affittati.Ma la convenienza di noleggiare anziché acquistare ci sarebbe stata se la ditta che fornisce i cassonetti li avesse tenuti in buono stato. Cosa che invece non accade, come constatano tutti i romani. L'appalto però, sostiene l'Ama in un esposto, prevedeva una penale di 300 euro per ogni ritardo nel sistemare ciascuno dei bidoni. Secondo l'attuale dirigenza della municipalizzata per quattro anni nessuno all'Ama si è accorto, o ha voluto accorgersi, di una violazione così macroscopica. Il risultato è che l'azienda ha continuato a pagare la ditta vincitrice dell'appalto, la Omb, una delle aziende che con la precedente gestione avevano fatto il pieno di appalti. L'Ama ha deciso di denunciare perché si trova nella scomoda posizione di dover ancora versare svariati milioni alla ditta che ricade nell'orbita di un imprenditore romano, Mario Fantauzzi, senza che ci sia traccia di contestazioni che giustifichino lo stop ai pagamenti. Ieri tra l'altro i 5 Stelle hanno contestato pure l'attuale gestione che, nonostante lo sfascio, vuole assumere altri tre dirigenti. Altra monnezza che viene a galla a Roma, mentre Mafia Capitale diventa regionale: sarà processato anche Maurizio Venafro, ex capo di gabinetto del presidente della Regione Nicola Zingaretti, sotto accusa per l'appalto del Cup sanitario.