Dalla sanità ai giudici di pace il Paese piegato dagli scioperi

Ieri gli infermieri, sabato i medici. E poi la Fiom e il blocco totale dei Cobas il 14: non c'è tregua

Roma - Il Paese arranca, i dati Istat non sono incoraggianti con la previsione di una manovra che avrà un effetto praticamente nullo, la disoccupazione cresce. E l'Italia che fa? È stretta nella morsa degli scioperi. Uno dopo l'altro, senza tregua. Come fosse una strategia studiata a tavolino più per mettere in crisi il governo che per migliorare le condizioni dei lavoratori. «C'è un disegno per spaccare il Paese», dice il premier Matteo Renzi.

Di certo, in attesa di quello generale proclamato il 14 novembre dai Cobas, il calendario delle astensioni dal lavoro è fittissimo. Un autunno caldo non solo dal punto di vista meteo. Dopo gli scontri con la polizia di mercoledì scorso a Roma, prosegue la mobilitazione dei dipendenti della Ast di Terni. E si sposta a Bruxelles, dove oggi una delegazione di 160 lavoratori dell'acciaieria terrà un sit-in di protesta davanti al Parlamento europeo. «Andiamo avanti con lo sciopero e la lotta, non possiamo sottostare ai ricatti dell'azienda», dicono gli operai all'unanimità.

Poi ci sono gli infermieri, che hanno incrociato le braccia ieri in tutta Italia facendo saltare oltre 30mila interventi chirurgici e creando disagi ai pazienti. Garantite soltanto le urgenze. Chiedono «dignità» per la loro professione e a Renzi di «rimettere il lavoro al centro della politica». «Da anni lavoriamo con turni massacranti per il mancato turn over di chi va in pensione, mentre oltre 25mila giovani infermieri sono oggi senza lavoro», denuncia Andrea Bottega, del sindacato Nursind. Sabato toccherà invece ai medici mobilitarsi. Anche i giudici di pace tornano a scioperare, a distanza di appena un mese dall'ultima agitazione. Da oggi fino al 10 novembre, dunque, niente udienze per protestare contro il progetto di riforma della magistratura onoraria predisposto dal ministro Andrea Orlando che, secondo l'Unione nazionale dei giudici di pace, non riconosce nessuna delle richieste della categoria, accentuandone il precariato e la lesione di elementari diritti retributivi e previdenziali. Dal 20 al 24 ottobre scorsi si erano invece astenuti i magistrati onorari di Tribunali e Procure. Si prevede che lo sciopero farà saltare oltre 200mila procedimenti, facendoli slittare nel 2015.

Tra dieci giorni tocca ai metalmeccanici. La Fiom ha proclamato uno sciopero di otto ore diviso in due tempi: il 14 novembre al Nord con una manifestazione a Milano e il 21 al Sud con corteo a Napoli. Venerdì 14 sarà anche la giornata dello sciopero generale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, indetto dai Cobas. Coinvolti anche i lavoratori autonomi, quelli a partita Iva e i precari. Caos in vista anche nel settore trasporti. Dopo l'improvvisa agitazione degli addetti Alitalia allo smistamento bagagli che domenica scorsa ha lasciato a terra 2mila valigie, il 14 e il 15 novembre ci sono in calendario altri scioperi dei lavoratori del comparto aereo, ferroviario e marittimo.

Commenti

buri

Mar, 04/11/2014 - 09:37

tra le piaghe dell'Italia, oltre alla burocrazia, alla malagiustizia, ai politici cortotti, dobbiamo inserire i sindacati in mano a personaggi ancora fermi alla lotta di classe, nostalgici della rivoluzione d'Ottobre a colpi di scioperi ideologici stanno portando il paese alla rovina, Landini minaccia di occupare le fabbriche. se va avant così, non potrà occupare niente, le fabbriche saranno sparite

cgf

Mar, 04/11/2014 - 09:52

e ke abbiamo la SX al governo!!

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Mar, 04/11/2014 - 15:04

Io sono sempre dell'idea di vietare gli scioperi nei servizi pubblici essenziali, come i trasporti e la sanità (come in Austria), con modifica costituzionale. Eppure trovo scarsi consensi alla proposta, eppure i disagi sono sopportati quasi da tutti, assurdo che chi paga abbonamenti per i trasporti non possa circolare nei giorni di sciopero, oppure che chi viene ricoverato, beh, lasciamo perdere ...