Il cattivo maestro: «Sul terrorismo le mie parole sono state fraintese»

Zakir Naik, il cattivo maestro che avrebbe ispirato uno dei membri del commando stragista di Dacca, è finito sotto inchiesta. Il predicatore islamico passato anche per l'Italia a Roma, Milano e Brescia, come ha rivelato il Giornale, si difende condannando, una settimana dopo, il massacro di italiani e giapponesi in Bangladesh. E sostenendo di essere stato «frainteso» sul terrorismo. Ieri la polizia di Mumbai ha ricevuto l'ordine di investigare sul controverso Naik. «I suoi interventi sono molto discutibili. Li studieremo a fondo e prenderemo le misure appropriate», ha dichiarato a Delhi, M Venkaiah Naidu, portavoce governativo. L'ordine è di «investigare sugli interventi di Naik, la sua presenza sui social e le fonti di finanziamento». Rohan Imtiaz, uno dei terroristi che ha fatto a pezzi 9 italiani a Dacca, ha citato proprio Naik, in un post sulla sua pagina Facebook, sottolineando che «stimola tutti i musulmani ad essere terroristi». Il cattivo maestro ha condannato il massacro, dopo una settimana, accusando lo Stato islamico «di aver ucciso stranieri innocenti». Si è detto «non stupito se gli aggressori mi conoscono». Gran parte del suo pubblico di 200 milioni di utenti di Peace tv e 14 milioni di seguaci su Facebook sono del Bangladesh. FBil