Le cause degli immigrati ci costano dieci milioni

Grazie al gratuito patrocinio 40mila istanze di protezione si trasformeranno in contenziosi che graveranno sui conti statali

Una parcella da 10 milioni di euro, l'equivalente dei soldi che il Governo dovrebbe stanziare nel 2016 in progetti di manutenzione delle scuole, ma che con molta probabilità finiranno altrove. Il denaro infatti forse non andrà agli interventi di decoro e ripristino funzionale degli edifici scolastici, di sicuro agli avvocati che presenteranno allo Stato il conto delle oltre 40mila istanze rigettate nel 2015, relative alla protezione internazionale verso cittadini extracomunitari. I dati emergono da un inchiesta realizzata dal quotidiano economico Italia Oggi, e si riferiscono a quello che produce, in soldi, il braccio di ferro tra gli immigrati e lo Stato italiano per ottenere permessi di soggiorno. Ogni volta che viene rigettata un'istanza di asilo scatta automaticamente il ricorso, presentato tramite lo strumento del patrocinio gratuito. Al fine di essere rappresentato in giudizio, sia per agire che per difendersi, il rifugiato può reclamare la nomina di un avvocato e la sua assistenza a spese dello Stato, purché le sue pretese non risultino manifestamente infondate. Per essere ammessi al patrocinio è necessario che il richiedente sia titolare di un reddito annuo non superiore a 11.500 euro. Cifra che nessun extracomunitario o rifugiato riesce a raggiungere, da qui la pioggia di ricorsi, quasi raddoppiati rispetto ai 27mila del 2014. Senza dimenticare un altro aspetto molto importante: il ministero della Giustizia chiede che la domanda di patrocinio gratuito venga corredata da una certificazione (per i redditi prodotti all'estero) dell'autorità consolare competente che attesti la verità di quanto dichiarato. «In caso di impossibilità - si legge sul portale del ministero - la certificazione può essere sostituita da autocertificazione». Italia Oggi spiega che la parcella di un legale per questo tipo di attività si attesta in media sui 600 euro, con onorari che possono anche raggiungere il migliaio di euro. Con due rapidi calcoli si approda ai 10 milioni, numeri che sono stati confermati dalla maggior parte degli ordini degli avvocati nelle relazioni di inaugurazione dell'anno giudiziario a proposito delle istanze di ammissione per la protezione internazionale.Lo scorso anno solo a Milano le istanze per ricorsi contro il rigetto della domanda di asilo sono state 1.532, cinque volte superiori alle 390 del 2014. Nei primi due mesi del 2016 la quota 500 è già stata abbondantemente superata. Dall'ordine degli avvocati di Bologna arriva un altro dato allarmante: le pratiche di immigrazione si sono più che triplicate, passando dalle 303 (su 1.390 istanze di ammissione) del 2014 alle 949 (su 2.685) del 2015. Gli avvocati di Roma non hanno ancora a disposizione i dati del 2015 ma nel 2014 hanno gestito circa tre mila istanze di ammissione riguardanti la protezione internazionale e ipotizzano di raddoppiare i numeri in relazione al 2015.Consultando i dati forniti da Eurostat (l'Ufficio di statistica dell'Unione Europea) sulle interpellanze di asilo presentate dai cittadini extracomunitari emerge in tutta la sua drammaticità la portata del fenomeno. Nel 2015 l'Italia ha respinto 41.730 istanze a fronte di 71.345 domande prese in esame. In Europa siamo secondi soltanto alla Germania, che ne ha rifiutate oltre 108mila a fronte però di quasi 250mila richieste. Nel 2014 i dinieghi dell'Italia erano stati 14.600, ma nel 2013 addirittura 5mila in meno.