Il centrodestra blinda Bertolaso, ma in Fdi è scontro

La base contesta la Meloni per il selfie col candidato. Lui sfida tutti: «Fatemi processo mediatico»

Roma Il centrodestra blinda Bertolaso ma tra la base di Fratelli d'Italia scoppia la rivolta. Berlusconi scenderà a Roma soltanto oggi e, presumibilmente, anche lui darà la benedizione ufficiale all'ex capo della Protezione civile, ora candidato a sindaco di Roma. Ieri è stato lui il mattatore, in campo più che mai. Di fronte a quello che molti - anche nel centrodestra - ritengono essere il suo tallone d'Achille, Bertolaso ha lanciato il guanto di sfida: «Le mie inchieste? Fatemi il processo mediatico. Io sono pronto». Bertolaso, intervistato a Radio24, spiazza tutti: «Continuano tutti ad accusarmi sui processi giudiziari. Ma siccome i processi giudiziari non finiscono, anzi dovrebbero andare in prescrizione, rinuncio alla prescrizione. Voglio una sentenza. Però faccio una proposta: chiedo a Michele Santoro di trovarsi una rete televisiva, di chiamarsi una serie di giornalisti non certo miei amici Travaglio e alcuni giornalisti non so, di Repubblica e de l'Espresso e mi facciano il processo mediatico. Visto che il processo giudiziario non si può fare, mettiamo un plotone di esecuzione di una decina di giornalisti veramente accaniti contro di me. Io mi difendo da solo, un'ora in diretta, loro mi accusano, io spiego quali sono le ragioni della mia assoluta certezza, e vediamo. Poi saranno i romani a giudicare».Quindi torna a parlare di rom e di Salvini e mette i puntini sulle i: «Ho detto che Salvini odia Roma in un contesto che è stato tagliato. Ho detto solo che Salvini fa molta più attenzione al Nord. Ma è persona concreta e attenta: e il mio ragionamento non è affatto lontano da quello di Salvini. L'alleanza con lui durerà a lungo». Cortesia ricambiata dal capo del Carroccio: «Chi ha letto le carte processuali mi ha detto che non c'è assolutamente niente. Mi fido. L'ho detto in faccia a tutti: Bertolaso è una bravissima persona con dei processi in corso da anni. Saremo attaccati. Ma il candidato ormai c'è, viva il candidato».La gatta da pelare, però, adesso ce l'ha Giorgia Meloni. Appena posta un selfie con Bertolaso con il commento: «Fatevene una ragione: mentre voi parlate noi siamo già al lavoro per ricostruire Roma», scoppia la bufera. La base non ci sta e la pagina Facebook viene inondata dai messaggi di protesta. Non solo: 21 fratellitalioti prendono carta e penna e attaccano la leader dicendo che parte della dirigenza capitolina appoggerà Storace. Ma i frondisti vengono subito bastonati dal fedelissimo meloniano, Marco Marsilio: «Di nuovo, 21 sedicenti dirigenti (su una platea di 500). Si tratta degli stessi 21 che - di fatto - dal giorno dell'assemblea dei soci della fondazione An si sono posti contro e fuori del partito, votando contro le indicazioni approvate dai suoi organi». E Rampelli rincara la dose: «Dalla sinistra alla destra estreme, passando ovviamente per il centro, c'è una convergenza di interessi mai vista prima contro di noi. Alla luce di questa canea, di tale assalto sguaiato e reiterato, abbiamo tratto più di prima la convinzione di aver fatto la scelta giusta». Risposta dei frondisti: «Ci teniamo a precisare che ai 21 dirigenti non è stata mai comunicata alcuna espulsione».FCr