Il centrodestra pronto a siglare il programma Resta il nodo del Lazio

Settimana decisiva anche per decidere come dividersi i collegi. Il dibattito sulla Fornero

Per il centrodestra sarà la settimana decisiva, su programma, quote di collegi e candidature. E si dovrà sciogliere l'ingarbugliato nodo dell'aspirante governatore del Lazio, oltre a quelli di Molise e Friuli Venezia Giulia.

Sul piano nazionale il timing prevede martedì-mercoledì l'esame dei sondaggi, sulla media dei quali i quattro alleati dovranno spartirsi i seggi. Giovedì-venerdì, dunque, si entrerà nel vivo della scelta dei candidati, tirando fuori i nomi che avranno una corsa garantita, quelli che rischieranno di più, quelli che avranno una missione difficile o quasi impossibile.

Sul programma in 10 punti elaborato dal tavolo ad hoc c'è già l'accordo al 99%, si tratta di limare qualche termine. Anche significativo, come sulla legge Fornero: nel testo si parla di «azzeramento», quello che chiede il leader leghista Matteo Salvini, ma probabilmente diventerà azzeramento degli effetti negativi, come vuole Silvio Berlusconi che non boccia in toto la riforma ma parla di miglioramenti. La presidente di Fdi Giorgia Meloni è sulla stessa linea: «Va bene abolire le distorsioni della Fornero, ma non a spese dei più giovani». E ai centristi di «Noi con l'Italia» chiede di indicare nella loro quota di collegi solo «persone non compromesse con il precedente governo», mentre non ha preclusioni per l'accordo con «Energie per l'Italia» di Stefano Parisi.

Il clima sembra di armonia tra il Cavaliere, il numero uno del Carroccio e la leader della destra, tutti lanciano segnali distensivi e bocciano come fake news le voci di divisioni. «Sono sicuro che si troverà la quadra sul programma. Settimana prossima chiudiamo», conferma Salvini. Berlusconi rientra ad Arcore, dopo aver tranquillizzato gli alleati dalla trasmissione di Rai2 Kronos sull'«irrealistica ipotesi» di larghe intese con il Pd. I sondaggi saranno decisivi anche per decidere su chi puntare nelle regionali nell'election day del 4 marzo. La partita più incerta è nel Lazio, dove l'autocandidatura del sindaco terremotato di Amatrice Sergio Pirozzi rischia di disorientare gli elettori. L'indagine che dovrebbe arrivare martedì dirà quanti voti può portar via l'outsider (spinto da Alemanno e Storace, che nella regione rappresentano «Noi con Salvini»), che ha respinto ogni accordo e anche un seggio in Senato con il centrodestra. Peserà anche il gradimento degli altri due aspiranti, l'azzurro Maurizio Gasparri e Sergio Rampelli di Fdi e darà un quadro delle intenzioni di voto per M5s e centrosinistra. Tutti, dallo stesso Gasparri alla Meloni, parlano di candidatura «unitaria», ma l'elemento di disturbo Pirozzi rimane. E lui avverte: «Non rinuncio, nemmeno se me lo chiede Berlusconi». La Lega ha il candidato governatore in Lombardia, Attilio Fontana e Salvini sulla decisione di Leu di non sostenere il concorrente Pd Giorgio Gori dice: «Non contiamo su errori altrui per vincere». Gli azzurri reclamano il vertice del Friuli e Maria Stella Gelmini tifa per Riccardo Riccardi, ma la Meloni spinge il sindaco di Pordenone Alessandro Ciriani. In Molise il candidato potrebbe essere il magistrato Vincenzo Di Giacomo, presidente del tribunale di Isernia.

Commenti

Popi46

Dom, 14/01/2018 - 08:55

Discutano pure,ma,per favore,scelgano sulla base della preparazione e non sul campanilismo partitico. Grazie

piazzapulita52

Dom, 14/01/2018 - 09:45

MA ANDATE TUTTI A LAVORARE!!! ALLE PROSSIME ELEZIONI AL POSTO DELLA CARTA IGIENICA USERO' LA SCHEDA ELETTORALE!!!

Massimo Bocci

Dom, 14/01/2018 - 10:01

Per il Lazio, scegliamo il sindaco di Amatrice il Gasparri troppo signore (liberale) per rispondere dai cessi,latrine PD che vanno trattati con i soliti mezzi a cui hanno costretto i terremotati del centro Italia!!! Come bestie mendicanti, questi cani con il tenutario (240 milioni annuali per il condominio sul colle) oggi hanno il coraggio di festeggiare la loro performance del Belice,50 anni di baraccati e macerie,sono in attesa di un altro terremoto per la dipartita dei superstiti ed eredi!!! Miserabili cani catto-comunisti!!!

antonio54

Dom, 14/01/2018 - 11:16

Diamoci una mossa, così spaziamo via tutto questo ciarpame di sinistra che ha rovinato il nostro paese...

Giorgio1952

Dom, 14/01/2018 - 11:37

Nella miglior tradizione del manuale Cencelli : “Sul piano nazionale il timing prevede martedì-mercoledì l'esame dei sondaggi, sulla media dei qual, i quattro alleati dovranno spartirsi i seggi”. Per il programma in 10 punti nel Cdx c'è già l'accordo al 99%, “si tratta di limare qualche termine” per esempio sulla legge Fornero, uno vuole azzerarla e gli latri vogliono solo “azzeramento degli effetti negativi”. Lo stesso dicasi del Jobs act, poi ci sono le pensioni a 1.000 euro per tutti, la flat tax insostenibile perché chi froda il fisco continuerà a farlo anche se la tassazione dovesse essere al 10%: il clima comunque sembra di armonia tra il Cav, Salvini e Meloni, tutti lanciano segnali distensivi e bocciano come fake news le voci di divisioni. E’ dal ’94 che lo slogan è “si troverà la quadra sul programma”.

Cheyenne

Dom, 14/01/2018 - 11:50

Lazio, Friuli e Molise sono alla nostra portata, considerata anche la mediocrità di zingaretti, l'inesistenza della racchiani e l'incompetenza di di laura. Candidiamo però gente popolare, competente e specialmente onesta

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Dom, 14/01/2018 - 11:51

@piazzapulita52 - non andare a votare significa regalare un voto alla sinistra. Non votando, non si avrebbe più il diritto di contestare.

g-perri

Dom, 14/01/2018 - 12:05

Dopo gli ultimi sviluppi (attacchi sconclusionati della sinistra contro Pirozzi), penso sia arrivato il momento di rompere gli indugi e candidarlo ufficialmente alla Regione Lazio. Non ci sarebbe più bella vittoria, ed in un colpo solo si conquisterebbe il governo della Regione Lazio e si infliggerebbe una sonora lezione alla sinistra (sempre pronta gridare al fascismo).

Ritratto di Ratiosemper

Ratiosemper

Dom, 14/01/2018 - 12:36

Eccolo Giorgio1952 11:37; gongola con intelligenti e pungenti critiche al centrodestra dove si discute mentre il suo "amicone" Renzi ha fatto il vuoto attorno a sé e, ora, è costretto a coabitare con il Sergente di Ferro e la Vicaria Politica di don Francesco, fingendo subdolamente di essere una persona umile e remissiva. Va da sé che lo Statista, con Di Maio, formano assieme due spettacolari esempi di competenza, uno meglio dell'altro.

Anonimo (non verificato)