Cerca di scendere dal treno in corsa 16enne muore travolta

La giovane è finita sotto le rotaie, vano il tentativo di salvarla da parte del fidanzato

Solo 16 anni, ma già un passato difficile alle spalle. Tanto da vivere in una comunità protetta dopo che il Tribunale dei minori l'aveva tolta alla sua vera famiglia (di origini rumene) dove la violenza era diventata la norma.

Una situazione complessa, delicata, che però l'amore per lo sport - la pallavolo - stava colmando di passioni e contenuti. Ma proprio mentre le ombre stavano facendo posto alle luci di un avvenire pieno di speranze, è arrivata la tragedia. Lei - chissà mai per quale ragione - ha cercato di scendere dal treno in corsa, ma è rimasta incastrata con un piede, finendo sotto il convoglio che ne ha straziato il corpo. La tragedia si è consumata sotto gli occhi del fidanzato che la stava riaccompagnando alla casa famiglia, dove la minorenne viveva. Una vita spezzata sui binari della stazione ferroviaria alle porte di Vigevano.

«Un viaggio breve quello della ragazzina, studentessa di un istituto professionale del capoluogo lomellino e giocatrice di pallavolo a Pavia - la dettagliata ricostruzione fatta dal corriere.it - Pochi chilometri, da Vigevano a Mortara, su un treno che prendeva spesso. L'incidente si è verificata intorno alle 18.45. Il treno, partito dalla stazione di Mortara e diretto a Milano Porta Genova, si ferma a Parona, si aprono le porte e il fidanzato (un ventenne di Mortara) scende in fretta e si ferma ad aspettarla».

«Un gesto ripetuto mille volte - si legge ancora sul sito del quotidiano -. Lei è dietro. Forse non sa cosa fare, se seguirlo o tornare a casa. Il tempo è poco, lei tergiversa ancora, le porte si richiudono e il convoglio si muove, pian piano prende velocità. Non c'è mai tanta gente qui, quasi nessuno si rende conto di quello che sta per accadere. Le porte chiuse la intrappolano, il piede della sedicenne resta incastrato prima dello scalino. È immobile. Attimi di panico. Il fidanzato tenta di salvarla afferrandola per un braccio. Tira forte verso di sé ma non riesce a liberarla». Il capotreno, secondo la ricostruzione dei carabinieri di Vigevano, non si accorge di ciò che sta succedendo. Il ragazzo urla, la ragazza anche, ma lui non sente, non può sentire mentre il treno già sferraglia. Il corpo della giovane finisce sotto, tra i binari, trascinato per qualche metro. Uno strazio orribile sotto le rotaie. Immediato, quanto inutile, l'intervento dei soccorritori. All'arrivo dei medici del 118 il cuore della ragazza batteva ancora, ma in fretta si è fermato per sempre.

La circolazione ferroviaria è rimasta bloccata fino a tarda sera. Per Trenord non si sono verificate anomalie negli orari di fermata e ripartenza del convoglio. Da successivi sopralluoghi da parte dei tecnici sembra però che la porta che ha intrappolato la sedicenne fosse stata «spiombata». L'ipotesi, formulata in tarda serata, è che la ragazza, accortasi che il treno stava ripartendo, abbia forzato la porta dall'interno, facendo saltare i piombini, trovati poi dai ferrovieri all'interno della maniglia. Una mossa imprudente. Fatale. Perché abbia deciso all'ultimo istante di seguire il fidanzato è ancora un interrogativo avvolto dal mistero. A cui, forse, potrà rispondere il fidanzato. Ieri, impietrito, il giovane è riuscito a dire ben poco. La vittima aveva trovato negli amici, nel fidanzato e nelle compagne di squadra, la sua nuova famiglia. Di giorno la scuola, poi gli allenamenti e le uscite con il ragazzo, prima di fare ritorno nella casa d'accoglienza di Vigevano dove viveva, aiutata dalla chiesa di Corso Genova.

«La manomissione della porta spiega un tecnico al Corriere della Sera indica con assoluta certezza che il treno fosse già in movimento quando la ragazza ha tentato di scendere».