La Cgia contro il Tesoro: più occupati, ma meno ore

Roma - «Persiste la fase di significativo miglioramento del mercato del lavoro». Lo ha detto Pier Carlo Padoan in audizione a Palazzo Madama, davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

Il ministro dell'Economia ha spiegato che nei prossimi mesi e anni è prevedibile un ulteriore progressivo aumento dei posti di lavoro. «Un milione di occupati in più rispetto al dato peggiore registrato nel 2013 - ha sottolineato - è un risultato incoraggiante, che tuttavia non soddisfa. Un'eccessiva restrizione metterebbe a rischio la ripresa e la coesione sociale del Paese, ma il numero di persone in cerca di occupazione, benché in riduzione, resta su livelli elevati». Poi ha aggiunto che la disoccupazione, che si associa ad un elevato rischio di esclusione sociale, resta alta e proprio per questo il governo si impegnerà a fare di più.

Ma il suo ottimismo, si è scontrato contro il realismo della Cgia di Mestre. «In termini di posti di lavoro, il confronto, casomai, andrebbe realizzato con il punto di massima occupazione realizzato in tempi pre-crisi, ovvero nell'aprile 2008 - ha replicato il coordinatore dell'Ufficio studi Paolo Zabeo -. Infatti le ultime rilevazioni dell'Istat hanno messo in evidenza che gli occupati nell'agosto di quest'anno, pari a poco più di ventitré milioni di unità, sono quasi tornati allo stesso livello del 2008. Il monte ore lavorate, invece, è diminuito di oltre 1,1 miliardi (-5%)».

In buona sostanza, segnala la Cgia di Mestre, se a parità di occupati sono diminuite le ore lavorate, rispetto al 2008 i lavoratori a tempo pieno sono scesi e, viceversa, sono aumentati quelli a tempo parziale (contratti a termine, part time involontario, lavoro intermittente, e somministrazione).

«Difatti, se nel 2008 i dipendenti full time erano l'86% del totale, otto anni dopo si sono abbassati all'81% - ha proseguito il portavoce dell'associazione -. Quelli a tempo parziale, invece, sono saliti dal 14 al 19% del totale».

Commenti

jaguar

Mer, 04/10/2017 - 11:33

Il Tesoro si fida ciecamente dei dati fasulli dell'Istat, e non da peso alle verità della Cgia di Mestre.

unosolo

Gio, 05/10/2017 - 16:27

ci sono lavori che non risultano come antifurti e assistenze varie anche di manutenzioni, contratti tra chi installa e che garantisce assistenza , siamo sicuri che pagano e sono registrati ? il lavoro in nero è mantenuto anche grazie a questi sistemi incontrollabili , assistenze ? caldaie e antifurti , i nuovi ricchi sfondano ,,,,