«Chi ha responsabilità agisca»

Monsignor Pompili: «Più azioni pratiche e meno parole»

Roma La ricostruzione avvenga «con i fatti e non a parole»; la visita del Papa sui luoghi del devastante terremoto «sarebbe per tutti un incoraggiamento straordinario. Ma la sua presenza si è già compiuta attraverso contatti, preghiere, affetto. Se venisse sarebbe un dono ulteriore». Il vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, nominato a capo della diocesi proprio da Francesco, ha appena accompagnato il segretario della Cei, monsignor Nunzio Galantino, nella zona rossa di Amatrice. Una parola di conforto a chi non ha più niente; la messa in tendopoli, l'ascolto del pianto di una mamma che ha perso tutto. «Speriamo che si possa chiudere questa pagina tragica del rinvenimento dei corpi a breve dice il vescovo al Giornale - successivamente inizierà la fase più importante, quella della ricostruzione. Per il momento, il nostro compito è quello di stare accanto alle persone che soffrono, ascoltare la loro disperazione e dare degna sepoltura ai morti».

Dopo il dolore, ora è tempo di ricominciare.

«Il capitolo ricostruzione è meglio attuarlo e metterlo in pratica, piuttosto che dirlo. È importante che, chi ha responsabilità, faccia quello che deve. Prima lo faccia, poi ce lo racconti».

In questi giorni ha sentito molto la vicinanza del Papa. Cosa le ha detto?

«Il Santo Padre è stato molto vicino sul piano empatico: alle sette del mattino del 24 agosto mi ha chiamato dicendo che aveva sentito la botta anche a Roma. Si è subito informato sul luogo del sisma e ha espresso la sua vicinanza, suggerendo alla gente di non aver paura e di saper affrontare questa immane tragedia».

E una sua possibile visita nei luoghi del terremoto?

«Sarebbe per tutti un incoraggiamento straordinario. Ma la sua presenza si è già compiuta attraverso questa serie di contatti. Se venisse sarebbe un dono ulteriore».

La visita di monsignor Galantino ha rappresentato un gesto importante per dimostrare che la Chiesa è vicina a questa gente.

«Certamente. È un segno di vicinanza che il segretario generale della Cei ha voluto esprimere a nome di tutta la Chiesa. La Cei ha immediatamente stanziato un milione di euro per le prime necessità a favore dei terremotati e ha indetto una colletta per domenica 18 settembre».

Come si svolgeranno i funerali?

«Si terranno domani alle 18. Ci sarà il premier Matteo Renzi che ha espresso il desiderio di essere presente. Sarà una celebrazione senza le salme, ma condivideremo il dolore delle famiglie coinvolte e cercheremo di ritrovare la via della speranza. Sarà il modo per offrire a tutti la possibilità di condividere questo momento che può essere un modo per rielaborare il lutto che ciascuno sta vivendo all'interno della propria famiglia ma che deve essere anche condiviso».SeSa