Chiesti 32 mesi per gli ex vertici I risparmiatori vanno dal Papa

Fabrizio Boschi

Respinti dalla Boschi e da Renzi. Allontanati dal prete di Laterina che gli ha negato la benedizione. Accolti a braccia aperte dal Santo Padre. I risparmiatori dell'Associazione Vittime del Salva-Banche truffati da Banca Etruria e depredati dei loro soldi sono stati ricevuti ieri da Papa Francesco in Vaticano. Arrivati in Piazza San Pietro sono stati bloccati dalla digos a causa dei loro cartelli con gli slogan e delle magliette con scritto «Il risparmio va tutelato». «È la solita dittatura renziana», gridano alcuni. Dopo l'udienza una delegazione guidata da Massimo Tinacci ha consegnato un dono al Santo Padre: un cofanetto porta lettere realizzato a mano con una cornice d'argento e all'interno un messaggio tratto dalle Sacre Scritture: «Poiché io, il Signore, amo la giustizia, odio la rapina, frutto di iniquità; io darò loro fedelmente la ricompensa e stabilirò con loro un patto eterno (Isaia 61:8)». Nello stesso momento un'altra delegazione incontrava la presidente della Camera Laura Boldrini, che «ha dimostrato grande sensibilità al problema si è impegnata a sollecitare presso le sedi competenti l'uscita dei decreti attuativi sugli arbitrati».

Ma ieri è stata una giornata importante anche su un altro fronte. Due anni e otto mesi di condanna per l'ex presidente di Banca Etruria Giuseppe Fornasari; due anni e 8 mesi chiesti anche per l'ex direttore generale Luca Bronchi (quello della liquidazione da 1,2 milioni); 2 anni, infine, per l'ex direttore centrale Davide Canestri. Nell'aula del gip del tribunale di Arezzo, Anna Maria Lo Prete, il procuratore capo Roberto Rossi ha presentato le proprie richieste nella sua requisitoria per il filone d'inchiesta legato all'ipotesi di reato di all'ostacolo alla vigilanza. Nell'udienza si è espressa anche l'unica parte civile ammessa, Bankitalia. Mercoledì prossimo il verdetto. Ma la vera decisione che ancora tutti aspettano con trepidazione è quella che riguarda «il Boschi».