Chioggia, farsa infinita Indagato il gestore della "spiaggia nera"

La procura apre un fascicolo contro Scarpa Salvini in soccorso: «Pago le spese legali»

E cco, ci risiamo. La storia da leggere sotto l'ombrellone finisce con: polemiche, indignazioni, scontri e dibattiti politici, interrogazioni in Parlamento e Gianni Scarpa iscritto nel registro degli indagati. Da ieri mattina il nome di Gianni Scarpa, imprenditore 64enne veneziano, titolare dello stabilimento balneare Playa Punta Canna di Sottomarina di Chioggia, è ufficialmente inserito nel registro delle notizie di reato della procura veneziana. Il fascicolo, affidato al sostituto procuratore Francesca Crupi, riporta l'ipotesi di reato di apologia di fascismo. Un atto dovuto dopo la denuncia da parte degli uomini della Digos. Lo stabilimento all'interno aveva immagini raffiguranti il Duce, cartelli con i saluti romani, simboli che ricordavano Mussolini e scritte come «Camera a gas, vietato entrare». Tutti cartelli presenti da oltre un anno, ma che in questa calda estate hanno acceso gli animi. Nel mirino della procura ci sono i cartelli e le foto «inneggianti al regime fascista» e alcuni audio.

Già il prefetto lagunare, Carlo Boffi, lunedì aveva ordinato a Scarpa di rimuovere tutti i simboli, le foto e le scritte che facessero riferimento al Ventennio del Duce. L'imprenditore ci aveva già pensato in parte a toglierli, poi, sostenitore del rigore e della disciplina, dopo l'ordinanza del prefetto, aveva obbedito.

Nelle ultime ore Scarpa, che porta avanti questo lavoro da vent'anni, ha anche meditato l'addio. «Potrebbe essere il mio ultimo anno a Playa Punta Canna» ha detto. Scarpa non figura nella società che è titolare della concessione, ma ha un semplice contratto e gestisce i rapporti con i clienti. Clienti soddisfatti che parlano di strumentalizzazione politica e che hanno definito Playa Punta Canna l'unico angolo di paradiso di tutta Sottomarina: non una sigaretta a terra, non una salvietta, ordine, pulizia e tranquillità. Ne è nata anche una pagina Facebook «Io sto con Gianni Scarpa di Playa Punta Canna» con già 5.865 like.

I militanti di Sinistra italiana non la pensano così e ieri mattina, una trentina, con i drappi rossi, ha manifestato all'ingresso dello stabilimento balneare. «La gestione di questo stabilimento è eufemisticamente inaccettabile hanno detto -.

L'onorevole Giovanni Paglia si è mobilitato con un'interrogazione parlamentare che ha richiesto al governo di sottrarre immediatamente la concessione di un bene pubblico a chi la usa in questa maniera».

«Lasciate lavorare in pace la gente ha tuonato invece il leader del Carroccio Matteo Salvini Gianni Scarpa indagato per apologia di fascismo. Pazzesco. Con assassini, spacciatori e clandestini a spasso, lo stato italiano processa le idee. Mettendomi a disposizione di Gianni per un'eventuale difesa legale, mi viene voglia di andare a trovarlo a Chioggia».

E così lo scontro politico continua. «Salvini si metta in testa che l'apologia di fascismo in Italia è un reato ha replicato la senatrice del Pd Francesca Puglisi Un eccesso di tolleranza su questi temi non è più ammissibile». Eppure l'anno scorso il segretario del Pd di Chioggia Terry Manfrin aveva lavorato, in alcune occasioni, come cameriere nello stabilimento. Ma i busti di Mussolini? «Andavo di corsa, ho visto qualcosina ma di mussoliniano mai notato nulla».

Commenti
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lentiacontatto

Ven, 14/07/2017 - 12:58

Vergognatevi.Sempre loro, sempre i soliti comunisti. Loro , i suddetti meschini, cercano sempre di denigrare,cercando di far passare presunti reati che il popolo non sa di aver commesso. Questo signore, il Signor Scarpa, ha commesso un reato solo perché ama l'ordine, la disciplina, la pulizia, credo di no. Il vero reato è invadere un'intera nazione di cosiddetti migranti (clandestini ) mantenuti a nostre spese e con le nostre tasse.