Chiuso in auto sotto il sole per un gioco: a 4 anni bimbo muore in ospedale

Si chiude in auto per gioco e muore a quattro anni sotto il sole. Lo trovano i genitori che con i soccorsi tentano l'impossibile per salvarlo. È morto così il piccolo Richard, ieri mattina a mezzogiorno, a San Giovanni Lupatoto nel veronese.

Il piccolo, il pomeriggio di Ferragosto, si era chiuso dentro la Opel Zafira di famiglia, che era rimasta aperta nel cortile. Il bimbo, mamma italiana di 38 anni e papà africano di 40, stava giocando insieme agli altri due fratellini quando è salito dentro l' auto parcheggiata sotto casa e, premendo il pulsante di chiusura, si è imprigionato all'interno. Lì, in quell'auto che è diventata un forno, ci è rimasto per mezz'ora, forse un'ora, senza aria e sotto il sole cocente, con tutti i finestrini chiusi. La mamma si è accorta dell'assenza del figlioletto e ha cominciato a cercarlo con il padre. I genitori erano convinti che il piccolo stesse dormendo nella cameretta o che fosse insieme all'altro fratellino gemello. La mamma è scesa in cortile, ha perlustrato il giardino, ha provato a chiamarlo, il piccolo non rispondeva. Ha cominciato a guardare ovunque, fino a che non ha visto l'automobile. Il bambino era lì: sdraiato sul retro, con già le convulsioni. La madre ha rotto il vetro dell'auto e ha chiamato i soccorsi. Nel frattempo questi le dicono di rovesciare su un fianco il piccolo e di bagnarlo con l'acqua. La madre gli versa addosso l'acqua fredda, ma il bimbo non si riprende. Nel giro di due minuti arrivano i sanitari del 118 che praticano la respirazione al piccolo e poi lo trasportano in ospedale.

Il bambino è molto grave, viene intubato ma, nonostante i tentativi di salvarlo dei medici dell'ospedale di Borgo Trento, il piccolo muore. All'inizio sembrava potesse salvarsi, poi ha cominciato a peggiorare. Sarebbero state compromesse le funzioni cerebrali. È morto senza riprendere mai conoscenza. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Verona che hanno avviato un'indagine. «Sarà rimasto dentro l'auto una mezz'ora circa ha detto la mamma al Corriere del Veneto ma faceva caldo e i finestrini erano chiusi, purtroppo non aveva modo di respirare o uscire dall'auto».