Una città isolata dal mondo, ma felice

Piano sicurezza ai massimi livelli: niente zaini e skateboard e lattine vietate

dal nostro inviato a Modena

Insomma, da ieri sera Modena è una città isolata dal mondo. Alle 19, finiti di collocare sulle strade gli ultimi «jersey» di cemento armato per evitare camion assassini stile Nizza o Berlino, il 'Modena Park' è diventato un paradigma di quali gigantesche misure di sicurezza richiedano oggi i grandi eventi. In città, tanto per dire, ci si può spostare soltanto a piedi. E stasera ci saranno 1200 addetti alla sicurezza più migliaia di agenti sia in divisa che in borghese (il numero preciso non è stato ovviamente rivelato) che controlleranno un pubblico oceanico cui sono stati imposti divieti quasi marziali. Niente valigie, trolley o zaini con una capienza superiore ai 10 litri (condizione capestro per i tantissimi che arrivano da lontano). Zero lattine o bottiglie con il tappo, ombrelli, iPad, tablet, tende, sacchi a pelo e persino skateboard. A controllare tutto non c'è soltanto il filtro delle forze dell'ordine con i metal detector ma anche un imponente spiegamento di telecamere di supersorveglianza a riconoscimento facciale: sono circa 40, 28 delle quali sono installate sul palco e puntate sulla platea. Per capirci, le transenne disposte davanti al mega palco di Vasco circa venti volte di più rispetto a quelli di concerti a San Siro o all'Olimpico di Roma e coprono un'area di 2,5 chilometri quadrati. Una quantità enorme che è stata completata soltanto giovedì sera, quando dalla Germania sono arrivati gli ultimi 400 metri di transenne ordinate in Germania perché in Italia sono ormai esaurite. Per di più, il capo della Polizia Gabrielli ha disposto che la platea sia separata in due così da consentire il passaggio di mezzi in caso di panico o attentati. Una stradina lunghissima che arriva fin quasi al mixer e copre la metà della distanza tra il palco e l'ultima fila di pubblico: ben 375 metri, un caso unico al mondo per concerti a pagamento. In mezzo al pubblico ci sono 29 «torri delay» che consentono anche ai fan lontani di sentire e vedere contemporaneamente ma anche un numero sterminato di «grizzly barrier», le barriere da orsi che proteggono le strutture ed evitano schiacciamenti. Dappertutto ci sono anche le cosiddette barriere antipanico, che evitano schiacciamenti o calpestamenti come è accaduto, ad esempio, in piazza San Carlo a Torino. Anche per questo ci sono oltre mille toilette e cinquemila metri quadrati di tende per cibo e ospitalità. Ma a colpire al Modena Park è soprattutto la quantità di unità isolate l'una dall'altra e di generatori autonomi, in modo da garantire elettricità e assistenza anche in caso di maltempo oppure di attacchi terroristici. PG