Dalla City veleno sulla Bce: "Ha favorito Deutsche Bank"

Secondo il Financial Times, l'Eurotower ha agevolato i tedeschi durante gli stress test per calmare i mercati

«Favoritismo»: l'accusa è tra le più gravi che una banca centrale possa ricevere. Rischia di macchiarne la reputazione, costruita sull'indipendenza, sull'autonomia e sull'imparzialità. Tutte cose che il Financial Times sa benissimo, ma che non hanno impedito al quotidiano britannico di scagliarsi contro la Bce per aver agevolato Deutsche Bank durante gli ultimi stress test. Una vera e propria bomba tirata in un momento di assoluta criticità per il gruppo tedesco, alle prese con una complicata trattativa tesa a ottenere dal dipartimento di Giustizia Usa uno sconto sulla maxi-multa da 14 miliardi di dollari, inflitta per le alchimie tossiche sui mutui subprime.

Deutsche Bank è un po' come quei giocatori di Risiko che soffrono la sindrome d'accerchiamento. È attaccata su ogni fronte: dal Fondo monetario internazionale, che ha chiesto alla banca di patteggiare in fretta dopo averla definita «il più grande rischio sistemico globale», alla comunità finanziaria statunitense attraverso l'esplicita richiesta rivolta ad Angela Merkel di intervenire per salvarla. E adesso ci si mette il foglio rosa della City. Nella sostanza, il Financial Times sostiene che all'istituto tedesco sia stato permesso nel luglio scorso, mese in cui si è svolta l'ultima sessione di esami sulla tenuta delle banche europee in caso di choc, di includere fra le entrate anche la vendita della sua quota nella società cinese Hua Xia. Dov'è lo scandalo? Semplice: la cessione non è stata ancora conclusa. Anzi, resta in alto mare, nonostante Deutsche assicuri di volerla mandare in porto entro la fine dell'anno. Peccato che questo strappo alle regole abbia permesso al gruppo di Francoforte di passare senza problemi la tagliola degli stress test con un Core Tier 1 (ovvero il parametro principe per valutare la solidità delle banche) pari al 7,8%, quattro decimali in più di quanto sarebbe avvenuto altrimenti. È vero che un valore del 7,4% è superiore al minimo necessario, ma lo scostamento, ricorda il Financial Times, avrebbe attenuato le perplessità degli investitori sulla salute dell'istituto.

Se vera l'accusa, sarebbe evidente la disparità di trattamento rispetto al modo in cui la banca centrale guidata da Mario Draghi si è comportata con la spagnola CaixaBank, che lo scorso marzo aveva completato la cessione di attivi per 2,65 miliardi a Criteria Holding, ma si era vista negare la possibilità di tenere conto dell'impatto positivo della transazione sui propri conti. L'Eurotower si è limitata a sottolineare che «tratta tutte le banche alla stessa maniera», ma la sensazione di molti è che ci si trovi in presenza di una situazione orwelliana, da «Fattoria degli animali», destinata a rinfocolare i sospetti di una Germania che gode sempre di un occhio benevolo sulle sue banche. Aspre erano state infatti le critiche sulla quasi totale esclusione dagli stress test delle sparkasse, le potenti casse di risparmio tedesche, e delle Landesbanken, le banche regionali partecipate dallo Stato dove è fortissima l'influenza della politica. Istituti gravati da perdite miliardarie, e sospettati di affari illeciti, che avrebbero avuto vita dura se sottoposti alla prova della robustezza patrimoniale.

Per un altro verso, è curioso pensare che la Bce abbia fatto un favore proprio alla banca da cui sono arrivate, nel giugno scorso, le critiche più velenose. Allora Deutsche Bank aveva accusato l'Eurotower di mettere in atto azioni «disperate» con il piano di acquisto titoli e con i tassi negativi.