Clementi: "Democrazia a rischio con il taglio dei parlamentari"

Secondo il costituzionalista, è necessario che la riforma venga completata con opportuni correttivi. E ha evidenziato che "il Paese viene prima dell’interesse elettorale di qualsiasi partito"

La democrazia rappresentativa potrebbe essere a rischio con il taglio dei parlamentari se non si mette mano a una riforma completa con opportuni correttivi. Il concetto è stato espresso dal costituzionalista Francesco Clementi in un’intervista alla Stampa.

Il docente ha spiegato che “una riduzione dei parlamentari senza i necessari interventi di riequilibrio significherebbe sacrificare pesi e contrappesi sull’altare di un populismo illiberale. Sarebbe in gioco la democrazia rappresentativa - ha continuato -. E il Paese viene prima dell’interesse elettorale di qualsiasi partito”.

Clementi ha poi evidenziato che tagliare di un terzo il numero dei parlamentari non significa che le spese delle due Camere scenderanno di pari passo. E ritiene una cosa sbagliata considerare uno spreco la rappresentanza politica. La democrazia ha infatti dei costi, ha ricordato il professore universitario. Secondo Clementi occorre che la riforma venga completata. “Bisogna attendere tre mesi - ha proseguito il docente - per consentire a 500 mila cittadini, oppure a 5 consigli regionali o a un quinto dei membri di Camera e Senato, di chiedere eventualmente un referendum confermativo sul taglio dei parlamentari".

Avendo ascoltato il dibattito parlamentare, il professore crede che qualcuno chiederà il referendum. E ha aggiunto che dopo la presentazione della richiesta referendaria la Cassazione controllerà le firme. Se verrà dato l'ok, su indicazione dell'esecutivo, il presidente della Repubblica fisserà la data della consultazione in una domenica compresa tra il cinquantesimo e il settantesimo giorno successivo.

Commenti

Santippe

Mer, 09/10/2019 - 13:17

Questi accattoni di consensi non esitano a intaccare il principio della rappresentatività con abissale ignoranza e pagliaccesca superficialità, cioè alla Di Maio, e un esercito di miserabili gli va dietro.Un parlamento composto da gente simile merita di essere annientato. Intanto, avanti tutta con un referendum abrogativo

Ritratto di 02121940

02121940

Mer, 09/10/2019 - 14:18

Non capisco certi atteggiamenti critici. A dire il vero io avrei visto volentieri la eliminazione di una delle due Camere, anche in considerazione del fatto che ci sono solo due altre nazioni con le due Camere sostanzialmente eguali. Ma il tutto si può "aggiustare" stabilendo l'unificazione di Camera e Senato, con l'effetto di maggiore rapidità legislativa, senza possibilità di traffici occulti per modificare una legge appena votata, come avveniva normalmente da qualche decennio.

Santippe

Mer, 09/10/2019 - 15:13

X 02121940 - 14:18.Si può tagliare, ma PRIMA PRIMA PRIMA si ridefiniscono i compiti, le competenze fra le due Camere e con le Regioni, l'assetto complessivo istituzionale, la legge elettorale, la designazione dei collegi.. la riforma della Costituzione, che è un tutto armonico, nella sua interezza e non a spizzichi e a bocconi, e ad opera di un'Assemblea Costituente.Tutto si può fare, ma non a capocchia, cioè alla Di Maio.

routier

Mer, 09/10/2019 - 20:00

Non so se il taglio dei parlamentari mette a rischio la democrazia ma di sicuro mette a rischio molte comode, immeritate e ben retribuite poltrone.