Il cognato di Messina Denaro arrestato per «affari occulti»

Per legge non avrebbe potuto gestire attività commerciali, in quanto pregiudicato per associazione a delinquere ed estorsione, già sorvegliato speciale di pubblica sicurezza e cognato del super latitante di Cosa nostra, Matteo Messina Denaro. Ma Gaspare Como, 45 anni, aveva trovato il modo di eludere la normativa in materia di misure di prevenzione. Una vicenda in antitesi con quella di Maria Concetta Riina, 39 anni, che, per il solo fatto di essere nipote del boss Totò Riina, malgrado abbia la fedina penale pulita non può continuare a svolgere il suo lavoro. La prefettura di Trapani ha fatto scattare a suo carico la «informazione antimafia interdittiva». Altrimenti l'azienda che l'aveva assunta rischierebbe di non ottenere la liberatoria antimafia.

Como è stato arrestato dalla sezione operativa della Dia di Trapani, che ha eseguito l'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, applicandogli il dispositivo elettronico. Marito di Bice Maria Messina Denaro, sorella del capomafia, aveva avviato e gestito occultamente due esercizi commerciali per la vendita al dettaglio di abbigliamento a Castelvetrano e a Marsala, attribuendone la titolarità a compiacenti prestanome. Non sembrerebbe, invece, avere alcun legame, se non quello di sangue, con il boss della mafia Totò Riina, la nipote Maria Concetta. Ma è stata licenziata «malgrado la correttezza professionale» dalla concessionaria di automobili in cui lavorava. La sua colpa? Portare quel cognome.