Complotto rosso anti Renzi: non può più fare il premier

Pisapia, Bersani e Orlando tentano di sbarrargli la strada di palazzo Chigi. D'Alema ghigna, lui li snobba

Alla fine è il vecchio lupo di mare Massimo D'Alema l'unico in grado di dettare la linea alla confusa nebulosa di personaggi in cerca d'autore della sinistra radical. «Morte a Renzi» è stato il suo progetto politico fin dall'inizio, quando l'allora premier gli fece lo scherzetto di non candidarlo commissario in Unione europea al posto della Mogherini, e lui ci restò malissimo e giurò vendetta. E su quella parola d'ordine è riuscito a trascinare non solo Speranza, Bersani, Gotor e gli altri ex che ha spinto a fare la scissione dal Pd, ma alla fine anche il mite Giuliano Pisapia, fin qui incerto se dar retta a D'Alema o a Prodi. Ieri l'ex sindaco di Milano ha rotto gli indugi e ha aderito alla linea dura dalemiana: «Il nostro progetto è autonomo dal Pd e in netta discontinuità con gli anomali accordi e alleanze con destra e centrodestra che il Pd ha portato avanti», ha tuonato via intervista al Quotidiano Nazionale. E se non bastasse «autonomo», il progetto suo e di D'Alema è anche «alternativo» a quello del Pd, tanto da mettere in discussione ogni velleità di premiership di Matteo Renzi: «Il Pd di Renzi ha l'idea della sua autosufficienza e ha ribadito più volte che il segretario eletto è il candidato premier. Non condivido la scelta né si costruisce una coalizione con tali presupposti». Niente da fare, Pisapia non ci sta e subito parte la claque diretta da D'Alema: «Bravo Pisapia, noi siamo alternativi al Pd e al renzismo», plaudono in coro Gotor e Civati, Rossi e D'Attorre per una volta tutti d'accordo. «Del resto, sono divisi su tutto e si uniscono solo contro di me», rileva Renzi. Cui non è sfuggito che anche Andrea Orlando, ancora nel Pd, chiede nuove primarie per la futura premiership del centrosinistra. «Hanno perso il congresso, ma non ci stanno: ogni occasione è buona per riaprirlo».

In verità, l'unico che reagisce con sobrietà all'impennata di Pisapia è lo stesso D'Alema: in un'intervista esclusiva concessa al blog L'Antonio spiega che finalmente Mdp (il partitino degli scissionisti ex Pd) «si sta muovendo nella giusta direzione», ossia quella da lui dettata, e che la sua crescita «è fondamentale, perché noi siamo l'unica forza che può garantire un rassemblement a sinistra in tutto il Paese». Dopodiché, concede magnanimo, «è giusto aver avviato una collaborazione con Pisapia», a patto che l'ex sindaco gli dia retta.

Il risultato dei ballottaggi di domenica sarà una nuova tappa della campagna dalemiana. «Sapete come andrà, vero? Se perdiamo Genova o Parma sarà colpa di Renzi, se invece vinciamo sarà merito della sinistra-sinistra», dice rassegnato un esponente renziano. Il segretario del Pd, anche per questo, dai ballottaggi si tiene ben lontano: è in vacanza per qualche giorno, accompagna i figli in piscina, e guarda da lontano cosa succede: «È un voto locale, non politico», ripete. Su Facebook, rispondendo ad un lettore, a proposito delle future elezioni politiche spiega che «dobbiamo fare una campagna pacata e civile, tutta sui contenuti. Sarà il modo giusto per vincere e per continuare a cambiare il Paese». Renzi non ha partecipato direttamente alla campagna elettorale di nessun candidato sindaco: del resto, quelli direttamente riconducibili al suo Pd non sono molti: l'aspirante sindaco di Genova, Gianni Crivello, è della sinistra non renziana, come il candidato di La Spezia Paolo Manfredini. Solo a L'Aquila al ballottaggio c'è un renziano doc, Americo Di Benedetto, 47,7 per cento al primo turno e buone speranze di vittoria.

Commenti

Divoll

Sab, 24/06/2017 - 23:38

Bene. Ora bisogna darsi da fare perche' non solo Renzi, ma tutto il PD sparisca da tutti i futuri governi. Che dite, riusciranno da soli a darsi la zappa sui piedi, come hanno fatto fin qui?

Marcello.508

Dom, 25/06/2017 - 00:03

Cose (border line) di casa loro.

manfredog

Dom, 25/06/2017 - 01:09

..il potere li acceca, costi quel che costi.. ma sono anche orbi prima..!! mg.

Divoll

Dom, 25/06/2017 - 02:59

Ma chi l'ha detto che Renzi debba fare di nuovo il premier?! Soprattutto, dopo i risultati del referendum del 4 dicembre 2016...

Klotz1960

Dom, 25/06/2017 - 03:28

Che D'Alema sarebbe stato 100000 volte migliore della Mogherini, e' fuori discussione. La Mogherini poi ha mollato sia l'Italia che Renzi, che dovrebbe solo vergognarsi della scelta.

cangurino

Dom, 25/06/2017 - 03:29

sono convinto che a non voler Renzi premier, non siano tanto i politici di sinistra, quanto la stragrande maggioranza degli italiani, che nonostante la propaganda sistematica degli organi di disinformazione asservita (90% di tv e giornali), incominciano a porsi qualche domanda su frottolo.

Oraculus

Dom, 25/06/2017 - 05:10

Renzi?? , e' un onnivoro politico , uno di quelli che tutto fa...brodo!!, l'importante e'sopravvivere come leader grazie anche ai crediti di riconoscienza dei molti (e sono molti in cosi' breve tempo) che sino a Mattarella glieli devono . Renzi oggi?? , e' un Padrino di referenza che premia di sicuro , ma anche che castiga di sicuro...

Iacobellig

Dom, 25/06/2017 - 06:45

MOLTO BENE. QUESTA È LA FINE CHE MERITANO I BUFFONI INCAPACI ARROGANTI FALLITI COME RENZI, CHE PENSANDO DI AVERE UN SEGUITO HA DATO SFOGO A TUTTO QUANTO CHE POI GLI È RICADUTO ADDOSSO. BUFFONE!

Duka

Dom, 25/06/2017 - 07:13

Se così fosse non è solo una vittoria rossa ma di tutto il popolo . Un pasticcione buono solo per se stesso, con lui disastri difficilmente riparabili dalle banche , Etruria in testa, alla demenziale riforma del lavoro ( jobs act) ,alle spese folle una su tutte il JET personale quando la gente non ha i soldi per giungere alla 2 settimana, alle "primarie" con il trucco, alla bugie vergognose e spudorate, alle vomitevoli scene dei Rolex e gioielli ecc ecc. Finalmente eviteremo di esportare l'immagine di un cafone e venditore di pentola e scadente.

Ritratto di Elvissso

Elvissso

Dom, 25/06/2017 - 07:29

E' vero,rimettete Monti,cosi' ci spolpa pure la ossa.Vogliamo andare a votare il prima possibile,per sotterrare tutte le sinistre,per poi metterle fuorilegge per tradimento agli italiani.

un_infiltrato

Dom, 25/06/2017 - 07:31

Non è un complotto. E' la inevitabile - ovvia - conclusione di un percorso politicante che è suonato come insulto all'intelligenza degli Italiani. Ne sarà prova quanto accadrà oggi, con la sonora sconfitta elettorale che verrà impietosamente inferta alla pseudo-sinistra. A cominciare dalla resa, pesantemente disonorevole, dell'avamposto storico rappresentato dalla Città della lanterna.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Dom, 25/06/2017 - 07:33

I vecchi comunisti, quelli del politburo per intenderci, non hanno più nessuna possibilità, hanno fallito per decenni, hanno fatto fallire l'Italia con la loro marcia ideologia. La gente non crede più in loro. Ora sono più vicini al farfallone che racconta frottole. Presto ci sarà anche per lui il pensionamento, che di questi tempi si può definire molto anticipato.

il sorpasso

Dom, 25/06/2017 - 07:34

Sono convinto che Renzi ami più Berlusconi che Pisapia, D'Alema e Bersani.

leopard73

Dom, 25/06/2017 - 08:00

SONO TOTALMENTE DACCORDO RENZI DEVE SPARIRE CON I SUOI METODI ARROGANTI E DITTATORIALI.

Giorgio1952

Dom, 25/06/2017 - 08:33

Bersani, Pisapia, Orlando e D’Alema mi sembrano la banda Bassotti, quelli che cercano di rubare i soldi a Paperone ma non ci riescono. Il capo è D’Alema che giurò vendetta a Renzi, quando l'allora premier non lo candidò commissario in UE al posto della Mogherini; Bersani è un perdente di successo, “siamo primi ma non abbiamo vinto” il suo motto; Orlando non è ne carne ne pesce e Pisapia un buon sindaco ma non è un leader a livello nazionale. Di quale progetto autonomo dal Pd e in netta discontinuità con gli anomali accordi e alleanze con destra e centrodestra che il Pd ha portato avanti, vanno parlando? La discontinuità con il passato l’ha fatta Renzi rottamandoli, ha ragione nel dire «Del resto, sono divisi su tutto e si uniscono solo contro di me», come conferma Prodi ci sono veti personali nei confronti dell’ex premier.

Paolo Fanfani

Dom, 25/06/2017 - 08:47

L'articolo dimostra come la contesa non sia più fra "politiche economiche e sociali" bensì fra "persone": l'elettorato è solo una platea da anestetizzare per ottenere il risultato; ,nell'articolo non vi è traccia (e non per difetto del redattore)di "scelte e soluzioni per la società italiana" ma solo di teorie per abbattere una persona e non per favorire un Popolo. Il PD di Renzi mi pare abbia avorato in tal sensi ed anche il risultato del Referendun istituzionale ricorda il noto personaggio che si fece castrare per far dispetto alla moglie.