Il Comune manda la bolletta ai nomadi

Asti Il Comune di Asti chiude il rubinetto dell'acqua ai rom e ai sinti che vivono nei campi nomadi della città e ben presto se non pagheranno le bollette non potranno più usufruire del servizio idrico né dello smaltimento della spazzatura. Proprio come tutti gli italiani. A deciderlo è stato il sindaco di centrosinistra Fabrizio Brignolo, che in questi giorni ha disposto l'invio della bolletta della tassa rifiuti e dell'acqua. Destinatari sono i residenti nel campo di località Vallarone e del campo di via Guerra, dove, secondo il Comune, vive una comunità formata da un centinaio di sinti e da circa 200 rom. Spedire i bollettini per i pagamenti non significa riscuotere il dovuto, ma almeno Brignolo ci prova e ribatte a chi potrebbe avere qualcosa da ridire: «L'iniziativa non vuole avere carattere vessatorio, ma semplicemente ripristinare una situazione di equità nei confronti di tutti i cittadini. Siamo per l'applicazione dei diritti ma anche dei doveri».

Il gruzzolo che le casse comunali potrebbero incassare non è da sottovalutare: sono state emesse 87 bollette, per un importo di circa 15mila euro per quanto riguarda la tassa sui rifiuti e pressappoco 70mila euro, per il consumo dell'acqua. Niente male in tempi di spending review . Emettere le bollette è stato tutt'altro che facile e il lavoro ha interessato non solo gli uffici di Ragioneria e i Servizi sociali ma anche la polizia municipale. «Per poter provvedere all'emissione di bollette corrette e soprattutto non impugnabili - spiega infatti Brignolo - è stato identificato ogni singolo abitante in ciascuna delle singole baracche e roulotte presenti nei campi, quindi si è individuata la composizione di ogni singolo nucleo familiare, in modo da poter intestare la bolletta a ogni singola famiglia». E se questo non bastasse per convincere i rom ed i sinti a pagare? Nessun problema, garantisce il sindaco: «Gli evasori saranno perseguiti con gli stessi strumenti a disposizione del Comune, proprio come tutti gli altri cittadini astigiani». Basta privilegi e sconti alla comunità dei nomadi e se Brignolo la spunterà in questa ardua battaglia sarà riuscito là dove il suo predecessore Giorgio Galvagno di Forza Italia ha fallito. Già la sua amministrazione, infatti, aveva provato a suddividere il costo dell'acqua tra gli abitanti dei campi per chiederne il rimborso ma «a parte una minima quota di pagamenti spontanei - precisa il primo cittadino di Asti - le azioni di recupero erano risultate vane, perché mancava una puntuale identificazione dei nuclei famigliari ai quali imputare i costi».