Un congegno molto rudimentale Ma forse l'esplosivo è "madre di Satana"

Il temibile perossido di acetone a volte genera solo fiammate

Un secchio di quelli usati per le confezioni industriali di maionese riempito con una sostanza esplosiva innescata da alcune lucine colorate per l'albero di Natale. Il tutto nascosto dentro un sacco termico con l'emblema dei supermercati Lidl. La bomba con cui il lupo solitario entrato in scena ieri mattina a Londra voleva far strage sulla metropolitana è tutta qui. Come dimostrano le foto si tratta di un congegno assai rudimentale, nemmeno paragonabile al sofisticato zainetto esplosivo utilizzato dal kamikaze libico autore della strage al concerto di Ariana a Manchester. E tantomeno ai giubbotti e ai bagagli bomba impiegati a Parigi e Bruxelles.

Ovviamente solo un'accurata analisi dei reperti potrà dire se la palla di fuoco che ha investito gli occupanti della metropolitana sia stata provocata dalla mancata detonazione di un congegno a base di perossido di acetone, l'esplosivo diventato il marchio di fabbrica dello Stato Islamico o di nitrato di ammonio, la sostanza esplosiva estratta dai fertilizzanti chimici. La borsa termica utilizzata per il trasporto fa pensare al perossido di acetone. Il terribile esplosivo artigianale - soprannominato Madre di Satana a causa della sua instabilità - richiede infatti temperature costanti per evitare esplosioni affrettate e incontrollate. Ed anche l'imbottitura della borsa termica è una parziale garanzia contro quelle scosse e quei lievi urti che possono innescare una prematura quanto micidiale deflagrazione.

Ne sanno qualcosa i terroristi di Barcellona che persero covo e capobanda nel confezionamento dell'ordigno destinato a far saltare la Sagrada Familia. Ma la malvagia volubilità della Madre di Satana, unità agli errori di un improvvisato artificiere, può anche generare una semplice palla di fuoco anziché un'esplosione. Una palla di fuoco simile a quella che ieri ha investito i passeggeri del metrò. Del resto anche il fallito attentato alla stazione ferroviaria di Bruxelles del 20 giugno scorso si concluse non con una detonazione, ma con una fiammata scaturita dal giubbotto esplosivo utilizzato da un improvvido attentatore di origini marocchine. A Parigi, lo scorso 19 giugno, il medesimo malfunzionamento impedì l'esplosione della carica di perossido di acetone destinata a far detonare le bombole di gas nascoste nell'auto usata dal «lupo solitario» Djaziri Adam Lotfi per speronare un veicolo della polizia.

Lo stesso inconveniente potrebbe però esser stato causato dal mediocre confezionamento di un ordigno a base di nitrato di ammonio la sostanza estratta dai fertilizzanti chimici utilizzata sia dall'Ira irlandese, sia dai gruppi terroristici palestinesi prima che Al Qaida e Stato Islamico perfezionassero la realizzazione della madre di Satana. Perfezionamento relativo perché dopo la morte nell'attentato all'aeroporto di Bruxelles dell'artificiere Najim Laachraoui i lupi solitari dell'Isis ben difficilmente riescono a realizzare ordigni efficaci.

Commenti
Ritratto di Giorgio Prinzi

Giorgio Prinzi

Dom, 17/09/2017 - 16:47

La madre di satana, esplosivo instabile al quale è stato dato questo nome per l'elevato numero di morti provocato per detonazione accidentale in fase di preparazione da parte di apprendisti artificieri, si ottiene come composto dell'acqua ossigenata e dell'acetone, elementi reperibili sul mercato e di uso comune per molti leciti impieghi. Fortunatamente fa spesso un botto prematuro, spedendo al creatore l'aspirante terrorista. Evidentemente, in particolari condizioni sulle quali è meglio non indagare, invece di detonare provoca una veloce combustione, una violenta fiammata meno devastante di una esplosione.