Consip, chiesto il processo immediato per Romeo e Gasparri

La spada di Damocle sul Pd

Roma - La prima tranche dell'inchiesta Consip è arrivata al capolinea. La Procura di Roma ha chiesto il processo, con il rito immediato, saltando cioè l'udienza preliminare e andando direttamente davanti al Tribunale, per l'imprenditore napoletano Alfredo Romeo (foto), in carcere da marzo, e Marco Gasparri, il funzionario della centrale acquisti della pubblica amministrazione che sarebbe stato corrotto con 100mila euro in tre anni per fornire a Romeo le informazioni necessarie ad aggiudicarsi gli appalti di alcuni lotti della gara di servizi per la pubblica amministrazione del valore di 2,7 miliardi. I due sono accusati di concorso in corruzione e rischiano, se condannati, dai 6 ai 10 anni di carcere. Il funzionario ha confessato e ora collabora con i pm. Ma questo è soltanto il primo filone ad andare a giudizio, non certo il più importante. Rimangono infatti in piedi i fascicoli per rivelazione di segreto d'ufficio in cui sono indagati il ministro dello Sport Luca Lotti, il comandante generale dei carabinieri Tullio Del Sette e il generale Emanuele Saltalamacchia. Oltre a quello per falso nei confronti del capitano del Noe Gianpaolo Scafarto, accusato di aver alterato un'informativa sulla quale si basavano gran parte delle accuse a Tiziano Renzi. Il padre dell'ex premier è accusato di traffico di influenze con l'amico imprenditore Carlo Russo e con l'ex parlamentare e consulente di Romeo, Italo Bocchino.