Consob, le trame della talpa di "Report" per far fuori Vegas

Dopo il servizio della Gabanelli il caso finisce in procura. E spuntano strane connessioni...

Il caso Consob finisce in procura. Ma nel mirino non c'è il presidente della Commissione garante della Borsa Giuseppe Vegas, finito sotto accusa dopo il polverone sollevato la settimana scorsa da Report sulla presunta abolizione da parte dell'autorità di alcune misure di tutela degli investitori nei prospetti informativi delle obbligazioni bancarie (i cosiddetti scenari probabilistici). Sul tavolo del procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, è infatti arrivato un esposto anonimo con allegate alcune email del 2011 provenienti da un alto dirigente Consob, Marcello Minenna. I documenti, consultati dal Giornale, dimostrerebbero gli accordi presi con soggetti esterni alla Commissione «per condizionarne le decisioni con l'unico fine di perseguire i propri scopi».

Si tratta di una serie di contatti fra il dirigente e un paio di docenti del dipartimento di Matematica dell'Università La Sapienza che verrebbero appunto fatti partecipare alla consultazione pubblica avviata in quel periodo dalla Commissione Ue in tema di tutela degli investitori retail. L'obiettivo sembrerebbe quello di far arrivare risposte favorevoli all'inserimento degli scenari. Dai documenti pare emergere, inoltre, che i soggetti «assoldati» da Minenna (con tanto di indicazioni precise sull'opportunità di registrarsi alle consultazioni come privati cittadini) potrebbero aver concorso alla realizzazione di una piattaforma informatica per l'elaborazione degli scenari, all'epoca pubblicizzata sul sito web mediante il richiamo al relativo quaderno di Finanza della Consob. L'anonimo, dunque, chiede al procuratore: «Gli ineffabili scenari di probabilità vengono difesi da coloro che poi producono il software per i calcoli e poi li vendono dietro lauti compensi?». Sarà Pignatone a decidere se Minenna ha agito in conflitto di interessi con il proprio ruolo istituzionale o se invece ha coinvolto altre persone per fare lobby in favore degli scenari a esclusiva tutela dei risparmiatori.

Intanto, l'esposto è citato nel question time depositato in Commissione Finanze da Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, «affinché il governo venga in Parlamento a fare chiarezza» perchè dovrebbe sapere «che all'esito di un test condotto dalla Commissione europea nel 2015 la variante di rappresentazione del rischio che comprende la probabilità degli scenari è stata quella meno raccomandata», attacca Brunetta. Puntando poi il dito proprio sui rapporti fra Minenna e l'autrice di Report, Milena Gabanelli, che «lo aveva raccomandato ai deputati del Movimento 5 stelle nel 2013». Nell'aprile di quell'anno, una parlamentare grillina aveva chiesto alla giornalista qualche nome da contattare per il lavoro alla Camera e al Senato in materia di conflitto di interessi. Per il settore vigilanza bancaria, la Gabanelli consigliava appunto di parlare con Minenna aggiungendo fra parentesi nella mail: «Ha un ruolo chiave ma è ovviamente mobbizzato». Il riferimento era stato attribuito ai pessimi rapporti con Vegas, arrivato al timone della Consob nel gennaio 2011: il casus belli è stato il matrimonio fra Fonsai e Unipol avvenuto con la regìa di Mediobanca e finito al centro di un'inchiesta giudiziaria. Minenna, interrogato nel 2013 dai pm di Milano in quanto esperto in Consob incaricato di valutare il portafoglio derivati della compagnia bolognese, aveva parlato di ostacoli da parte del vertice della Consob al suo lavoro, che non si concluse in tempo per incidere sulla fusione tra Unipol e Fonsai anche per la richiesta, a suo avviso inutile, di analizzare il portafoglio di titoli strutturati nel bilancio di Unipol, inclusi quelli di valore poco significativo. Accuse rispedite al mittente da Vegas con una durissima intervista rilasciata a La Stampa nel maggio del 2014.

Interpellato sull'opportunità di un proprio passo indietro per gli sviluppi che stava prendendo la vicenda UnipolSai, Vegas aveva dichiarato, gelido: «Chi dovrebbe dimettersi è magari qualche dipendente che non sempre lavora nell'interesse della Consob». Ma Minenna è rimasto al suo posto. E tra le consulenze fornite in qualità di esperto di analisi quantitative ce n'è anche una alla squadra del magistrato Carla Romana Raineri, attualmente capo dell'anticorruzione del Comune di Roma. Che proprio ieri ha inviato a Repubblica, che l'ha pubblicata, una lettera critica nei confronti di Vegas.

Commenti

marygio

Gio, 16/06/2016 - 09:59

vegas sospese dalle contrattazioni etruria è vero ma dopo un +30%. in galera sempre e comunque