Coree all'appuntamento con la storia

Domani via al dialogo tra Sud e Nord dopo le recenti tensioni "nucleari"

Dopo anni di reciproci calci in faccia, le due Coree quella vetero-pastoral-comunista del Nord e la ipertecnologica e occidentalizzata Corea del Sud- tornano a parlarsi. Domani è il gran giorno. Nove gennaio 2018. Un giorno che le due nazioni e il resto del mondo - attendono con fiducia, dopo le tensioni delle ultime settimane intessute di violenti scontri verbali, di minacce e di missili nordcoreani a spasso per il Pacifico tesi a dimostrare ai vicini, e all'America di Trump, che se il gioco dovesse farsi duro, quelli del nord sono pronti a giocare. E non è detto che abbiano il «bottone» più piccolo di quello di Trump, come davano per scontato fino all'altro ieri i servizi di intelligence statunitensi. Che per anni, dice il New York Times, hanno sottostimato il pericolo rappresentato dalla dynasty nordcoreana.

Tema del vertice ad alto livello tra le due Coree sono i Giochi olimpici invernali, in programma dal 9 febbraio un mese esatto dopo il programmato vertice - nella contea sudcoreana di Pyeongchang. La delegazione nordcoreana sarà composta da cinque membri e presieduta da Ri Son-gwon, che dirige il Comitato per la Riunificazione pacifica della Corea nel suo paese. A Panmunjom, la cittadina di confine tra i due Paesi dove si terrà l'incontro, Seul manderà una delegazione guidata dal ministro dell'unificazione Cho Myoung-gyon, che consisterebbe di quattro altre persone: due sottosegretari del Ministero per l'Unificazione e due viceministri dello sport.

Il passato insegna che potrebbe essere pericoloso farsi illusioni. Ma forse è davvero giunto il momento che tutte le parti in causa facciano del loro meglio per avviare quella distensione che la minaccia atomica ventilata nei giorni scorsi rende «obbligatoria», ancor prima che necessaria. E quale pretesto avrebbe potuto essere migliore di quello che lo Sport, con le imminenti Olimpiadi invernali, ha servito su un piatto d'argento ai contendenti?

All'incontro di domani si è giunti dopo la proposta del leader nordcoreano, Kim Jong-un, di inviare una delegazione a Pyeongchang. Un inaspettato gesto di conciliazione che Seul e Washington, dopo qualche ora di sbalordimento, hanno colto a volo, accettando di rinviare a dopo le Olimpiadi le programmate manovre militari annuali. Giochi di guerra che il regime di Pyongyang ha sempre considerato come provocazioni; se non vere e proprie prove per l'invasione al di là del 38° parallelo.

Lo stesso presidente americano sembra orientato a cogliere il ramoscello d'olivo che a sorpresa è comparso nella mano paffuta del dittatore nordcoreano. Di qui la sua proposta di volergli parlare «direttamente al telefono» per trovare una via diplomatica che cancelli le reciproche paure. Un colloquio, si mormora a Washington, che potrebbe svolgersi nelle prossime ore, così da «sciolinare» l'incontro al vertice tra le due delegazioni di domani. Sarebbe la prima bella notizia del 2018.