Il corvo golfista che ruba le palline

Le scambia per uova e manda a monte tutte le partite. E minaccia pure il turismo

Una volta, a dire la verità, la ladra era la gazza. Il corvo semmai richiamava congiure, depistaggi e spie nelle procure. O film di origine fumettara con Brandon Lee. A Garlenda, invece, provincia di Savona, i corvi sono diventati come la peste, nera uguale, soprattutto al Golf club del posto, che giusto quest'anno compie mezzo secolo, dove il pennuto ne combina di ogni: si mangia il campo, lo ara come fosse un trattore e soprattutto ruba le palline da golf ai giocatori. Le scambia per uova e se le porta via. Sacrilegio dei sacrilegi. Il Secolo XIX racconta che per vincere la peste con le ali l'Istituto superiore superiore per la ricerca ambientale ha autorizzato la cattura dei corvi, ma le esche messe per catturarli, nascoste dentro una gabbia, non funzionano. I pennuti, come fossero Papillon, si mangiano le esche e se la svignano dalla gabbia come non ci fosse. Allora hanno provato, sempre a proposito di nomi segnati dal destino, con l'occhio di falco. Li hanno nascosti tra i rami degli alberi, dipinti su palloncini appesi. Credevano di farli fessi. Invece la cosa ha funzionato per un mesetto e basta, poi i corvi hanno capito la furbata, si sono accorti che gli occhi elettronici non si muovevano, hanno fatto rapidamente amicizia e con un rapido colpo di becco li hanno messi fuori uso, tornando a dedicarsi al loro passatempo preferito: rubare le palline da golf. Un problema serio per un club di prestigio, per un gioco che viene irrimediabilmente rovinato dai furti, ma anche un danno serio al turismo e persino all'ambiente visto che i corvi non sono soltanto onnivori e sempre affamati, ma si moltiplicano a ritmi pericolosi. La soluzione sterminio è impraticabile per vincoli ambientali precisi. Ma l'alternativa non c'è. E ai golfisti tocca volare basso...