«Così il Comune ha disarmato la porta da dove è entrato il killer»

Alla fine è solo un problema di dané si dice a Milano. Sono i soldi che fanno la differenza: per risparmiare qualche decina di migliaia di euro l'anno si accetta il rischio di avere sulla coscienza anche qualche vita spezzata.

È quello che è successo a Milano in Tribunale, dove il folle con la pistola è entrato proprio dall'accesso di via Manara che, guarda caso, è stato consegnato dal Comune pochi mesi fa nelle mani di guardie disarmate, cioè di addetti al servizio di portierato. Manco fossimo in uno hotel a 4 stelle. Dinnanzi a loro chiunque potrebbe spianare una pistola e il povero portiere di turno non avrebbe neppure il tempo di dare l'allarme.

Non è una consolazione pensare che gli altri sei varchi siano ancora dotati di metal detector e tutt'ora gestite da guardie armate: chi vuole farla franca deve solo procurarsi un tesserino fasullo. Il resto è un gioco da ragazzi. La cronaca insegna.

Ma come si è potuti arrivare ad aprire questa grossa falla nel servizio di sicurezza? Lo spiega il Generale Gian Carlo Coscia, security manager della All Sistem, uno dei principali operatori di mercato nel settore Sicurezza in Italia, con un organico di 2.300 dipendenti, 8 centrali operative e 12 filiali commerciali: «Nel luglio scorso il Comune di Milano ci ha comunicato che la gestione dell'entrata di via Manara era sospesa perché affidata a un'altra società che usa gente non armata. A noi è rimasto il controllo degli altri sei varchi».

La decisione ha lasciato di stucco i gestori della sicurezza. «Sono rimasto sorpreso – spiega Coscia - innanzitutto perché creava una zona debole. E poi mi è spiaciuto perché abbiamo perso dei posti di lavoro».

E qui si ritorna ai dané . Infatti, un portiere che controlla chi entra e chi esce costa circa 14 euro all'ora. Una guardia armata ne costa almeno 20. In più che il costo del metal detector. Dunque, avranno pensato in Comune, perché far controllare ad un uomo armato gente insospettabile come i dipendenti del tribunale o i giudici? Nessuno ha considerato che esistono gli «infiltrati» che possono intrufolarsi tra migliaia di persone per bene.

Ora probabilmente si ripristineranno metal detector e guardie armate anche in via Manara ma la decisione di lasciare sguarnito l'accesso sembra davvero inaccettabile. Eppure, dalla parte del Comune c'è persino il Tar che gli ha lasciato carta bianca della decisione di “smantellare” il varco in tutta legalità. E questo nonostante un parere del ministero dell'Interno in cui inserisce tra gli obiettivi sensibili da affidare alle cure delle guardie giurate sia i tribunali sia gli uffici giudiziari.

Qualcosa dovrà cambiare, ovvio. Ma anche nella gestione degli altri varchi del tribunale quelli con guardia armata e metal detector. «Esistono corsie preferenziali per avvocati e giudici o dipendenti che non passano sotto il metal detector» ammette Coscia. Dunque, se qualcuno impazzisce la pistola la potrebbe portare dentro comunque in qualche aula di palazzo di giustizia. E potrebbe tentare di infiltrarsi qualcuno con un tesserino falso. Ma qui l'esperienza di un operatore potrebbe fare la differenza.