Così prendevano gli organi dei migranti che non pagavano

Il primo «pentito dei barconi» fa arrestare 38 membri di una banda internazionale che agiva senza scrupoli

«I migranti che non possono pagare il viaggio sono consegnati a egiziani che li uccidono per prelevarne gli organi e rivenderli in Egitto per 15mila dollari. Gli egiziani sono attrezzati per espiantare l'organo e trasportarlo in borse termiche». Che tra i business della tratta di esseri umani ci fosse anche quello della vendita di organi si era sospettato sin da quando sono saltati fuori numeri impressionanti di immigrati giunti in Italia e scomparsi nel nulla, tra cui tanti minori, ma le rivelazioni fornite agli investigatori della Dda di Palermo dal primo trafficante di vite umane pentito della storia, Nuredin Atta Wehabreb, arrestato il 1 luglio 2014 nell'inchiesta Glauco 1, sono scioccanti. Confermano quanto di più orribile possa subire una persona.

Wehabrebi lo ha appreso dai capi dell'organizzazione di cui faceva parte in Libia: Ermias Ghermay e Fitwi Abdrurazak, e secondo lui ci sarebbero dei sopravvissuti. Dopo le rivelazioni, nel maggio 2015 il procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, il procuratore aggiunto Maurizio Scalia, e i sostituti Calogero Ferrara, Claudio Camilleri e Annamaria Picozzi, hanno aperto l'inchiesta Glauco 3, affidata alle Squadre mobili di Agrigento, Palermo e allo Sco, culminata nella disarticolazione di un network transnazionale dedito al traffico di migranti.

Sono 23 le persone fermate su 38 fermi emessi. Sono state pizzicate a Palermo, Roma, Viterbo, Agrigento, Catania, Trapani, Milano, Lecco, Macerata e Genova. Sono 25 eritrei, 12 etiopi e un italiano di Macerata, che ha favorito, traendone profitti, l'immigrazione illegale di migliaia di migranti. Sono accusati di associazione per delinquere, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, esercizio abusivo dell'attività di intermediazione finanziaria, associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti e spaccio di droga, aggravati dal carattere transnazionale del sodalizio. Il pentito ha fornito agli investigatori una completa ricostruzione delle attività riconducibili a una delle più agguerrite consorterie transnazionali dedite al traffico di migranti, che aveva cellule attive ad Agrigento, Palermo e Roma e in Paesi europei.

Sono stati, almeno in parte, ricostruiti i flussi di denaro provenienti dal traffico di migranti. L'organizzazione in un anno avrebbe introitato milioni di euro. Nell'estate 2015 avrebbe gestito almeno sei sbarchi con 4mila immigrati giunti in Italia e in parte aiutati ad allontanarsi dai centri per raggiungere le mete finali.

Uno degli snodi del flusso finanziario legato al traffico d'uomini era una profumeria di Roma che sembrava uno di quei negozietti che aiutano a stento a tirare a campare. Invece vi convogliavano i liquidi della tratta.

Il 13 giugno sono stati sequestrati 526mila euro e 25mila dollari e una sorta di libro mastro con nominativi di stranieri e utenze. Gli inquirenti hanno eseguito il sequestro preventivo del locale, di altri due esercizi commerciali e di quote societarie. Altro punto di riferimento era un bar di Palermo. Dalle indagini è emerso che alcuni indagati avevano avviato una fiorente attività di spaccio di catha o qat importata dall'Etiopia. E attività redditizia erano i matrimoni «di comodo», messi su per regolarizzare gli irregolari.

Sempre ieri si è svolta l'udienza preliminare conseguente all'arresto di quello che la procura di Palermo ritiene sia Mered Yehdego Medhane, re dei trafficanti di uomini. La difesa ha portato le dichiarazioni di due immigrati che dicono che non si trattati di lui. L'accusa ha prodotto una serie di accertamenti, che saranno esaminati. Si è svolta pure l'udienza scaturita da Glauco 2. La procura ha chiesto la condanna complessiva a 120 anni di carcere per 16 membri di una delle principali reti criminali della tratta di migranti.

Commenti
Ritratto di giulio_mantovani

giulio_mantovani

Mer, 06/07/2016 - 00:17

Ora si capisce meglio il senso delle frasi sui migranti:"Sono un dono" - "Abbiamo bisogno di loro" - "Sono una ricchezza", ecc. ecc..