Così il referendum in Veneto darà uno scossone all'Italia

Imprenditori e cittadini sono stanchi degli scippi fiscali di Roma. Ma gli effetti economico-politici saranno pochi

A questo punto il referendum veneto si farà. Rompendo gli indugi e dopo avere interpellato più volte il governo, senza avere risposta, per ottenere un election day che potesse ridurre le spese, martedì sera la maggioranza regionale presieduta dal leghista Luca Zaia ha deciso di indire il referendum sull'autonomia, tenendo fede a un impegno assunto in campagna elettorale e dando risposta a una domanda forte che viene dalla società. In aula il voto è stato massicciamente a favore (38 sì, 1 no e 8 astenuti), ricevendo anche il sostegno di Forza Italia e dei grillini. Unici ad astenersi gli eletti del Pd.

Un dato è chiaro: il Veneto dei troppi imprenditori suicidi e delle imprese costrette a chiudere o andarsene, e quindi di un miracolo economico in larga misura ormai alle spalle, vuole una svolta. Il referendum non è certo in grado di condurre (sul piano economico, oltre che su quello giuridico) a quell'autogoverno di cui il mondo produttivo veneto ha bisogno, ma è vero che esso ci dice che i nodi politici stanno un po' alla volta sebbene troppo lentamente venendo al pettine.

Anche se nel resto d'Italia si percepisce poco di tutto ciò, la società veneta è attraversata da un forte desiderio di allontanarsi da Roma e fare da sé. Non si tratta di semplice nostalgia (anche se i mille anni della Serenissima pesano), ma invece del desiderio d'immaginare risposte all'altezza delle sfide attuali.

Il Veneto che muore di tasse, innanzi tutto, vuole riappropriarsi del «residuo fiscale»: della differenza tra quanto paga allo Stato e quanto riceve in servizi locali e nazionali. È insomma stanco di vedere sparire dalla regione tutti quei soldi (ogni anno più di 4mila euro a testa) che non producono sviluppo neppure altrove. E da qui nasce tale progetto di ottenere un'autonomia sul modello trentino che, lo sanno tutti, Roma non concederà mai.

Il dato politico è che inizia ad alzarsi il livello dello scontro. Un anno fa la Consulta ha giudicato incostituzionale, su richiesta del governo Renzi, un quesito referendario puramente consultivo sull'indipendenza: formulando un giudizio che di giuridico aveva ben poco. Non bastasse questo, nei giorni scorsi è stata pure annullata una legge regionale che conferiva ai veneti lo statuto di una minoranza.

Il voto dell'altro giorno è forse il primo tentativo d'interpretare le esigenze di una società che non vuole chiudersi entro ristretti confini, ma chiede solo più libertà. Il Veneto che nei decenni scorsi è riuscito a imporre i propri marchi a livello globale, oggi non è disposto a declinare senza reagire. Perché quando a Venezia si chiede meno Italia, si chiede anche meno Stato e più libertà d'impresa.

Zaia parla di autonomia perché sa che nella regione questo progetto non spaventa nessuno e che molti veneti sognano di poter disporre dei privilegi di cui godono a Trento e Bolzano. Difficilmente, però, può pensare che si tratti davvero di un percorso realistico: anche solo per il fatto che, senza il contributo veneto, i già disastrati conti della finanza pubblica non tornerebbero mai più. Il presidente della Regione parla di un percorso da iniziare perché ormai sono in tanti da Verona a Treviso a ritenere che il sogno di un Veneto che si autogoverna possa presto diventare un progetto concreto: capace di trovare il sostegno di imprese, intellettuali e professionisti.

Il negoziato tra Italia e Veneto immaginato da Zaia dopo il referendum (che sarà, senza dubbio, ampiamente favorevole all'autonomia) non decollerà mai. Ma con quel voto a Roma suonerà una svelta che potrebbe cambiare l'intero scenario politico.

Commenti

nordest

Gio, 23/02/2017 - 09:29

Ci vuole un qualcosa che ci dia speranza :non può continuare così siamo massacrati da questi incapaci politicanti, se non andrà importo questo cambiamento conviene andarsene a malincuore per non assistere alla totale distruzione di questa nazione .

routier

Gio, 23/02/2017 - 09:35

Premesso che probabilmente sarà un plebiscito con vittoria sicura, esso, lascerà il tempo che trova. Il veneto fu annesso all'Italia (così come altre regioni) con un referendum truffa storicamente accertato, che fu imposto con le armi. (nel merito è sufficiente leggere alcuni autori del revisionismo storico del risorgimento italiano), pertanto il bottino di allora non sfuggirà di mano per un semplice risultato elettorale. Nella nostra "democrazia" il volere del popolo non è determinante.

Lankist

Gio, 23/02/2017 - 09:55

La politica romana è fallita da tempo, tutte le regioni dovrebbero chiedere l'abolizione e lo spostamento della capitale.E' talmente corrotta e compromessa che non si risolleverà più, trascinando nel baratro della propria incompetenza tutto il paese.Roma è il problema principale dell'italia.

Ritratto di Il corvo

Il corvo

Gio, 23/02/2017 - 10:16

Stavo pensando che in caso di elezioni se si tolgono dal totale gli elettori del Veneto, in Italia la Lega e la destra in generale non vincerebbero mai.

ghorio

Gio, 23/02/2017 - 10:16

Le regioni autonome, idem le province autonome vanno cancellate. Di conseguenza la regola vale anche per la regione veneta.

maxmello

Gio, 23/02/2017 - 10:34

Premetto che è un tema che mi è del tutto indifferente, mi sembra però di ricordare che l'assetto istituzionale sia definito dalla Costituzione e che bisognerebbe mettere mano alla costituzione prima e fare un referendum su scala nazionale poi se stiamo parlando di autonomia. XRoutier:La sovranità appartiene al popolo è vero....ma la esercita sempre nelle forme e nei limiti della Costituzione e non mettiamo in mezzo le violenze e le prevaricazioni del risorgimento per favore, perché altrimenti non ci sarebbe Regione dal Nord al Sud senza ottimi motivi di rancore con lo stato italiano.

Duka

Gio, 23/02/2017 - 10:44

PIEMONTESI E LOMBARDI VOGLIAMO ESSERE ANCHE NOI DELLA PARTITA

Giulio42

Gio, 23/02/2017 - 10:47

Non si può partecipare al referendum ? Piemonte, Lombardia, Liguria sono convinto che ci starebbero.

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adl

Gio, 23/02/2017 - 11:27

Anche nel DONBASS hanno fatto un referundum, e tutti possono vedere come andrà a finire. Una semplice domandina: IL VENETO HA BASI NATO ?????

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Zagovian

Gio, 23/02/2017 - 11:57

@ghorio:....no mio caro,vanno tutte trasformate in "autonome",nel senso che debbano gestire in modo AUTONOMO le entrate e le uscite,chiudendo la partita LOCALMENTE,mandando a Roma SOLO,l'indispensabile per la gestione di quei SERVIZI NAZIONALI COMUNI(calcolati pro-capite SECONDO IL PIU' VIRTUOSO STANDARD EUROPEO,....non il magna,magna attuale),quali per esempio,il Parlamento,Polizia,Carabinieri,Marina,Esercito,Aviazione,etc.,che in qualche modo,siano goduti,dalle varie Regioni AUTONOME!!!Questa è "Autonomia"!!!

Fjr

Gio, 23/02/2017 - 12:02

Zagovian, a questo punto il modello degli Stati e delle contee gestire autonomamente ,stile USA, potrebbe essere ideale ,a ogniuno il proprio Marshall che gestisce la sicurezza ecc etc

giovanni PERINCIOLO

Gio, 23/02/2017 - 12:09

enuto conto che l'apparato di stato nel suo insieme é quaesi totalmente formato da meridionali é purtroppo utopia pura immaginare una autonomia fiscale per le regioni del nord. Quindi rassegniamoci al perdurare della solita politica di stampo meridionale del chiagni e fotti con i "nordisti" che immancabilmente sono destinati alla categoria dei "fottuti"!

Ritratto di Giorgio_Pulici

Giorgio_Pulici

Gio, 23/02/2017 - 12:32

Anche in Lombardia lo vogliamo questo referendum!

Edmond Dantes

Gio, 23/02/2017 - 12:51

L'Italia non si può rifare ma solo disfare: mors tua vita mea.

Ritratto di stenos

stenos

Gio, 23/02/2017 - 12:55

L'unica soluzione purtroppo è la secessione.

moichiodi

Gio, 23/02/2017 - 13:07

altra trovata come l'ampolla del Po, la secessione, il parlamento padano. la truffa continua. Se la Lombardia negli anni 50 fosse stata autonoma e avesse chiuso la porta in faccia agli affamati veneti.......

Ritratto di elkid

elkid

Gio, 23/02/2017 - 13:20

-----la questione delle autonomie regionali dimostra che la maggior parte delle persone è andata a votare al referendum renzi senza conoscere i quesiti---hasta

Lorenzo Cafaro

Gio, 23/02/2017 - 13:38

Io sono d'accordo. Separiamoci, lasciate il mezzogiorno che i vostri trisavoli sono venuti a conquistare, con l'inganno e l'aiuto di inglesi e francesi. Avte ragione in qiesto: abbiamo perso, ahimè, avete fatto la vostra conquisdta e ci avvete schiavizzato. Ma nessuno li voleva. Finalmente potremo stare tranquilli e provare da soli a fare il bene del nostro Paese. Godetevi i vostri soldi: non ne ho bisogno, ho portato ricchezza lassù Italia, mio figlio importa macchine dal veneto e le vende all'estero. Faremo finalmente per noi, e vediamo se valiamo meno di veneti e lumbard o piemontes. Jatavinne.

Ritratto di pravda99

pravda99

Gio, 23/02/2017 - 13:42

Almeno la Scozia ha il petrolio. Il Veneto di cosa campera`? Di Soave? Ma per favore...Beoni vala`!

peter46

Gio, 23/02/2017 - 13:53

Salvini...prendi una pausa e 'chiudi il recinto' che questi stanno per farti tanti di quei danni che neanche immagini.La ricerca dell'autonomia regionale,come già detto da altri,ed ogni tre anni sempre la stessa tiritera da parte di Zaia,è il fumo negli occhi per cercare di trattenere la mandria.Come l'aspettare da parte di berlusconi la sentenza della cedu,come se avessimo delegato anche l'ultima Sovranità rimastaci all'europa delle banche e dei cetrioli:spreco di tempo e soldi.Qualcuno parla di 'autonomia fiscale per le regioni' non immaginando che simile proposta 'desertificherebbe' imprenditorialmente il veneto ed il nord in genere:col ca...volo che le migliaia di aziende del nord che sono dislocate al sud contabilizzerebbero,come ora,a 'casa loro',e pagandone le relative tasse sempre 'a casa loro',i guadagni fatti a sud.Se autonomia fiscale s'ha da fare che si paghino le tasse nel luogo dove i guadagni sono stati 'incassati' e si vedrà chi ha da guadagnare e quanto.

Ritratto di MLF

MLF

Gio, 23/02/2017 - 14:14

Era ora! E dopo il Veneto, altre regioni che ne hanno abbastanza seguiranno.

Fjr

Gio, 23/02/2017 - 14:27

Pravda,il Veneto così come altre regioni ,se ben organizzate e gestite ,possibilmente da gente onesta ,senza infiltrazioni di camorristi mafiosi con o senza colletti bianchi,potrebbero campare molto meglio di quanto lei pensi, l'Italia per un moto di orgoglio è stata unita, peccato che lo stesso moto ormai sia un ricordo lontano,troppo lontano e senza alcuna necessità, di fatto il federalismo sul metodo svizzero con i cantoni o altre realtà simili sono l'unica salvezza per un paese che di fatto è già frammentato ,inutile prendersi in giro Milano non è Venezia come Venezia non è Agrigento, siamo italiani sotto la stessa bandiera ,ma così diversi l'uno dall'altro e il fatto che tutte le risorse debbano essere gestite da un governo di personaggi che lasciamo perdere,con sede a Roma la dice lunga sulla necessità di cambiare il concetto di gestione della macchina Italia,troppo soldi gestiti in modo "creativo" dai soliti noti, non va assolutamente bene .

Edmond Dantes

Gio, 23/02/2017 - 14:29

@pravda99. Quando gli scozzesi vivevano nelle capanne e facevano pupu' dietro i cespugli la Serenissima, oltre che essere una potenza militare, esportava cultura e civiltà. La Scozia, whisky a parte, è rimasta sempre un po' indietro e per il Regno Unito, petrolio o non petrolio, è l'equivalente della nostra Campania, che senza i trasferimenti e il welfare assistenzialista farebbe bancarotta. Il Veneto ha sempre rappresentato per l'Italia di sinistra una mucca da bastonare e mungere soltanto ma stai sicuro che se se ne va il Veneto chi ci perde è solo l' Italia. Un consiglio: vacci piano con le canne, vedi che commenti ti fanno scrivere ! Prova a passare il tempo con le pipe, magari ti levano la voglia di dire scemenze.

Ritratto di alfredido2

alfredido2

Gio, 23/02/2017 - 14:32

Bisogna avere il coraggio di cambiare radicalmente le cose. Roma alla luce dei fatti si è rivelata un covo di rapinatori. Evviva il Lombardo Veneto !

krgferr

Gio, 23/02/2017 - 15:05

@elkid--Forse lei ha ragione, ma vede: se uno è afflitto ad un stesso tempo da un tumore e da un fastidioso reumatismo, cercherà innanzitutto di curare il tumore; e se questa pur oscena organizzazione istituzionale italiana è il reumatismo, Renzi fra i due malanni era sicuramente il primo per cui.... Saluti. Piero

Ritratto di WSilvioW

WSilvioW

Gio, 23/02/2017 - 15:29

Bravissimo Silvio (perche' ha dato a Zaia il permesso di fare il referendum), e bravissimo Zaia (perche' ha avuto la brillantissima idea). I comunisti meridionali troppi danni hanno fatto al laborioso popolo Veneto, tasse, ritasse e comunismo. Ma grazie a Silvio, Salvini e Zaia tutto cio' sta per finire: giu' le tasse per tutti al 15%, pensioni minime a 1500 euro, stipendio alle casalinghe, dentiere agli anziani, rimpatrio forzato di tutti i meridionali con costruzione di muro di confine a loro spese, uscita dall'Euro e adozione dello Sgheo Veneto in doppia circolazione. E la Nazione Veneta risorgera' col Doge Silvio e il Bucintoro per un prospero futuro senza meridionali e comunisti. W il Veneto, W Silvio.

Rossana Rossi

Gio, 23/02/2017 - 16:07

Mai dire mai!......l'importante è che ci sia qualcuno con le palle che ha il coraggio di cominciare a far tremare lo sgabello sotto il c..o di quei ladri usurpatori e incapaci che massacrandoci di gabelle infondate pretendono di s-governarci.........

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Gio, 23/02/2017 - 16:12

Io capisco le legittime aspirazioni all'indipendenza dei veneti, tuttavia penso pure che, dopo il referendum del 5 dicembre u.s., bisogna ripensare tutto il sistema delle Regioni e delle autonomie locali. Attualmente ci sono 5 regioni autonome, che godono di privilegi fiscali, e 15 regioni a statuto ordinario, che invece finanziano i privilegi delle restanti 5 regioni. Ovvio che altre regioni vogliano diventare autonome, quindi acquisire - fra l'altro - vantaggi fiscali. Può cominciare il Veneto, poi seguirebbe la Lombardia. E perché no l'Emilia-Romagna o la Campania? Secondo me i casi sono due, o tutte le Regioni diventano autonome, senza più quindi vantaggi fiscali, oppure nessuna regione dovrebbe avere vantaggi fiscali, e si instaura un sistema più paritario e più centralizzato, almeno a livello fiscale (in Francia c'è sempre stato). Tertium non datur.

moshe

Gio, 23/02/2017 - 16:14

Luca Zaia, sei un grande, tieni duro e continua per la tua strada!

27Adriano

Gio, 23/02/2017 - 16:22

Mi auguro che iniziative del genere ci siano immediatamente anche in Piemonte e in Lombardia.

wrights

Gio, 23/02/2017 - 16:23

E' bello leggere che ognuno capisce quello che vuole. Nell'articolo si parla, anche se molto confusamente, di aspirazione del Veneto a divenire regione autonoma, come Sicilia, Sardegna, Valle d'Aosta, Trentino e Friuli, pare anche di capire, per ragioni economiche e non si parla di secessione, ne di creare un nuovo stato.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Gio, 23/02/2017 - 16:28

@Fjr:...certo,...più o meno!Questa è vera "autonomia"!!!

Ritratto di Nahum

Nahum

Gio, 23/02/2017 - 16:33

ma qualcuno di lorsignori la costituzione del nostro paese l'ha letta?

Una-mattina-mi-...

Gio, 23/02/2017 - 21:05

DIAMO UNA BASTONATA ai boiardi e alla dittatura!

moichiodi

Ven, 24/02/2017 - 07:51

È bello non capire che il referendum vale zero ed è fatto solo per compattare i voti di zaia. E quindi è una truffa.

Templar

Ven, 24/02/2017 - 07:55

farei il Veneto come nazione (vedi Svizzera) non come regione autonoma.