Crisi ancora in alto mare Dopo sei anni perduti siamo al punto di partenza

Il buco nel bilancio greco è stato denunciato già nel 2009. Lo abbiamo pagato 320 miliardi, ma poteva costarci molto meno

I l piano di austerità fiscale, di liberalizzazioni e di privatizzazioni che il parlamento greco approverà con una insolita, confusa maratona nasce già zoppicante. E arriva a distanza di sei anni dallo scoppio della crisi del 2009. Sei anni perduti.

E oggi, sei anni dopo, il Fondo monetario dichiara che 80 miliardi di nuovi prestiti non basteranno a rimettere la Grecia in carreggiata, se l'Europa non accetterà di «ristrutturare» il debito di Atene. Ma questo piano non serve, comunque, a invertire la spirale negativa in cui la Grecia si trova, perché è sbilanciato nelle misure e nei tempi. Le privatizzazioni creeranno ricchezza, ma ci vuole qualche anno. Frattanto, è assurdo aumentare dal 26 al 28% la tassazione delle imprese: bisognava ridurla per avere più dinamica economica e più gettito. La Germania, nel suo furore punitivo verso la Grecia, mentre le impone un programma pieno di tasse, fa sganciare ai paesi dell'euro 80 miliardi, con un terzo salvataggio, dopo altri due del 2009 e del 2011 che son costati 110 e 130 miliardi e che sono falliti, perché basati su terapie fiscali troppo dure e troppo sbilanciate sul lato delle tasse.

La Grecia, quando nel 2009 si è rivolta all'Europa e al Fondo Monetario, per chieder soccorso, era già da più di cinque anni (cioè dall'epoca delle Olimpiadi) in una situazione di sbilancio economico e finanziario paurosa. Era riuscita ad accumulare deficit di bilancio per 8 anni, da quando era nell'entrata nell'euro nel 2002, falsificando i conti. In principio ciò era stato fatto tramite la banca americana Goldman Sachs che le aveva venduto dei derivati finanziari, che servivano per nascondere le perdite. Poi ci sono state le gestioni fuori bilancio e le mancate contabilizzazioni. Nel 2009 il premier socialista Papandreou, che aveva da poco vinto le elezioni, aveva informato che il vero deficit del bilancio era più del 12,7 % del Pil e il debito pubblico 300 miliardi (il Pil greco era forse 250 miliardi). Poi il deficit è salito al 15% e il debito a 350 miliardi. Ma l'Europa, nel suo primo e nel suo secondo intervento, ha elargito i soldi alla Grecia soprattutto per aiutare le banche francesi che avevano crediti insoluti per 79 miliardi e quelle tedesche che ne avevano per 45. E in cambio ha fatto programmi di rigore fiscale sbagliati, avendo calcolato male gli effetti deflattivi delle misure adottate. Tanto che alla fine del 2012 il capo degli economisti del Fondo Monetario, Olivier Blanchard lo ha messo per iscritto, spiegando che avevano sbagliato i moltiplicatori: avevano stimato che ogni taglio di spesa o aumento di imposta avrebbe ridotto la domanda nell'economia del suo stesso ammontare più una percentuale dello 0,5%. Ma in realtà i moltiplicatori erano 1,5%. Cioè ogni euro di imposte in più non generava 1,5 euro di minor domanda, ma 2,5 euro di riduzione di domanda: la Grecia era andata in grande recessione. Se il mercato del lavoro fosse stato liberalizzato e le imprese pubbliche mal gestite fossero state messe il mercato per tempo, con nuovi investimenti probabilmente la Grecia avrebbe potuto reagire meglio. Ma i programmi europei hanno trascurato tutti questi aspetti. Solo ora essi vengono considerati.

Non si può neppure dare la colpa a qualcuno di preciso di questi errori perché l'Eurogruppo che vara e impone questi piani, dal punto di vista legale, non è un organismo ufficiale. È un organismo «di fatto» che non ha alcuna regola per le sue decisioni, non essendo previsto né dal Trattato di Maastricht, né da quello di Lisbona. In altri termini abbiamo l'euro, ma non esiste un'autorità intergovernativa dei paesi aderenti all'euro, che vi presieda. Ciò consente alla Germania di spadroneggiare e a un ministro finlandese di comandare, perché appoggiato dai tedeschi.

In questo condominio abbiamo una quota del 17,9% e non siamo invitati alle riunioni. Però paghiamo le spese. Non è solo la Grecia che dà poco affidamento lo è anche il modo come l'euro viene gestito.

Commenti
Ritratto di Roberto53

Roberto53

Gio, 16/07/2015 - 09:10

La nuova battaglia dei sinistrati è ora quella del "taglio del debito"...

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Gio, 16/07/2015 - 09:16

Forte,sono d'accordo con lei....Questa "europa" è un vero "casino" fatto di furbi di incompetenti,dove chi "grida di più si prende la vacca".

giuromani

Gio, 16/07/2015 - 09:30

Continuare ad imporre una assurda austerità con aumento di imposte di ogni genere senza tagliare le spese, senza combattere seriamente la corruzione e gli sprechi non serve a nulla. I politici nostrani ed europei fingono di non capirlo, sono tutti dediti solo a soddisfare il potere finanziario che dà loro il bastone del comando e che dei popoli se ne frega altamente. Obiettivo dei politici è raggiungere il potere e mentenerlo ad ogni costo. E così mentre andiamo alla deriva in parlamento si litiga di hascis e diritti civili. Dum Romae consulitur......

Blueray

Gio, 16/07/2015 - 09:40

L'euro viene gestito da cani, e questo è vero. Ciò non toglie tuttavia che l'imperativo categorico sia mollare questa barca di matti e non certo mettere a punto strategie consolidatorie che vadano ad ingabbiarci sempre più in una irreversibilità deleteria oltre che tragica.

Montichiari Gui...

Gio, 16/07/2015 - 10:12

Sostiene –a ragione- Francesco forte: L'Europa, nel suo primo e nel suo secondo intervento, ha elargito i soldi alla Grecia soprattutto per aiutare le banche francesi che avevano crediti insoluti per 79 miliardi e quelle tedesche che ne avevano per 45. Purtroppo non cita lo stesso Forte che l’attuale salvataggio serve a scongiurare una crisi sul mercato dei derivati sui tassi in cui, ancora una volta, principalmente le banche francesi e tedesche – ma non solo quelle- sono esposte. Quando smetteremo di essere la ciambella di salvataggio del sistema bancario ?

magnum357

Gio, 16/07/2015 - 10:15

La troika eurpea è fatta solo di usurai e banchieri strozzini !!!! Già sei anni fa potevano essere prese adeguate contromisure senza indebitare in modo colossale i Greci !!!! I risultati della politica europea sono stati quindi completamente fallimentari e possiamo vederne i pessimi risultati adesso in tutta la sua gigantesca gravità !!!!!!!

Rossana Rossi

Gio, 16/07/2015 - 10:45

Quando ci decideremo a capire che Salvini che vuole l'uscita da questo baraccone costoso incompetente e inconcludente per noi ma attivo solo per gli interessi franco-tedeschi, ha ragione?.........

Ritratto di Omar El Mukhtar

Omar El Mukhtar

Gio, 16/07/2015 - 10:48

Zagovian: ho la brutta impressione che non sia "chi grida di più a prendersi la vacca". Ma che sia la vacca a prendersi tutto!

hornblower

Gio, 16/07/2015 - 12:57

Non sono stati 8 anni di accumulo di deficit ad avere affossato la Grecia, ma l'avere rinunciato, come tutti i 19 Stati dell'Eurozona, alla propria moneta sovrana. Il suo debito del 120% sul PIL, non è diventato insostenibile perché troppo grosso, ma perché espresso in una moneta straniera.

hornblower

Gio, 16/07/2015 - 13:08

Caro Forte, moneta sovrana a parte, poiché la spesa di qualcuno è sempre il reddito di qualcun altro, la spesa a deficit della Grecia non ha creato domanda, quindi produzione, altra spesa e occupazione, perché non ha le industrie che rispondono alla domanda con l'offerta e cosa più importante la spesa a deficit è finita negli interessi sul debito e non al popolo.