Crocetta evita la figuraccia: trova i soldi per Montalbano

Il governatore si arrende: un ddl e un bando da 200mila euro per far rimanere in Sicilia la fiction televisiva sul commissario

«Pronto? Montalbano sono. No, questa volta non ci trasferiamo in Puglia, la Sicilia ha trovato i soldi...».

La telefonata del commissario più famoso d'Italia creato dalla penna di Andrea Camilleri e interpretato nella fiction tv Rai da Luca Zingaretti, è immaginaria. Ma la notizia, quella cioè che la Regione siciliana ha scongiurato il rischio di perdere per incapacità e mancanza di soldi una delle produzioni televisive più fortunate degli ultimi anni - fa record di share persino in replica – è reale. Il governatore Rosario Crocetta, pur di scongiurare una figuraccia che avrebbe davvero potuto farlo crollare, e nonostante le casse vuote, ha promosso e varato il disegno di legge ribattezzato salva-Montalbano, che dà sostegno economico alle «produzioni seriali» ambientate in Sicilia da almeno tre anni e che utilizzino maestranze locali. A disposizione della fiction ci sono anche i fondi di un bando regionale da un milione e mezzo di euro - la copertura iniziale è di 200mila euro – che scade a ottobre. Insomma, i soldi ci sono. Il caso Montalbano è chiuso.

Finisce così una polemica che ha rischiato di travolgere un Crocetta sempre più in bilico, alle prese con un baratro economico e con uno scontro col Pd - in Sicilia il segretario regionale è cuperliano - che rischia di mandare a casa lui e la sua giunta traballante. Ad aprire la querelle Montalbano era stata la casa di produzione della fiction Rai, la Palomar, che aveva minacciato di lasciare la location di Punta Secca a Ragusa, diventata talmente celebre che ci sono tour turistici ad hoc alla casa del Montalbano tv. «In Puglia mi fanno i ponti d'oro - aveva spiegato il produttore Carlo degli Esposti - mentre dalla Regione Sicilia non ricevo un euro. Mi dispiacerebbe lasciare l'Isola, ma non si può continuare così». D'accordo con lui Camilleri, papà letterario del commissario. Crocetta inizialmente aveva tentato di resistere. Aveva persino minacciato, larvatamente, di rivolgersi ai suoi amici pm (che, per inciso, non hanno potuto evitargli il rinvio a giudizio per diffamazione del suo avversario alle Regionali del 2012, Nello Musumeci): «È strano – aveva tuonato il governatore – che questa vicenda di Montalbano esploda proprio quando la Rai chiede un incontro alla Regione siciliana sul contenzioso per la fiction Agrodolce , su cui indaga la magistratura. Sono pronto a denunciare tutto in Parlamento e alla Procura».

Già, Agrodolce , la soap di Rai Fiction uccisa dal taglio dei fondi da parte della Sicilia. C'era pure un precedente cinematografico di film ambientato a Palermo ma girato in Puglia a causa dei ritardi della Film commission siciliana, È stato il figlio di Daniele Ciprì, protagonista Toni Servillo. Crocetta, fatti un po' di conti, ha deciso di capitolare e di schivare l'ennesima figuraccia. Il commissario Montalbano-Zingaretti prende atto ma non esulta: «Una rondine non fa primavera - ha commentato - ma una cosa è certa nei momenti di crisi economica a volte avvengono miracoli».