Crolla una cascata di ghiaccio A Gressoney morti 4 alpinisti

Arrampicavano sulla parete, che si è staccata di colpo per il caldo: temperature salite di 17 gradi in due ore

Nadia Muratore

Tragico incidente sulle montagne della Valle d'Aosta: quattro scalatori sono morti e un quinto è rimasto gravemente ferito, travolti dal crollo della cascata di ghiaccio «Bonne année», a Gressoney-Saint-Jean. I cinque amici erano impegnati nella salita quando una parte della parete ghiacciata si è improvvisamente staccata dalla roccia e solo una persona si è salvata, perché si trovava più in alto degli altri e quindi aveva già superato la zona che dopo pochi secondi è crollata. A staccarsi dalla roccia è stata la parte intermedia dell'enorme parete e, tra le cause ci sarebbe un anomalo, quanto inaspettato, rialzo termico. Nelle ore precedenti al crollo nella località della Valle del Lys è stato registrato un aumento della temperatura di 17 gradi nell'arco di sole due ore.

All'ora dell'incidente, circa le 11, la temperatura segnalata superava i dieci gradi, mentre verso le nove il termometro era sotto lo zero di quasi sette gradi. L'improvviso caldo potrebbe aver causato l'indebolimento della struttura del ghiaccio, provocando il cedimento della parete dove si trovavano i quattro alpinisti. «È difficile individuare con precisione la causa - spiega Adriano Favre, direttore del soccorso alpino valdostano - in questi giorni le temperature in Valle d'Aosta sono abbastanza rigide, ma da alcuni giorno ci sono stati alcuni rialzi che potrebbero aver indebolito la struttura del ghiaccio con l'arrivo del sole». Le vittime sono: Mauro Franceschini, di Caprigliola, paese della provincia di Massa Carrara, Antonella Gallo di La Spezia, Antonella Gerini di Carrara e Fabrizio Recchia di Vezzano, in provincia di La Spezia. L'unico superstite è Tino Amore, di La Spezia che, scioccato, è stato trasportato in elicottero all'ospedale regionale Umberto Parini di Aosta. Non sarebbe in gravi condizioni ed è già stato sentito, come persona informata dei fatti, dai carabinieri di Gressoney. Amore è istruttore del Cai spezzino - della scuola di Muzzerone a Porto Venere -, mentre le quattro vittime erano soci.

Franceschini aveva un agriturismo che, proprio per la sua passione per le arrampicare, aveva battezzato: «Montebianco». Insieme a Fabrizio Recchia, grande amico di scalata, aveva pubblicato un testo, nella collana dei «Luoghi Verticali», sulle falesie della Toscana e dell'Isola d'Elba. Erano alpinisti tutti molto esperti e capaci, specialisti del free climbing, ed erano soliti allenarsi sulle pareti del Muzzerone o di altri rilievi in provincia de La Spezia. Immediati i soccorsi: un primo sorvolo con l'elicottero non ha permesso di individuare gli ice climbers, così le guide hanno raggiunto la base della cascata a piedi. Sul posto sono intervenuti Soccorso Alpino e vigili del fuoco di Aosta.

Molti i testimoni della tragedia che hanno detto di aver sentito «un boato fortissimo, mentre stavamo arrampicando su altro versante della Valle, nella Cascata della Ciampa. Dove eravamo noi, il ghiaccio era solido, ma si tratta del versante in ombra della Valle. L'altro lato, invece era esposto al sole, che già da diversi giorni di questo febbraio dalle temperature anomale, picchiava sul ghiaccio». La «Bonne Année», raggiungibile a piedi in appena cinque minuti da un parcheggio sulla strada regionale per Gressoney, viene considerata dagli esperti accessibile a tutti ed è ritenuta una delle più sicure della Valle d'Aosta.

Un secondo incidente, sempre su una cascata di ghiaccio e quasi in contemporanea, si è verificato in Francia nella zona di La Grave. Il bilancio è di due vittime di nazionalità inglese.