La «cura Bergoglio» funziona, volano gli utili Ior

Gli utili dello Ior volano rispetto al 2013 e tornano ai livelli dell'ultimo decennio. La «banca vaticana» ha infatti chiuso il 2014 con un utile netto di 69,3 milioni di euro; una cifra ben al di sopra dell'anno precedente, quando i profitti furono di appena 2,9 milioni di euro, toccando un record negativo assoluto. L'Istituto per le opere di religione ha diffuso i dati relativi al bilancio dell'anno 2014 e la cifra più sorprendente è quella relativa al netto miglioramento dell'utile, venti volte superiore alla cifra del 2013.

Un miglioramento, riferisce la nota dello Ior, imputabile a due voci: all'andamento del risultato da negoziazione titoli - si è passati da una perdita di circa 16 milioni di euro a un utile di oltre 36 milioni - e all'abbattimento di costi operativi straordinari. Il 2013, infatti, è stato per lo Ior un anno di svolta, durante il quale è stato chiamato un team di 35 consulenti per procedere alla riorganizzazione e all'adeguamento alla normativa vaticana, in materia di trasparenza finanziaria, vigilanza e pulizia dell'Istituto. «Grande impegno è stato profuso anche nell'affrontare gli illeciti che nel passato hanno interessato l'Istituto», si legge nella nota dell'Istituto che ha sede nel Torrione Niccolò V.

L'operazione di pulizia dello Ior è stata voluta con forza da Papa Bergoglio che, all'indomani della sua elezione, aveva affidato a un superdicastero dell'Economia il compito di non sopprimere e di riorganizzare l'Istituto riaffermando l'importanza della sua missione «per il bene della Chiesa». Con l'obiettivo di allineare il più possibile l'ente alle norme internazionali.

Nel 2013 lo Ior ha perso circa 83 milioni in meno rispetto al 2012. L'Istituto ha deciso di destinare 55 milioni di euro al budget della Santa Sede, e 14,3 milioni alle riserve di utili dell'Istituto.

Leggermente aumentato anche il valore complessivo dei patrimoni affidati allo Ior: da 5,9 miliardi di euro nel 2013 a 6 miliardi nel 2014, mentre il patrimonio netto è sceso (da 720 a 695 milioni di euro). Per quanto riguarda infine il lavoro di «pulizia» sui conti, al 31 dicembre 2014 lo Ior contava 15.181 utenti. Da maggio 2013 l'Istituto diretto da Jean-Baptiste de Franssu ha chiuso 4.614 rapporti con i suoi clienti, di cui 2.600 dormienti. Rimangono da chiudere 274 rapporti, di cui 148 saranno chiusi entro la fine di maggio. Ci sono infine 126 conti «bloccati». Lo scopo dello Ior «non è quello di accumulare ricchezza, ma di servire onestamente e fedelmente la missione universale della Chiesa», ha detto il prelato dell'Istituto, monsignor Ricca. E proprio nel giorno in cui viene pubblicato il bilancio, il Papa ha condannato ogni forma di attaccamento alle ricchezze che, ha detto, «è l'inizio di ogni genere di corruzione: corruzione personale, corruzione negli affari, corruzione politica, corruzione nell'educazione».