Curriculum, penultimatum e selfie sul tetto che scotta

Dai cowboy che giocano all'impeachment alla Jaguar di Conte. La nostra «House of cards» è una commedia

Se c'è un risultato di questi tre mesi surreali, è che non avremo mai più bisogno di guardare House of cards: a parte l'omicidio, il reality show di questo inizio Legislatura somiglia a un thriller politico. Manovre, tradimenti e pressioni internazionali: abbiamo visto di tutto e non ci abbiamo capito niente. Urge perciò un dizionario semiserio, un bugiardino - mai termine fu più appropriato - per interpretare questa crisi da Repubblica dei Carciofi (le banane sono poco sovraniste): continueremo a ignorare come si sia potuti passare in 24 ore da scenari di golpe centrafricano all'unità nazionale, ma almeno non lo capiremo col sorriso.

A

Aventino. Il Pd ci sta passando le vacanze dal 4 marzo. È bassa stagione, ma dopo essere stati esodati dagli elettori Renzi & C. non hanno altri impegni oltre la villeggiatura. Bagni di umiltà e scorpacciate di polemiche. Piatto tipico, il carrello dei leader bolliti.

B

Bugie. Se hanno davvero le gambe corte, con tutte le promesse irrealizzabili e le giravolte di questi giorni, sta per essere varato un governo da Paralimpiadi. La madre di Di Maio però giura che il figlio non sa dirle. Infatti lo sgamano subito.

C

Curriculum. Ormai conta più della Costituzione. Quello taroccato di Giuseppe Conte ha appassionato più delle Notti magiche di Italia '90 e ha diffuso autostima a pioggia. Ogni tassista ora si sente campione di F1, ogni imbianchino un pre-raffaelita. La Repubblica fondata sulla mitomania.

D

Debito. Un falso problema, tipo le scie chimiche al contrario. Nella prima bozza di accordo Lega-M5s c'era la soluzione: cancellare col bianchetto 250 miliardi. Si attende il genio che proporrà di cambiare il - in un + per trasformarlo in surplus.

E

Euro. Tutta la campagna elettorale a parlare di fascismo e ius soli. Poi si va al governo e spunta l'idea di tornare ai sesterzi e al baratto. Le pensioni saranno commutate in orci di vino, ma qualche economista eurocatastrofista ha già preso qualche sorso di anticipo...

F

Fico. Duro e puro, dai centri sociali alla presidenza della Camera. Mani in tasca durante l'inno e golf d'ordinanza (o era la colf?).

G

Germania. In un mese si è passati dal «contratto alla tedesca» firmato da SalviMaio alla Merkel nuova Hitler con meno baffi. Non usciremo mai dal «voi mangiate i wurstel con la marmellata e noi vi rubiamo le mogli al mare». Andiamo a Berlino, Beppe! Ma speriamo che Oettinger non giochi la finale...

H

Hashtag. #senzadime, #primagliitaliani, #ilmiovotoconta, #nonèilmiopresidente. Ci lamentavamo del politichese e finiamo a fare i comizi con l'iPhone. Ridateci i «governi balneari».

I

Impeachment. Ultima moda d'importazione dopo Halloween e il Black friday. Facciamo che il Quirinale è la Casa Bianca e Mattarella è Nixon. Noi siamo i cowboy, ma se la mamma chiama per la merenda a Palazzo Chigi si fa la pace, eh.

J

Jaguar. Automobile estinta. L'ultimo esemplare era quello del professor Conte, che sfrecciava con la pochette al vento. Il pauperismo grillino l'ha costretta alla rottamazione, sostituita da un più popolare taxi. 5 stelle di nome, utilitaria di fatto.

K

Kgb. Le inchieste raccontavano che dietro il successo di Salvini e Di Maio c'erano siti e spie russe. Poi quelli vincono e Putin li lascia col cerino in mano, a giocare a Mosca cieca.

L

Like. Alle prossime elezioni si conteranno al posto dei voti. Salvini si arrabbia con un post, Di Maio aderisce con un pollicione via facebook e tutti i siti titolano a caratteri cubitali. È la figura dello statista nell'epoca dei bimbiminkia.

M

Maratona Mentana. Vediamo più lui di mogli e fidanzate. Come i tossici, siamo passati dai tg quotidiani di mezz'ora alle overdose di pomeriggi interi tra lui e la Sardoni. Legalizzala.

N

No. La parola dell'anno. No alla Bernini, no a incontrare Berlusconi, no alla Tav, no al soccorso esterno, no a Savona, no alla Ue, no ai tecnici. Manca solo il no al no.

O

Ottantotto giorni. La crisi dei record ha avuto tempi bizantini: a Bergamo ci impiegano meno a tirar su un quartiere. Qui dopo tre mesi c'erano ancora tre premier in corsa, tipo Master Chef. Chi va piano va lontano. Sul sano - soprattutto di mente - meglio non sbilanciarsi.

P

Paghetta. Chi lo dice che aspettare logora? In tre mesi di nullafacenza i parlamentari hanno incassato 40mila euro di stipendio. E avrebbero dovuto dimettersi per andare al voto? «Follow the money»...

Q

Quantitative easing. Come il boma quando gareggiava Luna Rossa: tutti ne parlano, nessuno sa esattamente cosa sia. Ma finché c'è, siamo tutti più tranquilli.

R

Reddito di cittadinanza. Sparito dalla discussione, non dalle speranze degli elettori grillini. Ecco spiegato lo «sguardo concentrato» di Toninelli al tavolo delle trattative: immaginava 11 milioni di creditori sotto la sede della Casaleggio Associati per chiedere il sussidio. Governo del cambia(le)mento.

S

Savona. Quando Salvini lo ha proposto a Di Maio, Luigino ha aperto subito Google Maps per orientarsi. Dalla Riviera di Ponente agli Affari europei, più centrale di Washington sullo scacchiere internazionale. Avanti Savona!

T

Tetti. Trattative di governo condotte sopra le righe e sopra le tegole. Salvini, a forza di riprendersi in diretta dalle terrazze come i ragazzini che fanno parkour, tra capriole e giravolte è arrivato pure in cima al Viminale. E senza felpa.

U

Ultimatum. Ogni mattina un premier incaricato si sveglia e sa che dovrà correre più veloce dei moniti di Mattarella. Ogni mattina Mattarella si sveglia e sa che il suo ultimatum se lo rimangerà entro sera come aperitivo.

V

Voto. Per il Pd meglio luglio, i leghisti preferiscono settembre, ai grillini non dispiace ottobre. Le elezioni anticipate come il calendario di Anna Falchi.

X

X In ogni trattativa che si rispetti arriva sempre il momento del «Mister X». Peccato che poi si comincino anche a fare i nomi. E lì si passa allo Xanax.

Z

Zainetto. Arrivato come uno Zuckerberg sul Colle, Cottarelli è rimasto premier soltanto 72 ore. Soggiorno breve, per il cambio di biancheria non serviva la valigia.

Commenti

alfa553

Ven, 01/06/2018 - 09:01

Non e' che voi non diciate stupidaggini, anzi ne siete i depositarie non e che Berlusconi non dica scemenze di quelle da pronostico, anzi,credo che non ne azzecchi una, ricordo pure che in quanto a debito pubblico il PD ne e' il campione ma Berlusconi con i suoi governi gli appena poco dietro.Quindi non dite fesserie, e non enfatizzate sempre parole che alla fine dicono poco o niente, ciò che contano sono i fatti e Berlusconi che appoggio Letta avrebbe potuto appoggiare per cortesia almeno questo governo, ma credo l'abbia proprio fatta grossa, lui e le geniere che lo circondano.

Duka

Ven, 01/06/2018 - 09:05

Sono curioso di vedere le centinaia di genti votanti il REDDITO DI CITTADINANZA-

rudyger

Ven, 01/06/2018 - 09:31

sicuramente Forza italia si astiene. votare contro farebbe un favore alla sinistra.

paci.augusto

Ven, 01/06/2018 - 09:45

Indiscusso campione di questo stupidario è certamente lo squallido Mattarella che, con il suo pervicace, ottuso rifiuto di accettare il prof. Savona all'economia, in 2 giorni, ha fatto perdere alla borsa oltre 30 MILIARDI DI EURO e innalzato lo spread sul debito a vette record!! Meglio tardi che mai!!!

FrancoM

Ven, 01/06/2018 - 14:12

Zucchetti = zucchetta vuota. Quante stupidaggini bisogna scrivere per guadagnarsi la pagnotta, vero Marcolino?

Ritratto di aiachiaffa

aiachiaffa

Ven, 01/06/2018 - 20:01

I precedenti 5 commenti sono la dimostrazione di quanto la gente abbia poco capito che far politica è una cosa seria e quindi non adatta a politicanti da strapazzo !!!

Cosean

Ven, 01/06/2018 - 22:00

alfa553 Fai attenzione! Una persona quando si è accorta chi ha aumentato maggiormente il debito pubblico è stata subito fatta fuori. Non ti sei accorto di chi era sempre in televisione e appoggiava Silvio, improvvisamente è sparito per una cosa sgradevole ma insignificamte a livello Politico? Il suo nome? Oscar Giannino. Ti dò una dritta! Ed è una dritta efficace, incontrovertibile e dannatamente pericolosa per la sua innegabile comprensione. Immagina l'aumento del debito pubblico come una linea retta in salita dalla nascita della Repubblica. Fingi che più o meno ogni governo abbia aumentato in maniera uguale il debito pubblico. Ci sei? Ora immagina che dal 2001 è entrato l?euro e abbiamo risparmiato circa il 7% l'anno di interessi. Allora come mai la linea in crescita è sempre più o meno uguale? Ora capisci che l'informazione è in realtà "Il Potere" per eccellenza?

papik40

Sab, 02/06/2018 - 05:07

Dio ci salvi da SALVI/MAIO che dai nemici mi guardo io!

Ritratto di serramana1964

serramana1964

Sab, 02/06/2018 - 10:48

.....ci ha messo pure impegno a scrivere tutte le demenzialità....aiachiaffa.....svegliati dal torpore...non solo la politica si esercita con serietà ma anche tutto il resto....N.B quelli che c'erano prima al governo al contrario hanno dimostrato tutta la loro mediocrità...il resto è fuffa