Dai paralimpici alla madre del parà caduto. Le forze tricolori sfilano tra gli applausi

E i soldati della compagnia mista indossano le divise della Grande Guerra

Roma - C'era meno gente, rispetto agli anni passati, ad assistere alla parata del 2 giugno lungo i fori imperiali. Complice il caldo, ma anche il mancato entusiasmo degli italiani verso una Patria i cui valori, a momenti, si stentano a riconoscere e la paura per il terrorismo, a detta di molti. Anche se l'impegno della questura di Roma ha fatto sì che tutto andasse per il meglio.

Gli applausi maggiori degli spettatori sono stati quelli per i militari di Esercito, Carabinieri, Aeronautica militare, Marina Militare, ma anche per i rappresentanti di Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Capitaneria di porto, Polizia municipale, vigili del fuoco, Polizia penitenziaria e poi per i volontari, gli uomini della Protezione civile, le crocerossine, le associazioni combattentistiche e d'arma.

L'emozione più grande quella di veder passare lo schieramento dei soldati della compagnia mista con indosso le uniformi della Prima guerra mondiale, cantando l'inno dell'epoca, ma anche gli atleti del gruppo sportivo paralimpico della Difesa e le rappresentanze di tutti i corpi militari impegnati nei vari settori statali.

Davanti agli occhi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del premier Paolo Gentiloni e degli altri membri del governo e della politica, oltre che degli alti graduati delle Forze armate, hanno sfilato anche, in chiusura, gli immancabili bersaglieri con la loro fanfara. In tribuna d'onore non hanno mancato di esserci, tra gli altri, Maurizio Gasparri, Pier Ferdinando Casini e molti altri politici perché alla fine la festa della Repubblica è per (quasi) tutti un evento imperdibile.

Qualche problema solo per i giornalisti, relegati in una tribuna laterale rivolta verso il Colosseo, peraltro col sole in fronte, impossibilitati a far foto e a guardare ciò che succedeva in tribuna d'onore. Una scelta che, per molti, è inequivocabile e che è volta a evitare che si parli più del baraccone della politica che della parata militare.

Una sfilata sempre più sottotono e sempre più pacifista, allietata comunque, sul finale, dall'inno d'Italia cantato da quello stesso Andrea Bocelli che si è rifiutato di esibirsi per il presidente americano Donald Trump, ma che non si è fatto pregare quando è stato chiamato a rendere omaggio all'Italia di fronte ai politici schierati.

E tra Maria Elena Boschi che non ha perso tempo per farsi selfie con i militari per strada e gli ospiti più illustri che hanno fatto a gara per sfoggiare il miglior posto in tribuna, alla fine a dare un senso a questa festa della Repubblica, che di anno in anno sembra perdere sempre più valore, sono rimasti Anna Rita Lomastro, mamma del caporal maggiore David Tobini, caduto nel 2011 in Afghanistan, che al passaggio del 183esimo Nembo di Pistoia ha sventolato orgogliosa il basco del figlio e le immancabili Frecce Tricolori, che hanno lasciato sul cielo di Roma una lunga scia bianca, rossa e verde.