D'Alema e Bersani latitanti, scontro Majorino-don Mazzi

Massimo D'Alema, come spesso succede, aveva ragione anche questa volta. «La notizia ci sarebbe se ci andassi». E infatti non c'è andato, come Pier Luigi Bersani. Assente annunciato e non giustificato anche il sindaco di Milano Giuliano Pisapia al quale Renzi ruffianamente ha inviato il suo sincero «saluto e ringraziamento». Applausi. Il fronte Milano è talmente caldo da far sembrare le temperature di questi giorni un venticello di tramontana. C'è chi, fra una chiacchiera e l'altra, si diverte a giocare al totonomine. Il parlamentare milanese renziano Emanuele Fiano non cede di un millimetro alla tentazione di candidarsi, l'architetto Stefano Boeri rimanda la decisione a settembre mentre Pisapia - alle prese con le pastoie della sua giunta - rifiuta le lusinghe di Renzi. Ad aumentare l'afa ci si mette pure l'assessore al Welfare milanese Pierfrancesco Majorino, anche lui in corsa: «Lo scandalo di Mafia Capitale richiama a uno choc sulla questione morale, perché non è possibile che alcuni siano assimilati ad altri», dice. Poco lontano don Mazzi commenta: «Majorino è il peggior candidato possibile, come assessore non vale niente». E qualcun altro maligna: alla fine dell'Expo e della pax giudiziaria decisa dalla Procura di Milano mancano solo tre mesi... FBos

Commenti
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gian td5

Dom, 19/07/2015 - 13:43

Mazzi non perde mai una, dico una, occasione per tacere.