D'Alema non regge il vino

Le bottiglie vendute alla coop danno alla testa: l'ex premier invoca il Csm e minaccia querele

Il vino ha dato alla testa a Massimo D'Alema. L'ex premier, incalzato da un giornalista di Virus sulle bottiglie vendute alla coop, perde le staffe: «Come si chiama lei? Devo trasmettere al mio legale questa informazione. Oggi sto denunciando diversi giornali, denuncio anche lei con l'occasione». Poi, resosi conto della figuraccia, D'Alema chiede scusa per essersi «arrabbiato». Intanto l'inchiesta di Napoli prosegue e la nebbia attorno alla sinistra è sempre più fitta. E molte cose non tornano. Perché il presidente del Consiglio è stato intercettato? Perché Renzi chiacchiera con il vecchio telefonino della Fondazione e non usa l'apparecchio che gli è stato dato dall'Aisi dopo la sua ascesa a palazzo Chigi?

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