Dalle infrastrutture ai migranti: i nodi che dividono il governo

Tav, legittima difesa, Venezuela e immigrazione, ma anche droghe leggere e sport: il governo gialloverde è in stallo

Tav a un passo dal ko ma la Lega non molla

Sulla Tav c'è il tiro alla fune più evidente tra Lega e M5s. I grillini hanno sempre fatto e detto di tutto per affossarla. Ultimo capitolo per mandare in soffitta la Torino-Lione è l'analisi costi-benefici commissionata a un pool di esperti che, tuttavia, si sono sempre schierati per il «no». Scontato l'esito dello studio: «La Tav non conviene». Esulta il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli con tutto il Movimento. Ma la Lega ha il mal di pancia e tutte le opposizioni insorgono. Come se non bastasse, anche l'Europa fa sentire la propria voce e avverte il governo che un'eventuale stop all'opera comporterebbe la restituzione dei fondi europei già accantonati per l'Alta velocità nonché l'esclusione dell'Italia - per i prossimi cinque anni - da tutti i programmi finanziati con i fondi Ue. Insomma, un disastro. Ecco perché il Carroccio non molla e continua ad avvisare l'alleato: «La Tav va fatta». I 5 stelle: «Assolutamente no». Il balletto continua.

Negozi, Salvini vuole più domeniche aperte

L'altro duello gialloverde si gioca sul provvedimento dei «negozi chiusi la domenica». Gli orari di apertura erano stati liberalizzati con un decreto legge dal governo Monti nel 2011. Movimento 5 stelle e Lega avevano promesso di rivedere il provvedimento, tornando alle vecchie regole che con certe eccezioni imponevano ai negozi la chiusura domenicale, nei giorni di festa e per mezza giornata aggiuntiva ogni settimana. Risultato: le categorie e i piccoli commercianti si sono ribellati, bussando principalmente alle porte del Carroccio, spesso loro partito di riferimento. A questo punto la Lega ha spinto affinché nel testo entrassero molte più deroghe alla regola generale della serrata domenicale. Il numero delle aperture, per esempio, potrebbe essere fissato a 26 domeniche e otto festività ma la Lega spinge per aumentare il numero e arrivare a 32-34 domeniche. Ma il braccio di ferro coi grillini è destinato a proseguire.

Lo sgambetto grillino sulla legittima difesa

Bandiera del Carroccio, il provvedimento sulla legittima difesa è stato votato anche dal Movimento 5 stelle ma i mal di pancia tra i grillini non sono mancati. La prova? Prima una serie di emendamenti presentati (poi ritirati) al Senato per modificare la norma. Quindi è arrivato il sì con molti malumori pentastellati e il testo è arrivato alla Camera. Ma è a Montecitorio che è capitato il fattaccio. «Uno sgambetto», hanno accusato i leghisti. È accaduto che il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha fatto pervenire alla commissione Bilancio della Camera, guidata dal leghista Claudio Borghi, un parere vincolante in cui si sottolineava un «errore tecnico» nelle coperture: 98mila euro imputati al 2018 e non al 2019 nel testo già passato a Palazzo Madama. Un «errore formale» che però obbliga che il provvedimento sulla legittima difesa torni al Senato per il via libero definitivo. E nella maggioranza è stata subito alta tensione.

Compromesso al ribasso per non tifare Maduro

Anche sulla politica estera Lega e M5s sono entrati in rotta di collisione. Ultimo caso è sul Venezuela. Quando il 23 gennaio nel corso di una manifestazione contro l'esecutivo retto dal dittatore comunista Maduro, Juan Guaidó ha giurato sulla Costituzione come presidente pro tempore del Venezuela dopo essere stato eletto dall'Assemblea Nazionale, mezzo mondo l'ha riconosciuto: dagli Usa al Canada, dal Brasile all'intera Europa. La Lega si sarebbe messa in scia: «Maduro è uno degli ultimi dittatori di sinistra rimasti in giro, che governa con la forza e affama il suo popolo. L'auspicio sono libere elezioni il prima possibile», Salvini dixit. Peccato che l 'alleato grillini fa il tifo per Maduro: «Ci siamo sempre accodati in modo vile agli esportatori di democrazia. L'Europa dovrebbe smetterla una volta per tutte di obbedire agli ordini statunitensi», il pensiero di Alessandro Di Battista. Risultato: né con Guaidò, né con Maduro.

Sulla marijuana libera c'è l'altolà dei leghisti

È il caso di dire che lo scontro è «stupefacente». I 5 stelle hanno depositato una proposta di legge per legalizzare la coltivazione e la detenzione della marijuana e puntano a farla passare anche con i voti di sinistra, Pd e «cani sciolti». La Lega s'è infuriata: «Non se ne parla neppure, piuttosto legalizzo la prostituzione», s'è scomodato persino il leader del Carroccio Salvini. Ad accendere la miccia due parlamentari del M5s, Matteo Mantero e Lello Ciampolillo. I quali hanno depositato in Senato un disegno di legge il primo e due l'altro con lo stesso obiettivo: ottenere di legalizzare la coltivazione, la lavorazione e la vendita della cannabis e dei suoi derivati. Strada sbarrata, però, dal Carroccio: «Se dobbiamo sconfiggere davvero la criminalità, togliamo dalle strade la prostituzione a cielo aperto che è una vergogna», Salvini dixit un mesetto fa. Morale: la maggioranza anche su questo tema rischia di andare in fumo.

Fico guida la «fronda» dell'ala pro accoglienza

Il pugno duro di Salvini sull'immigrazione è senza dubbio ciò che lo fa volare nei consensi. Di contro, mezzo partito grillino arriccia il naso: «Così sembriamo una costola della Lega, così sembriamo un partito di destra», lamentano i militanti. Di fatto, sul tema, Di Maio sembra essere a rimorchio del Carroccio e anche i big glielo fanno notare sempre più spesso. Un esempio? Il presidente della Camera Roberto Fico che appena parla di immigrazione bacchetta Luigino: «L'accoglienza è fondamentale. Ogni volta che muore una persona nel Mediterraneo, così come in altre parti, ci dobbiamo sentire coinvolti». E ancora: «Il punto è che siamo una Repubblica democratica che si fonda sul concetto di accoglienza, che è un valore sempre. In ogni epoca e ogni tempo». Come Fico la pensano in molti tra i pentastellati che chiedono di abbandonare la strategia del rigore sugli sbarchi e sognano lo sgambetto al capo del Viminale sul caso Diciotti.

Il Carroccio nega i soldi per il tennis a Torino

Poteva mancare il duello sullo sport? Ovvio che no. Fresco fresco: Lega e 5 stelle non hanno trovato l'accordo in consiglio dei ministri sulla cifra da destinare a Torino come candidata delle Atp Finals di tennis dal 2021. A sostenere la candidatura c'era la sindaca grillina Chiara Appendino, piccatissima: «Se c'è una ragione ce la spieghino, altrimenti è un dispetto, una ripicca». Il governo avrebbe dovuto mettere sul tavolo 18 milioni per il primo anno e 15 per ciascuno dei quattro successivi. In tutto 78 milioni di euro. Una cifra che la Lega non è intenzionata a sborsare. Il Movimento 5 stelle è andato su tutte le furie e ha puntato il dito contro il Carroccio. A cercare di gettare acqua sul fuoco il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti: «La questione, purtroppo, è che se non ci sono le risorse diventa complicato e illegittimo per l'esecutivo dare le garanzie economiche». Altro malumore tutto interno alla maggioranza.

Commenti

roberto zanella

Sab, 16/02/2019 - 21:44

CHE LE OPPOSIZIONI PROTESTINO, CHE NOVITA',LO FANNO A PRESCINDERE

rosolina

Sab, 16/02/2019 - 22:00

Spero che il governo possa sciogliere i nodi e andare avanti

guido.blarzino

Sab, 16/02/2019 - 22:34

Non si può andare avanti così. E' stato un pateracchio folle ed infatti non vanno d'accordo su nulla. I programmi erano e sono troppo diversi, inconciliabili. Il Def prevedeva un aumento del pil dell' 1,4 % di cui si vantavano: già adesso siamo allo 0,2 %. La lega pensa a rafforzare l'economia con investimenti mentre i 5* pensano solo a distribuire soldi a pioggia perché promesso in campagna elettorale. Ecco, ci vorrebbe una legge penale contro le campagne elettorali oggettivamente false. Gli elettori in difficoltà non hanno sempre tempo e modo per informarsi e possono essere vittime di illusioni come è accaduto.

gianni59

Sab, 16/02/2019 - 23:50

..tanto con FI la Lega non ci torna....

Ritratto di 02121940

02121940

Dom, 17/02/2019 - 00:41

A quanto leggo molti sono che gli "elementi" che dividono le diverse posizioni dei due partiti al governo, spesso di poca sostanza, ai limiti del ridicolo. Quasi fossero dei "bambini" che litigano su questioncelle irrilevanti, quanto sciocche. La realtà é che tali ridicole "questioni" sono alla base di una radicale diversità, culturale e morale, che sta emergendo in modo irresistibile e porterà in breve alla inevitabile rottura, ed é ora che ciò si verifichi, alla luce di evidenti e radicali diversità politiche e morali, che hanno uno dei principali ostacoli di fondo, pesante e concreto: IL REDDITO DI CITTADINANZA, la "porcata" compra voti indigeribile nel bel Paese. La fine del Governo delle "fesserie" é alla porta, inevitabile e quanto giusta. Questo governo deve cadere e nuove elezioni ci attendono. Così sia. Amen

buri

Dom, 17/02/2019 - 04:46

questo governo è nostra disgrazia speriamo che Salvini si ricordi dei suoi elettori e non li tradisca. quindi stacchi ka spina

Ritratto di LaFenice

LaFenice

Dom, 17/02/2019 - 07:26

Su ogni argomento ci sono infinite possibilità di compromesso. Un atteggiamento intelligente sarebbe quello di cercare i migliori, accettabili da entrambe le parti, pensando all'utilità per il paese. Impuntarsi e fare teatrini da campagna elettorale penso che rallenti l'attività di governo. Governo che ha grandi potenzialità e l'appoggio della maggioranza degli italiani, che come me vorrebbero che facesse dì più, anche se ogni tanto si deve storcere un pò il naso per un compromesso che non piace molto.

Anita-

Dom, 17/02/2019 - 07:28

Allora Conte, ancora voglia di contestare l'appellativo di "Burattino"? Eppure, guardi bene, è seduto tra il gatto e la volpe. Ho sentito il suo intervento a Strasburgo, 38 minuti, sono forse l'unica in Italia ad averlo ascoltato per intero. Francamente, molto più interessanti i discorsi degli altri. Quelli sì,erano politici - i discorsi e chi li faceva - non burattini-papagalli ben programmati.

Duka

Dom, 17/02/2019 - 07:35

NON poteva essere che così per un "governo" costituito all'insegna del disprezzo della volontà popolare. Sperando che tutti, nessuno escluso, si assuma la propria responsabilità. Ma sarà molto difficile che ciò avvenga.

Dordolio

Dom, 17/02/2019 - 08:07

Ogni giorno da mesi articoli tra il terroristico e il gufesco come questo. Continui. Ininterrotti. Mi chiedo quando ne apparirà uno - finalmente obiettivo - dal titolo: "Forza Italia, perchè il partito non ha NESSUN avvenire politico". Verrebbe letto con grande attenzione e da tanti. Che direbbero: "Oh, finalmente qualcuno che ne parla...."

Ritratto di 02121940

02121940

Dom, 17/02/2019 - 10:45

TAV, negozi chiusi la domenica, reddito di cittadinanza, sono solo alcune delle “diversità” politiche e culturali che dividono il mondo dei sogni del gruppo degli ignoranti a 5 stelle ed il centro destra più “razionale”, attualmente riferibile a Salvini, ma certamente di più ampia referenza (Meloni, tanto per far un nome). Ciò che mi pare evidente, da vecchio spettatore della politica nazionale, è che questo governo dei sogni e dell’incompetenza (ancorché guidato da un “cervellone”, colui che - con il pseudo papa Bergoglio - é “l’unico che non sragiona") sia ormai arrivato al “capolinea”. Non può e non vuole tornare indietro, come la vicenda “reddito di cittadinanza” lo testimonia. Si attendono le prossime elezioni per fare bene i conti, ma ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che essi, i conti, non tornano. Solo un Di Maio o il su collega “viaggiatore” possono non accorgersene. Conte lo ha capito, ma non può parlare, è solo un “ospite”.

Dordolio

Dom, 17/02/2019 - 11:07

0212940, il RDC suscita anche in me perplessità. Ma criticarlo prima che sia divenuto operativo è fazioso velleitarismo. La legge non è fatta male. E NON ci sono percettori di reddito "aggratis" seduti sul divano. Se ci fossero DOVREBBERO venir sgamati da subito e saltare come grilli... Mi si parli allora di impossibilità nei controlli. Di strutture inefficienti e sottodimensionate, di qualsiasi cosa.... Ma NESSUNO ha finora affrontato con compiutezza e competenza QUESTO aspetto fondamentale. Nemmeno le opposizioni! E la cosa mi insospettisce assai....

Dordolio

Dom, 17/02/2019 - 11:12

Anita, ho sentito anche io l'intervento di Conte. E posso dirle - obiettivamente perchè NON voto gli attuali governanti - che lei Anita necessiterebbe di un controllo audiometrico. Eseguito bene e da personale competente. Ci rifletta nel suo interesse. Oppure è affetta dalla nota sindrome "prosciutto non sugli occhi ma nelle orecchie". In questo caso purtroppo cura non c'è.