De Luca prova a resistere. Le nuove carte lo aiutano

Gli atti integrativi alleggeriscono la posizione del governatore

Davvero strana la vita. Proprio mentre il cappio sembrava annodarsi alla gola del presidente della Regione Campania, con il Pd in totale disfatta, Renzi su tutte le furie e impotente ad agire, l'inchiesta giudiziaria avanti a tutta birra nell'incastrare il «patto scellerato» tra una sentenza e una promessa, ecco che il quadro sembra, se non ribaltarsi, almeno offrire qualche spiraglio positivo.Ieri l'attenzione del mondo intero, dunque anche della politica campana, si è trasferita al dramma vissuto dalla Francia che mette in allarme l'intero stile of life Occidentale. Enzo De Luca in mattinata ha voluto subito incontrare il console francese Jean Paul Seytre, cui ha espresso «la vicinanza e solidarietà della regione di fronte al vile attacco terroristico», nel contempo promettendo una stretta sulle misure di sicurezza. Nessun accenno alle vicende relative al proprio collaboratore Mastursi e al marito del giudice che aveva firmato (con altri) la prima sentenza di «sospensione» della «sospensiva» prevista dalla legge Severino per il governatore. Nel contempo, l'appoggio decretato da Renzi a suon milioni di euro (450 per la Terra dei fuochi, 50 per Bagnoli) sono stati incassati da De Luca con il sorriso sulle labbra e la determinazione che, a scanso di nuovi provvedimenti giudiziari, l'ennesima grana potrà essere superata. La navigazione continuerà a essere tempestosa, si sa, ma il governatore è un lottatore nato. Che potrebbe, in un frangente del genere, persino chiedere un armistizio al vecchio arcinemico Antonio Bassolino, il cui rientro in campo come candidato a sindaco di Napoli sembra ormai quasi certo. Si tratterebbe di un inedito assoluto, visto che i due si sono combattuti all'ultimo sangue fino all'altro ieri.È però dal fronte giudiziario che arrivano notizie forse davvero confortanti per il governatore. Il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, ha promesso di «agire con molta velocità e rigore» sull'incompatibilità ambientale e funzionale del magistrato Anna Scognamiglio e già martedì ci sarà una nuova riunione della prima commissione di Palazzo dei Marescialli. «Stiamo aspettando l'integrazione agli atti da parte dell'autorità giudiziaria che sta procedendo», ha spiegato Legnini, insistendo sull'estrema delicatezza e gravità del caso. «L'attenzione dev'essere altissima; occorrono interventi tempestivi e rigorosi, che noi stiamo mettendo in atto con l'esercizio rigoroso della funzione disciplinare, intervenendo con lo strumento dell'incompatibilità ambientale e funzionale».Senonché, il particolare dell'incompletezza delle carte presentate dalla Procura al Csm, rispetto persino alle intercettazioni pubblicate dai quotidiani, potrebbe significare un alleggerimento della posizione del magistrato. Che ieri è passata all'attacco, sostenendo che nelle intercettazioni «ritenute fondamentali per l'accusa nei miei confronti» le sue parole non si riferissero a «messaggi in codice» intercorsi con il marito, bensì a fatti di vita reale: un «nulla osta» del preside di una scuola per il trasferimento del figlio a un altro istituto. Dunque quando chiedeva se il «preside» avesse rilasciato il nulla osta, non si sarebbe riferita a De Luca. In una lunga nota, Anna Scognamiglio sottolinea che anche l'intercettazione nella quale avrebbe esclamato: «È fatta!» non è stata acclusa agli atti dalla procura di Roma. Presto si capirà se l'articolata difesa del magistrato abbia fondamento: se così fosse, a tirare un sospiro di sollievo sarebbero in tanti, a palazzo Santa Lucia.