"De Luca? Uno stalinista contemporaneo"

L'ex deputato Guglielmo Vaccaro, che ha lasciato il Pd perchè contrario alla candidatura dell'ex sindaco di Salerno, ora dice: "Non voterò ma spero vinca Caldoro"

"Ho lasciato il Pd perché ha scelto un candidato che ha imbarcato degli impresentabili, delle persone che non aiutano a dimostrare che amministrare significa servire il popolo. Speravo che Renzi riuscisse a lasciarsi alle spalle certe pratiche, alleanze o consuetudini che ci riportano indietro al clientelismo degli anni ’80 e invece si è scelto De Luca, il quale ha adottato il metodo dei termovalorizzatori: si è preso le scorie per produrre energia dai rifiuti, garantendo alla fine della lavorazione la bontà del prodotto. Si è preso persino Ciriaco De Mita che da vent'anni fa lo stakeholder della politica campana". A parlare è il deputato Guglielmo Vaccaro che già mesi fa è uscito dal partito per contrastare la candidatura dell'ex sindaco di Salerno.

Chi è De Luca?

De Luca è pieno di sé, si presenta con un’epopea imperiale a metà tra Giulio Cesare e Napoleone e visto da vicino è un ex sindaco che ha perso il senso della realtà. È una figura dannosa e anacronistica che a Sky ha oltraggiato 3 milioni di donne campane offendo una simpatizzante di Caldoro con una battuta tipica del più becero machismo. Crozza ne fa un’imitazione perfetta. Di carattere è ombroso e iracondo, è gioviale e simpatico solo quando gli conviene. Unisce il fiuto politico alla tenacia e alla spregiudicatezza. È un nuovo Cito del Sud che caratterizzerà il Sud nei prossimi anni.

Eppure De Luca è molto amato a Salerno e i suoi concittadini l’hanno sempre rieletto con percentuali bulgare…

I dati elettorali vanno sempre letti per quello che valgono nelle democrazie imperfette. De Luca è uno stalinista contemporaneo che si è impadronito del partito sterminando chi gli si opponeva ma fuori dalla sua città non conta nulla. Negli ultimi vent’anni non ha saputo creare una classe dirigente e fuori dalla sua città non conta nulla tanto che alle Regionali di cinque anni fa perse malamente. Si, ha ben governato come sindaco nella prima fase, ma nella seconda ha sfregiato Salerno con una politica fatta solo di propaganda. Il Crescent è un oltraggio all’ambiente che nemmeno Saddam Hussein avrebbe potuto consentire. Per via della sua megalomania lascerà molte opere incompiute, basti pensare che sta facendo costruire una piazza di un solo metro più grande di piazza del Plebiscito a Napoli.

Su di lui, poi, pende sempre il problema dell’ineleggibilità…

Il Pd ha fatto un errore e dovrebbe chiedere scusa per l’offesa fatta al buon senso dei campani indipendentemente dal fatto che diventi De Luca diventi Presidente o che resti solamente consigliere regionale. Poi la pronuncia della Cassazione chiude ogni discorso fatto da chi pensava che bastasse fare ricorso al Tar per essere riammessi nel giro di un pomeriggio. Oggi sappiamo che ci sarà una sospensione e tale resterà al lungo.

Lei per chi voterà?

Io, come la maggioranza dei campani, non voterò. Vincerà Caldoro? Chiamiamola neutralità attiva. Sono per la teoria del male minore e spero nella sconfitta del Pd. Vede, mentre Caldoro prova a proseguire la sua opera di governo, la grillina Ciarambino prova a scardinare il sistema. Nelle categorie della politica De Luca arriva terzo ma se nelle urne dovesse arrivare primo sarebbe un suicidio politico per la Campania. L’attuale presidente può replicare così come ha fatto Cameron perché può essere individuato come punto saldo per accompagnare la Regione fuori dalla crisi. Io a Caldoro do il beneficio d’inventario, a De Luca no.

Ma il centrosinistra non aveva nessun altro da candidare per vincere?

Il Pd aveva la possibilità di vincere a mani bassi e invece se ne è uscito con una proposta discutibile. Se avessero scelto un altro candidato Ncd sarebbe entrata nella coalizione e sicuramente anche Sel che si è dichiarata alternativa a De Luca, non al Pd.