Decreto sisma, pochi aiuti per i terremotati L'ira degli azzurri

Roma Il Parlamento si spacca sul decreto legge terremoto, il terzo in ordine di tempo sui recenti eventi sismici che hanno colpito Lazio, Marche, Abruzzo ed Umbria. Dopo che il governo ha blindato l'Aula di Palazzo Madama, ponendo la fiducia sul testo approvato dalla Camera, si è alzata la tensione. In maggioranza, qualche malumore per l'elezione a presidente della Commissione Affari costituzionali di Salvatore Torrisi, senatore Ap (il Pd aveva avanzato il nome di Pier Giorgio Pagliari). Polemica dai banchi delle opposizioni che hanno provato a fare barricata sul voto.

Dal governo nessun confronto, è la denuncia dei senatori di Forza Italia, che in mattinata hanno fatto il punto sulla situazione e sui provvedimenti varati dal Governo, alla presenza di alcuni sindaci delle zone colpite.

Il capogruppo Fi, Paolo Romani, ha parlato di un «governo in tutt'altre faccende affaccendato, con un commissario straordinario che aveva in testa più i problemi del suo partito che quelli delle zone colpite dal terremoto». Romani ha ricordato che ad oggi state consegnate solo 63 casette, tra l'altro per estrazione. Secondo il presidente dei senatori azzurri, la decisione del governo di porre la fiducia avrebbe impedito di «migliorare il provvedimento». La vicepresidente del gruppo, Paola Pelino, ha parlato di misure «insufficienti», in merito al ristoro dei danni indiretti e alle zone franche. Per il coordinatore Fi nelle Marche, Remigio Ceroni, il governo avrebbe varato una legislazione «farraginosa» e non ha coinvolto i Comuni.

Un giudizio pesante è arrivato da Andrea Mandelli, vicepresidente Fi in commissione Bilancio, che ha parlato di «pochi soldi, tante regole e altrettante deroghe». In rivolta i sindaci delle zone colpite. «La ricostruzione non è partita, le risorse sono poche e noi siamo pronti a tornare a manifestare in piazza a Roma», sono state le parole del primo cittadino di Teramo, Maurizio Brucchi, che insieme ai colleghi di Ascoli Piceno, Norcia e Antrodoco, ha partecipato alla conferenza stampa di Forza Italia in Senato. Molto critica anche la posizione di Guido Castelli, primo cittadino di Ascoli Piceno: «La nostra non è una semplice polemica ma è il tentativo di salvare un pezzo del nostro paese che oggi è in grande difficoltà».

Il sisma è stato un evento eccezionale, hanno detto in coro i sindaci, e il dl avrebbe dovuto essere altrettanto. Si riapre la riflessione sull'esigenza di un testo unico per l'emergenza, che nel nostro Paese non esiste.

Commenti

cgf

Gio, 06/04/2017 - 09:18

gli italiani sono stati poco generosi, dopo aver devoluto in favore delle banche, a garanzia dei mutui che i terremotati non potranno pagare (ma se insolventi verranno certamente perseguitati), la coperta è corta. IDEM in Emilia, ops chi c'è in centro italia? no, dai, è solo un caso.